De Rossi: “Di Francesco scelta assolutamente vincente”

De Rossi: “Di Francesco scelta assolutamente vincente”

Daniele De Rossi, all’interno della rubrica Slide Show in onda su Roma TV, ha parlato della stagione giallorossa. Queste sono alcune delle sue dichiarazioni.

L’arrivo di Eusebio Di Francesco: “Non ero presente a Pinzolo ma ci informavamo e da subito abbiamo avuto notizie su quella che era un po’ l’impronta del mister e del suo staff: grossa motivazione, grossa intensità negli allenamenti ed è quella che poi abbiamo ritrovato durante l’anno. Non era facile assolutamente entrare, prendere una squadra che aveva fatto 87 punti l’anno scorso se non sbaglio, il risultato più alto della storia della Roma in campionato, entrare alla prima esperienza in una grande squadra e fare quello che ha fatto lui. Presentarsi come si è presentato lui e arrivare ai traguardi che abbiamo raggiunto. Una scelta che aveva fatto storcere la bocca a qualcuno durante l’estate. Io avevo letto i giornali, molti dubbi ma si è rivelata una scelta assolutamente vincente per quello che abbiamo visto quest’anno”.

Su Kolarov: “Giocandoci assieme ho capito perché ha avuto una carriera da campione e sta continuando a mantenersi su questi livelli sia come professionista, sia come personalità. Come qualità tecniche è di una spanna superiore a tutti gli altri. Anche a livello ambientale è stato capace di sopportare quello che qui a Roma, purtroppo, calcisticamente può essere un fardello, come aver giocato nella Lazio tanti anni fa”.

Su Dzeko: “Un giocatore che l’anno scorso ha fatto quasi 40 gol, quest’anno ne ha fatti di meno ma alcune partite le ha letteralmente vinte da solo. Che poi è sbagliato dire che le ha vinte da solo, perché si vince sempre tutti insieme, ma ha fatto quello che uno si aspetta da un fuoriclasse: si è caricato la squadra sulle spalle e ci ha trascinato, classico trascinatore non solo per il fisico ma anche per l’attitudine e l’atteggiamento che aveva in campo”.

Su Alisson: “Fui uno di quelli che disse “come si fa a spendere 10-12 milioni per un portiere? Abbiamo Szczesny…”. Non lo conoscevo, non lo avevo mai visto. Poi, il mio miglior amico me lo ripete sempre “tu dopo un mese mi hai detto che questo era un fenomeno”, e si vedeva che era un fenomeno ma ne ho visti tanti di portieri che arrivano in allenamento e parano tutto, portieri che fra i pali sono forti, nelle partitelle a 30 metri non gli segni… Però giocare a calcio è un’altra cosa. Lì ci sono due fattori fondamentali: uno è il ragazzo che è lui, un professionista serissimo, un professionista attento che tiene alla Roma, tiene a se stesso come è giusto che sia e si allena sempre bene, e l’altro fattore è stato Marco Savorani. Io non mi alleno mai con Marco Savorani, non so se è bravo o meno, ne sento parlare in maniera incredibile da parte di tutti quanti, da parte dei suoi portieri. Poi i risultati si vedono. Io vedo dei portieri che migliorano costantemente, quindi qualche fondo di verità ci deve essere se tutti dicono così”.

Su Chelsea-Roma: “Questa è la partita che ci ha fatto capire che noi potevamo veramente andare avanti in Champions. Una partita che non abbiamo vinto ma che avremmo meritato di vincere e abbiamo dato un antipasto all’Europa di quello che potevamo essere. Fu una partita che mise tutto su un piano diverso e qui vediamo Perotti, che fece una grande partita, Aleks ed Edin che sono stati decisivi come al solito, però cominciamo anche a vedere quello che è stato il nostro cammino, quello che è stato il nostro compagno di viaggio, la curva in trasferta, la curva in casa, i tifosi dietro che esultano ai nostri gol. E’ stata una stagione da questo punto di vista molto importante”.

