Centro Suono Sport – Bettega: “Le proprietà tentano di salvaguardare il bilancio e a volte i sacrifici sono necessari”

Centro Suono Sport – Bettega: “Le proprietà tentano di salvaguardare il bilancio e a volte i sacrifici sono necessari”

Il Podcast dell’intervento di Roberto Bettega (14-05-2019) ai microfoni di Centro Suono Sport all’interno del programma L’Università del Calcio.

Roma-Juventus: “Nel primo tempo la Juventus ha tenuto in mano la partita, ha rischiato di fare uno o più gol. E’ anche vero però, e lo abbiamo constatato nei cambi che Allegri ha dovuto fare, che la Juve non ha alternative o grosse alternative per modificare l’assetto tattico o cambiare la qualità di un giocatore, perché ha veramente dei grossi problemi numerici: Douglas Costa e Bernardeschi, Mandzukic e Khedira e via di questo passo sono sicuramente una cosa che limita una squadra molto dotata dal punto di vista del saper cambiare singolarmente”.

In questi cinque anni di Allegri i primi tre anni sono andati bene, poi a mano a mano c’è stato sempre un calando nei secondi tempi. La Juventus quest’anno ha messo in mostra un pochino di più questo difetto? “Dobbiamo fare mente locale: se la Juve riesce ad esprimersi per 50-60 minuti è ancora la Juve, poi ci può essere anche un calo. Contro la Roma la Juve ha cercato di avere un atteggiamento tattico che permettesse gli inserimenti: Cristiano ha giocato molto spesso un po’ arretrato per cercare di permettere gli inserimenti di Dybala che infatti è andato spesso al tiro, senza però riuscire ad essere determinante. Poi ci sono anche degli avversari che hanno degli obiettivi diversi dalla Juve ma è anche vero che mai come quest’anno la Juve aveva vinto il campionato a due mesi, due mesi e mezzo dalla fine. Purtroppo sono arrivate le due eliminazioni dalle coppe, perché parlo anche della Coppa Italia, e può darsi anche che ci sia stato un leggero calo. Non dimentichiamoci che c’è anche un sotto quesito: come mai tutti questi infortuni? Questo è un discorso da affrontare un pochino di più e che affronteranno al loro interno”.

Pochettino 4 anni al Tottenham, Klopp da 3 anni a Liverpool. Quanto è difficile in Italia programmare un percorso di crescita pluriennale con un allenatore? “Qualcuno se volesse scherzare direbbe che è colpa della stampa perché appena un allenatore perde due partite dice di licenziarlo. A parte le battute, evidentemente sono allenatori bravi, che ripagano con il loro lavoro, in parte con i risultati e in parte anche con le prestazioni. Ma non dobbiamo dimenticarci che, per esempio, quello che è stato per 10 anni il dominio spagnolo nelle coppe europee, quest’anno è diventato dominio inglese. Improvvisamente Barcellona e Real Madrid si sono fatte eliminare. E non dimentichiamoci, e questa credo che sia la cosa più bella da elogiare e più bella anche per il calcio, che sono figli di imprese perché il Liverpool perde 3-0 e ribalta 4-0 il Barcellona, e perché il Tottenham che sta perdendo 2-0 ad Amsterdam, dopo aver perso in casa, riesce a fare tre gol. Non è solo una questione di allenatore ma è anche una questione di voglia di giocatori, di filosofia, di mentalità, di non volersi arrendere. Non penso che questo in assoluto manchi alle nostre squadre. Parliamo della Juve e di quello che ha fatto in questi anni, abbiamo citato gli anni di Allegri ma non dimentichiamoci anche gli anni di Conte le due finali di Champions, le quattro Coppe Italia”.

E’ cambiato il panorama delle proprietà delle big del campionato italiano. Hanno capito che fare il calcio in Italia è complicato? Pallotta ha capito come bisogna governare una società cosi importante come la Roma? “Non farei un discorso incentrato su Pallotta. All’estero sono andati dei magnati che non hanno lesinato quello che hanno o stanno investendo e mi riferisco al Manchester City, al Psg. Diciamo che i gruppi stranieri sono molto più attenti alla conduzione della società, ma della società intesa veramente come una società qualsiasi, non come una società calcistica che si basa molto per i tifosi sui risultati, e tentano di salvaguardare il bilancio. Ecco perché si passa a volte attraverso dei sacrifici. Inter e Milan hanno dovuto sottostare al FFP imposto dalla UEFA. E’ chiaro che il concetto è un po’ diverso e la Juventus è riuscita a controbattere queste squadre perchè è la società che si è più avvicinata in termini di bilancio, di investimenti e di cessioni, perchè anche la Juve ha ceduto pezzi importanti. Non è così facile. Poi nelle ultime settimane sono emersi anche i ricavi televisivi dei rispettivi campionati ed è difficile per un club che fattura 200 milioni, combattere con un club che ne fattura 800”.

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