Di Francesco: “Abbiamo voglia di vincere. Florenzi sarà titolare. Out Karsdorp”

Di Francesco: “Abbiamo voglia di vincere. Florenzi sarà titolare. Out Karsdorp”

Giornata di conferenza stampa per Eusebio Di Francesco, allenatore dell’AS Roma, alla vigilia della partita di campionato contro il Verona.

La voglia da parte del Verona di reagire: “La grande attenzione si lega alla voglia di rivalsa del Verona. Ma da parte nostra c’è grande voglia di vincere e ricominciare il cammino in campionato da dopo la sconfitta contro l’Inter. Giocheremo con grande attenzione. Siamo superiori potenzialmente al Verona ma dobbiamo mettere in campo le nostre caratteristiche. La partita va affrontata con determinazione e non dobbiamo prenderla sotto gamba”.

 In cosa deve migliorare la Roma? “Nella tenuta non solo mentale ma anche fisica della partita, nella capacità di essere ancora più bravi nel giocare in verticale. Spesso dico le stesse cose ma ci vuole del tempo per ottenerle, solo che di tempo non ce ne è tanto, per questo chiederò sempre ai miei di sforzarsi un po’ di più e di cercare quello che gli chiedo. Con l’Atletico abbiamo fatto anche una buona percentuale di possesso palla, però abbiamo fatto una bassa percentuale di verticalità e dobbiamo tenere conto di questo e migliorare per essere maggiormente incisivi ed essere più bravi nell’attaccare l’area avversaria”.
Florenzi sarà titolare? “Si, è arrivato il suo momento. Vi dico che giocherà dall’inizio Alessandro. Ha fatto un percorso importante, poi il campo dirà la sua. Sono convinto che farà una grande prestazione perché lo vedo motivatissimo. Domani sarà il suo ritorno dal primo minuto”.
Come sta Schik? “E’ stato convocato, ha avuto un piccolo risentimento che non gli ha permesso di fare alcuni allenamenti. Non ha nelle gambe determinati minuti, come non li hanno alcuni calciatori, però è un giocatore che a partita in corso può diventare molto utile, determinante”.
Come sta Karsdorp? El Shaarawy può giocare? “El Shaarawy può giocare dal primo minuto. Karsdorp ha avuto un affaticamento muscolare che stiamo valutando insieme ai dottori, per questo ha dovuto fermare i suoi allenamenti e il percorso di riatletizzazione per rientrare il prima possibile in squadra. Questo è un peccato ma ci auguriamo di poterlo riavere in squadra al più presto. In questo momento per qualche giorno sarà fermo”.
Nainggolan ha detto che lei ha una grande personalità. Parole che arrivano in un momento importante: “Siamo a 270 minuti di partite ufficiali e stiamo creando polveroni insensati, però detto questo ognuno è libero di pensare, dire, scrivere quello che vuole. Una cosa che vi posso dire è che io sono resiliente e sono abituato a tutto questo perché non ho ottenuto mai niente senza determinate caratteristiche, per quello che è stato il mio percorso da giocatore e da allenatore. Sono parole che fanno solamente piacere e che danno forza”.
Le dichiarazioni di Dzeko: “A volte a caldo si dicono cose che non si dovrebbero dire. A me non sono piaciute, sono state chiarite, però credo che Edin debba mettersi più a disposizione della squadra, del collettivo. E’ normale che quando un attaccante non fa gol, o quando ha poche occasioni, fa fatica. Ricordiamoci le partite che abbiamo giocato, in cui in una ha fatto gol, in una, quella di Bergamo, abbiamo sofferto, e la partita dell’Everton di ieri dimostra che valore ha avuto quel successo, per la condizione attuale di quella squadra lì. Deve solo capire Edin, come abbiamo già parlato, che quando ci sono partite come quella contro l’Atletico, in cui tutti secondo me hanno buttato all’aria una partita secondo me fatta male, e dove invece per 45 minuti abbiamo giocato alla pari contro una squadra che negli ultimi cinque anni ha fatto due semifinali, un quarto e due finali, che ha una conoscenza di quello che vuole l’allenatore da sei anni, mentre lui. Quando un attaccante si mette a disposizione della squadra diventa tutto più facile e sono convito che alla lunga tornerà al gol facilmente, avrà le sue occasioni, le sue chance. Il suo sfogo è stato sbagliato ma lui se ne è reso conto perché è anche una persona molto intelligente. Chiedo solo a lui di mettersi a disposizione della squadra, il resto verrà di conseguenza. Poi per poterlo aiutare, parlando delle modifiche tattiche, il mister è una persona che vede, legge, cerca di capire, ha la capacità anche di cambiare quando deve, ma quando è il momento giusto e quando ritiene opportuno farlo, perché le scelte sono qui apposta per farle. Sono qui per fare le scelte. Ho le “P” per farle quando serve e quando lo richiedo io”.