Sulla coreografia Roma della Curva Sud: “Fu un riavvicinarsi netto, forte e facile da sentire da parte di noi calciatori, tra noi e la curva. Più che altro da parte loro, perché noi siamo stati sempre qui a fare il nostro lavoro, a volte bene, a volte male, però noi non possiamo fare più di tanto se non dargli un motivo per essere orgogliosi di noi, e quest’anno credo che l’abbiamo fatto. Loro lo hanno sentito. Non è vera la storia che se non vicini i tifosi non ti vengono dietro, perché quest’anno non abbiamo vinto niente eppure abbiamo trovato migliaia di persone a far galleggiare un autobus fuori dallo stadio prima della semifinale di Champions League che avevamo perso 5-2 all’andata, e quindi non un risultato facile da ribaltare. Questa è una foto essenziale: il nostro nome, la nostra curva. Sembra una cosa minimal, come dicono quelli bravi, ma c’è tutto quello che io e che loro vogliamo: lo stadio, il campo da calcio, la curva piena, i colori nostri, il nostro nome e, come ho detto prima, questa unione tra noi e loro che abbiamo ricreato in questa stagione, ci può fare solo ben sperare per il futuro”.

Su Totti: “L’inizio della stagione non è stato Pinzolo ma è stato il 28 maggio scorso. E’ iniziata una nuova vita, una nuova storia, per Francesco sicuramente ma anche per tutti i romanisti, perché vuoi o non vuoi, più giovani, più vecchi, non vedere più lui in campo con la fascia da capitano, o anche se negli ultimi anni ha giocato di meno, vederlo li in panchina o in allenamento con noi, è qualcosa di nuovo, qualcosa di scioccante per un tifoso della Roma e lo è stato anche per noi calciatori. E’ la prima stagione senza di lui in campo ed è stata complicata e sono ancora più contento che sia andata molto bene come risultati e come atmosfera. Perché non era facile, non era facile togliere un simbolo così grande a tanta gente e riuscire a ricreare tutto questo entusiasmo, nonostante non ci sia più lui in campo a deliziarci. Per quanto riguarda questa foto, vediamo tutta la sua stagione: un dirigente che parla con uno che è stato fino a poco fa un suo amico, lo è ancora, un suo compagno di squadra, ma gli parla con un altro punto di vista, con un altro ruolo. E sebbene l’inizio sia stato difficile, lo vedo ora calato nella parte, lo vedo a suo agio. Vedo anche i giocatori che lo riconoscono come una figura dirigenziale e non come un ex compagno che magari faceva battute fino al giorno prima nello spogliatoio. E’ sempre il cazzarone che era una volta ma si sta ritagliando questo ruolo che poi sarà il ruolo che ricoprirà in maniera più importante in futuro”.

Su Under: “Parliamo sempre dello stesso periodo, parliamo di un periodo in cui anche una vittoria contro una squadra di bassa classifica come il Verona poteva darti grande morale, e soprattutto poteva farti scoprire un campioncino che fino a quel momento non aveva fatto parlare di sé come ha fatto successivamente. Lui è il mio cavallo, mi piace tantissimo lui come ragazzo. Avremmo scambiato 10 parole in tutto l’anno perché lui dice “ciao”, “buonasera” e “buon appetito”. E gli dico sempre che deve imparare l’italiano. Gli leggi negli occhi che è un ragazzo buono, che vuole migliorarsi, che è umile e poi ha delle qualità eccelse, tecnicamente e di velocità. Il futuro è dalla parte sua. E’ stato un colpo incredibile da parte di Monchi. Spero che sarà il futuro della Roma, perché è incredibile e potrà essere determinante”.

Roma-Barcellona: “Fa ridere questa foto, perché c’è tutto, c’è il calcio, c’è lo sport che amo. Ma la cosa più bella qua sono quelli con la felpa arancione, col giubbotto arancione: questa è la forza di questa squadra. Pellegrini che si abbraccia con un preparatore atletico, Maxime Gonalons che ha gli occhi iniettati di sangue, questa è la nostra forza. I giocatori che magari in quella partita non erano protagonisti in prima persona ma guardateli in faccia e capirete quanto hanno voluto questo passaggio del turno, questa vittoria, questo sogno che poi abbiamo regalati a quelli dietro, alla curva. Il video era chiaro. Guardare i video delle squadre avversarie è fondamentale, farlo bene non è solo un farti sapere cosa devi fare in campo ma è un risvegliare la coscienza dei giocatori, farti rendere conto che in quell’occasione questa squadra soffre e tu gli puoi far male. Eravamo consapevoli che bisognava fare un miracolo, fare la partita perfetta, bisognava segnare presto, bisognava farne un altro non troppo tardi, tutte cose che abbiamo fatto. Magari se la rigiochiamo tante volte non vinciamo 3-0 ma assolutamente se rigiochiamo tante volte Barcellona-Roma non perdiamo 4-1”.


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