Roma-Atalanta, Fonseca:”Domani gioca Smalling”

Roma-Atalanta, Fonseca:”Domani gioca Smalling”

La Roma domani andrà alla ricerca del suo quarto successo consecutivo. Dopo le vittorie contr Sassuolo, Istanbul Basaksehir e Bologna, contro l’Atalanta di  Gasperini può arrivare la quarta vittoria consecutiva. Fonseca presenta la sfida contro i bergamaschi  in conferenza dalla sala stampa di Trigoria.

Che partita si aspetta domani? L’Atalanta negli ultimi anni ha raggiunto risultati importanti.
Ci aspetta una partita molto difficile contro un avversario forte fisicamente, una squadra di lotta e aggressiva in fase difensiva. Ci aspetta una partita combattuta, di duelli fisici.

Cresce l’entusiasmo. Avvertite la necessità di tenere i piedi saldi a terra?
Come ho sempre detto, è importante restare equilibrati. Quello che conta è la prossima partita. Dobbiamo restare uniti e umili, non abbiamo ancora conquistato niente. È presto per diventare euforici, c’è ancora tanto da vincere e conquistare. Spero che la squadra riesca a restare con i piedi ben saldi a terra.

Come va combattuto il razzismo negli stadi italiani?
Devo dire che nelle partite che abbiamo giocato non ho assistito direttamente a episodi di razzismo. Sono contrario al razzismo, è un fenomeno che va estirpato dal calcio. Sono a favore di misure che vengano assunte per estirparlo. Il calcio è uno sport che deve unire le persone, che deve regalare felicità indipendentemente dalla razza delle persone.

Dzeko e Kolarov stanno dando un esempio alla squadra. Cosa hanno di speciale questi due campioni?
Sono due grandi giocatori, importantissimi per la nostra squadra. Vorrei farli riposare ma in questo momento non è possibile. Hanno sempre risposto positivamente, sono due grandi professionisti che curano la propria condizione fisica con grande professionalità. Di tutto questo ne beneficia la squadra.

Nelle ultime due partite la Roma è apparsa trasformata dopo l’intervallo. Cosa è successo tra un tempo e l’altro?
Fa parte del processo di crescita della squadra e anche del mio ambientamento al calcio italiano. Abbiamo cambiato alcune cose dopo la partita con la Lazio, vi avevo detto che non mi era piaciuta quella prestazione. Cambiando alcune cose, la dinamica è mutata e le cose sono andate per il verso giusto. Ora è importante continuare a migliorare, in Italia ogni partita fa storia a sé. Dobbiamo sempre prepararci con umiltà per migliorarci.

Ci sono 6 giocatori che lei ha mandato sempre in campo dal 1′, tra questi c’è Kluivert. È diverso dagli altri e ha bisogno di quel tipo di attaccante o domani potremo vedere Zaniolo, Mkhitaryan e Pellegrini dietro a Dzeko?
Per quanto riguarda le scelte di domani, domani vedremo. Intanto sicuramente farò alcune modifiche. Tutti i giocatori sono importanti, nessuno è al di sopra della squadra. Tutte le scelte che io faccio sono fatte in funzione di quello che ritengo sia il meglio e di quelle che sono le caratteristiche della partita. Quello che conta più di tutto è la Roma, è al di sopra di tutto e tutti. In attacco ho la possibilità di poter scegliere.

Cosa le piace di Cristante? Cosa lo rende centrale per il suo gioco?
È un giocatore molto intelligente, capisce cosa voglio che faccia in quel ruolo. È coraggioso, in quella posizione si gioca sotto pressione. È molto forte fisicamente, quando riceve e controlla la palla. Ha una buona gamba e un buon passo. Per me è uno dei giocatori più importanti anche per il suo equilibrio tattico e per i compiti che svolge in mezzo al campo.

C’è la sensazione che la Roma sia un gruppo unito e compatto. Ha lavorato su questo aspetto? Quando è arrivato ha avuto l’impressione di trovarsi davanti a un gruppo poco unito?
Il passato è ormai alle spalle, io non ero qui e non posso parlare di quello che era il gruppo di lavoro. Arrivando qui ho visto un gruppo unito, forte, che lotta nella stessa direzione. Nello spogliatoio c’è un bell’ambiente. Queste sono cose che vengono fuori in maniera naturale. Avere un gruppo forte e unito è importante se si vuole cercare di vincere qualcosa. Il tutto si è svolto con naturalezza.

