De Rossi: “Quello che ho firmato è il mio ultimo contratto con la Roma. L’Italia? Dopo il Mondiale potrei lasciare”

De Rossi: “Quello che ho firmato è il mio ultimo contratto con la Roma. L’Italia? Dopo il Mondiale potrei lasciare”

Le dichiarazioni di Daniele De Rossi nella conferenza stampa alla vigilia della partita amichevole Italia-Uruguay.
Italia-Uruguay tre anni dopo il Mondiale: “Quella Nazionale usciva da un percorso lungo due anni, male, dopo aver fallito l’obiettivo di passare il turno nel Mondiale. La partita di domani servirà per il ranking, per i punti di questa classifica che poi decide i vari sorteggi. In passato abbiamo pareggiato un paio di partite che ci avrebbero consentito al Mondiale di avere un sorteggio più semplice. Poi in realtà il girone ha visto passare la Costa Rica e non è stato neanche determinante. Sicuramente abbiamo affrontato un girone con Inghilterra ed Uruguay e non è stato semplice, quindi la partita di domani ci pone davanti ad un altro obbligo: fare punti per quest’altra classifica che potrebbe anche servirci”.
Cosa ne pensi della Nations League? “Non abbiamo capito benissimo come funzionerà ma abbiamo letto che verrà formulato in base alle fasce di valore e ci saranno altre partite di livello che giocheremo, che giocherà la Nazionale. Ci sarà qualcosina in più in palio e sarà sicuramente migliore delle semplici amichevoli. Non possiamo paragonarlo al Mondiale, all’Europeo, alla Confederations Cup ma ti vai a giocare qualcosa. Bisognerebbe vederla prima o poi per capire il valore di questa manifestazione. Se inizierà a settembre 2018 non so se mi riguarderà, anzi penso di no, però è un passo avanti secondo me, invece di fare tante amichevoli che a volte, a parte il ranking, sembrano non portare da nessuna parte. Lì invece ti vai a giocare delle partite che valgono qualcosina, contro avversari del tuo livello. Per quanto riguarda noi il nostro livello è alto e saranno tutte partite interessanti”.
Il nuovo allenatore della Roma: “Nel passaggio tra Conte e Ventura, al di là dei risultati sempre positivi, c’è stato un discorso di continuità, di similitudine soprattutto per quello che riguarda il lavoro sul campo ed alcune idee di gioco. Per quanto riguarda la Roma sicuramente mi auguro che ci sia una continuità, sia da parte della guida tecnica che da parte della società. Perché negli ultimi 3-4 anni abbiamo fatto dei risultati che per la Roma secondo me sono importanti, quindi spero che si continui su questo livello innanzitutto, poi per la gestione starà a noi calciatori essere bravi anche ad immedesimarsi nella cultura, nell’idea del nuovo allenatore che ancora non sappiamo chi è. E’ più facile che i giocatori si adattino a quella che è l’idea dell’allenatore, piuttosto che dover scegliere un allenatore simile a Spalletti o che ha lo stesso modulo di Spalletti. Lì è il nostro lavoro, è nostro lavoro capire cosa vuole un allenatore ed è nostro lavoro anche saper cambiare”.
Più presenze di Zoff in Nazionale: “Parliamo spesso di presenze, della lavagna famosa delle presenze che tra l’altro hanno levato. Prima è stato Zoff, c’è Andrea Pirlo tra poco, parliamo di mostri sacri del calcio italiano e questa cosa non mi fa mai rimanere indifferente, mi lascia sempre il segno e sono molto felice”.
Che effetto ti fa vedere Spalletti all’Inter e che effetto ti fa non vederti all’Inter: “Spalletti all’Inter dispiace, perché come sapete tutti è un allenatore al quale io sono legato, lo reputo un allenatore molto forte e spero che non lo farà vedere al 100% lì all’Inter perché sarà una nostra rivale per quelle che sono le piazze d’onore e, chissà, qualcosa anche di più. Non vedermi all’Inter non mi fa nessun effetto perché è una cosa normale, non sono mai stato all’Inter, ho sempre vestito la stessa maglia e sarebbe stato un effetto un po’ più particolare vedermi con un’altra, di qualsiasi colore”.
In base a ciò che hai detto precedentemente, “la Nations League del 2018 non mi riguarderà”, lascerai la Nazionale dopo il Mondiale? “Faccio un discorso abbastanza logico, non volevo fare nessuna rivelazione. Ho 34 anni tra un paio di mesi, sono stra-sicuro che potrò essere un punto di forza, potrò essere un giocatore forte in questo Mondiale, che è tra un anno, quindi non tra due mesi ma tra un anno e già arrivarci significherà fare una buona stagione, fare sacrifici, avere una grande condizione fisica. Onestamente adesso non ci penso però se immagino quello che sarà nel prossimo Europeo del 2020, 37 anni… bisogna essere anche un po’ coscienti e realisti con noi stessi. La Roma e l’Italia sono la mia famiglia, se ci sarà bisogno sarò sempre presente, sempre a disposizione alla grande però se mi metto a parlare con i miei amici davanti ad una pizza, orientativamente dopo il Mondiale potrebbe anche essere la mia ultima esperienza in Nazionale e questo che ho firmato potrebbe essere, anzi ad oggi probabilmente è il mio ultimo contratto con la Roma. Poi dopo quello che succederà si vedrà. In questi due anni ne succederanno tante di cose, non ho firmato nessun contratto che mi vieta di continuare, proprio per questo rapporto di affetto che ho con queste due squadre. Secondo me è una cosa onesta da pensare che potrei essere, con queste scadenze, al capolinea di queste due storie che per me sono state bellissime”.

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