E’ preoccupato del calo nel secondo tempo espresso dalla squadra nelle ultime partite? Quanto manca per vedere i movimenti giusti? “Rigiro la domanda e dico che per 70 minuti contro l’Inter li avete visti i movimenti giusti, forse qualcosina si è visto. Ci manca la continuità nel doverlo fare. Con l’Atletico abbiamo fatto molto bene negli ultimi venti metri, creando delle situazioni di pericolo. La differenza tra noi e loro è che quando loro poi arrivavano erano pericolosissimi. Ed è quello che è successo anche un po’ nel secondo tempo. Paradossalmente è rientrata in campo una squadra che non riconoscevo, perché per 45 minuti è stata in un certo modo, nei primi venti del secondo tempo potevamo prendere gol da un momento all’altro, eravamo un po’ in balia dell’avversario e questo mi ha portato a fare una scelta tattica differente. Credo che se ne sia parlato anche troppo poco della scelta, di quello che fa bene Di Francesco e di quello che fa male. So benissimo che questa squadra deve ancora crescere fisicamente. Abbiamo avuto un ritardo nell’andare a fare un determinato tipo di lavoro. Vi ricordo che il giocatore più in forma in questo momento, quello che ha fatto le prestazioni fisiche migliori, è un giocatore che è stato in ritiro con me da Pinzolo ed è Diego Perotti, lo avevo già detto la scorsa settimana e lo ha dimostrato nuovamente anche con l’Atletico, per quello sono fiducioso che pian piano tutti gli altri troveranno la condizione fisica. Ho usato “pian piano”, purtroppo pian piano non basta, il prima possibile. Se fossimo andati sul 2-0 o sul 3-0 con l’Inter nei primi 70 minuti, magari avremmo potuto concedere gli ultimi 20 agli avversari. E vi dico un’altra cosa, se voi pensate di poter dominare 90 minuti di gara, secondo me è un calcio che non esiste e che riesce a fare soltanto qualche squadra al mondo, perché i momenti di sofferenza ci saranno sempre. Magari non prendere tre gol come contro l’Inter, lì è la crescita della squadra”.
Pallotta ha detto che ci sono settori dei media che stanno cercando di abbattere la squadra e l’allenatore. Sente intorno a lei questo negativismo? “Che lo possa sentire sarei un’ipocrita se dicessi il contrario. Lo trovo alquanto prematuro e fa parte di questo mondo. Ma avendolo vissuto per tanti anni non mi meraviglio di niente. Dico solo che quel che è stato detto del dopo gara, ovvero che Pallotta è venuto a lamentarsi con me, con i giocatori e con tutti i dirigenti è una grandissima bugia, una falsità messa in giro per sentito dire o perché lo hanno detto amici. Potrei dire anche io tante cose su chi sta seduto qui per sentito dire e giudicarvi per quello che non siete, ma sono una persona corretta e mi reputo una persona perbene come qualcuno ha detto e sono felice di essere perbene e corretto nei confronti di tutti e porto avanti quel mio modo di essere, pur avendo il mio modo di fare e il mio carattere e tranquilli perché non ho un bel carattere quando mi ci metto. Detto questo aggiungo che quel che è stato detto non è vero, il presidente è venuto a fine gara e ha fatto i complimenti. Era arrabbiato per il rigore non dato, quello che ha detto… Per cui abbiamo montato un qualcosa sul nulla o su quello che ha detto Edin. Per il resto non devo aggiungere altro. Dico solo che il negativismo c’è ma cerco sempre di essere positivo e di ribaltare il tutto con il lavoro, i risultati sul campo devono darmi ragione”.