Come sta Smalling? È pronto per giocare dal 1′?
Smalling domani giocherà.

In questi giorni si è parlato molto di un Fonseca quasi italianizzato. Sono aggiustamenti definitivi per questo tipo di calcio o crede che in futuro la squadra tornerà a giocare come lei pensava?
Possiamo dire che Fonseca si è italianizzato. Il calcio italiano è diverso, obbliga a essere elastici e malleabili. Ogni partita ha storia a sé. Se un allenatore viene qui senza elasticità si sbaglia di grosso, è un calcio che ti obbliga a pensare a ogni dettaglio. Se uno ritiene che sia sufficiente solo un modo di stare in campo, credo che stia commettendo un grave errore. I miei principi generali del mio calcio vengono mantenuti, ovvero avere una squadra propositiva.

Pau Lopez: se lo aspettava così?
Sì, devo confessarvi che per quanto riguarda i dettagli tecnici Savorani è la persona più adatta a questo tipo di domande. Quando lo abbiamo scelto, abbiamo prestato attenzione alle sue caratteristiche. Per il nostro gioco è molto importante la fase di costruzione da dietro, non sono molti i portieri che riescono a far partire l’azione da dietro come fa Pau. È un giocatore molto equilibrato in questa fase di gioco, aiuta moltissimo la squadra nella costruzione da dietro. La parata di Bologna è stata decisiva. Sono soddisfatto di Pau Lopez, così come lo sono di Mirante e Fuzato. Anche loro avranno chance. Pau Lopez si è ambientato benissimo al calcio italiano, inoltre può avvalersi di uno dei migliori preparatori di portieri al mondo che è Marco Savorani. In futuro Pau Lopez sarà un portiere migliore.

Affrontate una squadra con grande qualità offensiva. Come deve comportarsi la squadra? Si può chiedere un maggior lavoro difensivo agli esterni d’attacco?
L’Atalanta davanti ha giocatori molto forti, dovremo prestare attenzione a loro. Il lavoro degli esterni? Tutta la squadra è coinvolta nella fase difensiva. Ci sono questioni strategiche di cui non voglio parlare, ma ci sono questioni che dettano il nostro modo di pressare. Ci siamo preparati al meglio per cercare di fermare l’Atalanta.

Ha conquistato prima Petrachi, poi lo spogliatoio e l’ambiente. Domani affronta un allenatore che qui non è voluto venire. Se domani Gasperini le chiedesse ‘Che mi sono perso?’ lei cosa le risponderebbe?
Sono certo che non mi farà questa domanda. Quella di domani non è una partita tra Fonseca e Gasperini. Lui è un eccellente allenatore, adesso lui è all’Atalanta e io sono qui a Roma. Quello che conta è quello che faranno le squadre in campo. Avremo modo di scambiarci qualche parola, lo faremo con rispetto e cordialità reciproca, ma sono sicuro che questo tipo di domanda non verrà posta.

Lei è l’unico allenatore di Serie A imbattuto tra amichevoli, campionato e coppe. Chi è che l’ha voluta qui alla Roma?
So che in questi momenti in cui la squadra va bene si generano aspettative e si crea euforia. Io sono fortemente contrario all’euforia, almeno in questa fase. L’euforia va lasciata dopo una finale vinta, o al termine di un campionato in cui si è raggiunto l’obiettivo. Io sono una persona realista. È vero che abbiamo vinto 3 partite consecutive, ma è importante avere la consapevolezza che domani c’è già una sfida diversa e difficile. La realtà dei fatti è che siamo solo all’inizio del campionato, ci sono moltissime partite da fare. Non abbiamo conquistato nulla. La cosa più importante è sempre la sfida che verrà domani. Avere la consapevolezza che dobbiamo lavorare forte per continuare a crescere, siamo solo all’inizio di una maratona lunga e difficile. Io, insieme alle persone che lavorano con me, siamo impegnati per far sì che nessuno devi da questa squadra. Chi mi ha voluto qui? Ho sempre trattato con Petrachi e Fienga.


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