Emerson: “Con Spalletti la nostra squadra è migliorata tanto e il merito è di Spalletti”

Emerson: “Con Spalletti la nostra squadra è migliorata tanto e il merito è di Spalletti”

Nella bella vittoria conquistata dalla Roma, giovedì sera, sul campo del Villarreal grande protagonista è stato Emerson Palmieri. L’esterno sinistro brasiliano è stato una costante spina nel fianco della retroguardia spagnola ed ha anche messo a segno il goal del vantaggio giallorosso con una splendida conclusione di destro.

Cresciuto nel Santos, col quale non ha però giocato tanto in prima squadra, il 22enne brasiliano è approdato in Italia nel 2014 vestendo la maglia del Palermo; nell’agosto 2015 è arrivato alla Roma  ed è proprio in giallorosso, alla corte di Luciano Spalletti, che Emerson ha pian piano trovato continuità d’impiego e di rendimento. Emerson è diventato una pedina importante nella scacchiera romanista e Goal lo ha incontrato per un’intervista esclusiva.

La differenza fra il calcio brasiliano e quello italiano, soprattutto sotto il profilo tattico, è grande ed Emerson ha potuto apprezzarlo e farne tesoro… “Quando ho cominciato a giocare da titolare, la Roma giocava con una difesa a quattro, pertanto la mia preoccupazione maggiore era la fase difensiva e spingermi in avanti al momento giusto. Ora giochiamo col 3-4-3, per cui ho più libertà di avanzare e dare il mio supporto in attacco. Sono migliorato abbastanza sotto il profilo tattico e fisico nelle ultime stagioni. In questo mi ha aiutato anche il cambio di alimentazione. Sto bene, ma devo essere ancora più incisivo, approfittare maggiormente della libertà di movimento che ho per attaccare, fare goal e assist“.

Con Luciano Spalletti in panchina, poi, i miglioramenti di Emerson sono diventati ancora più concreti… “Qui alla Roma lavoriamo molto sulla fase difensiva. Due o tre volte alla settimana abbiamo una riunione per analizzare i video delle nostre partite e analizzare come la squadra si comporta quando difende e quando attacca, oppure quando subisce delle ripartenze. Quando sono arrivato qui devo ammettere che ero un po’ spaesato: in Brasile chi gioca da esterno vuole attaccare, crossare, far goal e, di conseguenza, lascia buchi in difesa. Qui ho imparato quanto sia importante il lavoro tattico nel calcio italiano, per questo posso dire con tranquillità che sono migliorato tanto“.

Il tecnico giallorosso raccoglie ancora elogi dall’esterno brasiliano… “La nostra squadra è migliorata tanto con Spalletti, sia giocando con la difesa a quattro che con la difesa a tre. Siamo una squadra ben strutturata e possiamo attuare i due diversi moduli di gioco con facilità. E questo è tutto merito suo. Siamo all’inseguimento della Juventus e ancora in corsa sia in Coppa Italia che in Europa League e il maggior merito per questa nostra annata è proprio di Spalletti“.

In campionato sono sette i punti di distacco dalla Juventus, ma com’è vedere i bianconeri sempre lì davanti? “E’ difficile. La Juventus acquista sempre dei grandi calciatori, sia i titolari che le riserve sono di alto livello. E’ una squadra che di solito non fa passi falsi. E in questo dobbiamo imparare da loro, prenderli ad esempio in tal senso. Sappiamo però che non è imbattibile e la Roma sta lavorando duro per riuscire a raggiungerla, abbiamo ancora 13 partite, scontro diretto compreso, per provarci“.

Emerson sulla sinistra e Bruno Peres sulla destra, due laterali brasiliani per la Roma, come Danilo e Marcelo nel Real Madrid… “Io e Bruno stiamo vivendo un buon momento, ma ci sono altri esterni brasiliani che stanno facendo bene, come Dani Alves e Alex Sandro nella Juventus. Io e Bruno abbiamo giocato assieme nel Santos e oggi siamo entrambi nella Roma e vogliamo continuare a far bene“.

E’ probabilmente il miglior momento della carriera di Emerson… “Senza dubbio. Sono cresciuto nel Santos, al Palermo ho iniziato bene ma un infortunio mi bloccò per quasi tre mesi, oggi alla Roma sto bene e sto giocando molto bene. Di certo sono nella fase migliore della mia carriera“.

Brasiliano ma con origini italiane, per Emerson si apre così la strada anche per una eventuale chiamata nella Nazionale azzurra… “Io sono brasiliano, il mio cuore è brasiliano e sono cresciuto tifando per la nazionale brasiliana. La mia volontà, pur sapendo le difficoltà di arrivarci, vista la grande concorrenza, è quella di giocare per la nazionale brasiliana. Qui in Italia si parla di un possibile mio futuro in azzurro, ma io non ho fatto nulla in tal senso. Se dovesse essermi proposta la possibilità di rappresentare l’Italia ci penserò, perché è un Paese che mi sta dando tanto, ma non ho esitazioni nel dire che il mio sogno è quello di indossare la divisa verdeoro del Brasile“.

Arrivare alla Roma è stata per Emerson anche la possibilità di allenarsi e giocare con un grande campione come Francesco Totti, che a 40 anni è ormai vicino al ritiro… “E’ un giocatore davvero speciale. Entra in campo e cambia la partita. E’ davvero un fenomeno. Non so se sta già pensando a smettere di giocare, non so se ha già dei piani su cosa fare dopo il suo ‘pensionamento’. Alcuni dicono che questo potrebbe essere il suo ultimo anno di calcio giocato, ma io non ci credo, continuo a pensare che giocherà almeno per un altro anno“.

Non tutti i brasiliani arrivati in Italia stanno facendo bene quanto Emerson però: all’Inter per Gabigol le cose si stanno facendo alquanto complicate… “Perché? E’ difficile da dire. Gabigol è arrivato qui con grandi aspettative, l’Inter lo ha pagato un prezzo molto alto. E ora tutti vogliono vedere che tale investimento era giustificato. Lui è ancora molto giovane, ha solo 20 anni. Ho giocato con lui ed è un attaccante che si muove molto bene e con un buon sinistro. Ma ha solo 20 anni, le critiche mi sembrano un po’ esagerate“.

fonte: goal.com

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