Sulla preparazione e le tournée: “Non voglio creare l’alibi della tournée. Ogni grande squadra fa le tournée e non posso arrivare io e dire di non farle, tranne magari il Napoli che non l’ha fatta e ha lavorato in un certo modo e il non spostarti sicuramente ti può dare dei vantaggi. Però bisogna capire e lavorare in un certo modo. Più difficile può essere per un calciatore assimilare un metodo di lavoro, quello mio che può essere differente da quello di Spalletti o da quello di chi c’è stato prima. Però non è che posso venire qui e lavorare o scimmiottare il lavoro fisico o se cerco una squadra aggressiva corta non poter lavorare in determinati momenti. Nei carichi di lavoro ci sta anche che ci sia un’assimilazione di questo e i ragazzi, adesso, arrivano ad un certo punto che poi cedono. Ma non è solo il 70esimo, perché se andiamo a guardare la partita con l’Atletico è dal 45esimo al 70esimo, perché poi la squadra ha ripreso, ha ritrovato fiducia in un nuovo sistema di gioco, ha riguadagnato anche campo, e ha preso una sola occasione da gol nel finale su colpo di testa da calcio d’angolo. Per quello non è dal 70esimo altrimenti si meccanizza un tempo massimo. La squadra deve arrivare col tempo a raggiungere una tenuta. Però vi basate su questo su quale percentuale di partite? E’ prematuro fare un’analisi a tre partite, facciamola a sette-otto-dieci partite in cui si va a vedere che c’è sempre un calo di una squadra in un determinato momento di una gara, credo che sia un aiuto un po’ più generale, altrimenti ogni momento andiamo a fare l’analisi che ci conviene sulle partite che vogliamo”.
Il turnover. Under e il problema della lingua: “Lo avete visto in campo, magari non dal primo minuto, però magari lo vedrete domani. Non lo so, questa è una scelta che devo fare e che sto valutando. E’ normale che la lingua, l’ambientamento e l’adattamento ad un determinato tipo di lavoro di campionato siano difficili ma parliamo di un calciatore dalle qualità importanti. E’ giovane, a me piace, ha delle qualità importanti, poi ci vuole del tempo per farlo venire fuori ma magari domani lo vedrete giocare dall’inizio. Per quello che riguarda il turnover ci vuole un mix di tutto. Il cambiare tanto non fa bene, ma a volte può essere determinante e importante. In questa gara cambierò qualcosa, come ho già detto gioca Florenzi e magari anche qualche altro giocatore, è opportuno farlo ed è anche inevitabile in questo momento della stagione. Per quanto riguarda la rosa ampia, per ora non ho una rosa ampia nel senso che nelle scelte che devo fare non ho ancora tutti i giocatori al massimo della condizione, però ugualmente dovrò fare delle scelte per dare un po’ di linfa nuova a questa squadra e un’interpretazione differente dei ruoli a qualche giocatore”.
Le parole di Massimo D’Alema sulla Roma: “Siccome è un grande esperto di vittorie quando mi servirà chiederò a lui la possibilità di darmi le condizioni giuste per poterlo fare. Ognuno è libero di esprimere ciò che vuole ma bisogna conoscere le persone, le caratteristiche umane. Ribadisco, dopo 270 minuti, una partita persa, una pareggiata e una vinta mi sembra un po’ prematuro. E’ come se dicessi che tutto ciò che è stato fatto in passato è tutto da buttare via. Sarei uno sciagurato. Chiederò consiglio se mi dovesse capitare”.
Dove giocherà Florenzi? “Quasi sicuramente basso, legato al discorso del turnover, dell’adattamento e del tipo di partita. Magari con l’Atletico era meno opportuno portare un giocatore non nelle condizioni per il tempo di gara ottimale. In questa gara, che dovrà essere una partita d’attacco, mi servono calciatori come lui, come Bruno Peres che è migliorato tantissimo in alcuni aspetti della fase difensiva e magari a volte toglie anche qualcosa di offensivo dove vorrei che rimanesse. Florenzi lo farò giocare basso inizialmente”.

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