Di Francesco: “Segnali di ripresa, ripartiamo da qui”

Di Francesco: “Segnali di ripresa, ripartiamo da qui”

Queste le dichiarazioni di Eusebio Di Francesco al termine di Roma-Benevento di Premium Sport.
E’ passata la nottata? “Siamo partiti con un gol preso subito e con un atteggiamento poco aggressivo, trovando una squadra sbarazzina dal punto di vista della manovra. In alcuni momenti eravamo un po’ in ritardo sulle uscite e sulle aggressioni e questo ha permesso loro di fare qualche uscita di troppo. La squadra, come fa sempre, ha creato sempre tanto in fase offensiva. Mi infastidiscono molto di più i due gol presi”.
La vittoria contro il Benevento può rappresentare la svolta? “Questo deve essere un punto di partenza, l’aver ritrovato la vittoria, l’aver ritrovato fiducia nell’andare a concretizzare la grande mole di gioco che facciamo e il fatto di aver trovato il gol psicologicamente è stato importante per Edin, è stato importante anche per Greg Defrel che è un giocatore che si mette sempre a disposizione dei compagni. I compagni hanno voluto fortemente che battesse lui il rigore, questo fa capire la predisposizione che ha questo ragazzo nei confronti della squadra”.
Il gol di Dzeko e la sua esultanza: “Vive per il gol, avete visto anche come ha aiutato i compagni nell’andare in gol e a sviluppare una manovra di qualità? Lui ha grandissimi mezzi, giustamente o ingiustamente spesso si fa condizionare psicologicamente dal fatto che non riesce a fare gol. Ma è la normalità e sono contento che oggi lo abbia fatto”.
Under ha cambiato la partita: “Si sono contento. Ci sono tante squadre che hanno giocatori importanti in grado di cambiare le partite. Oggi è stato bravo lui in un momento anche psicologico veramente ottimale a concretizzare al meglio tutto quello che gli è capitato tra i piedi”.
Ora qualcuno deve chiedere scusa a Monchi? “Nessuno deve chiedere scusa a nessuno, perché oggi siamo bravi e domani diventiamo meno bravi. Dovrebbero chiedere scusa anche a me allora, che significa? Ci sono tanti giocatori come lui che è del 97, che è venuto da un altro calcio, da un altro mondo dal punto di vista calcistico. Bisogna saperlo aspettare, ma in Italia non siamo abituati ad aspettare i giovani italiani, figuriamoci gli stranieri. Questa è proprio una questione di cultura. Esaltiamo e buttiamo a terra con grande facilità e lo dico con rabbia, lo dico perché sono molto bravo e mi piace lavorare con i giovani, però so anche che c’è un percorso di crescita dove si passa da prestazioni meno buone. E quando ci sono prestazioni meno buone subito si punta il dito. Prima si diceva che non poteva giocare nemmeno in Primavera, oggi è diventato bravo. La verità sta nel mezzo, sta nel fatto che certi giocatori vanno aspettati”.
Il primo tempo della Roma. Cosa non è andato bene? “La lentezza nella manovra  e la poca capacità di ributtarsi in certe situazioni nel tentativo di cercare la profondità. Dal momento in cui abbiamo velocizzato le giocate in verticale sono venute delle cose nettamente migliori. Nel primo tempo abbiamo fatto sempre 2-3 tocchi in più, nel secondo tempo abbiamo cercato di giocare sia in ampiezza che in verticalità, cercando di occupare molto meglio gli spazi. Nel primo tempo lo abbiamo fatto molto meno”.
Under può diventare un leader? “Lui può diventare leader se continua ad allenarsi in un certo modo, se ha il desiderio di migliorarsi, come sta facendo in queste settimane con degli allenamenti supplementari per cercare di capire determinate cose. A me piacciono quelli che sono leader in mezzo al campo, perché fuori dal campo ne abbiamo tanti: ci sono quelli che scherzano, che ridono, che fanno le battute e ritengo che siano dei leader, ma a me servono calciatori in grado di prendersi delle responsabilità in mezzo al campo come ha fatto lui oggi”.
Under è imprescindibile, quando lo sarà anche Schick? “Quando si allenerà con continuità, è rientrato oggi dopo l’infortunio. Un po’ di pazienza anche con lui che diventerà un giocatore importante”.
E’ la prima volta che la Roma vince una partita dopo essere passata in svantaggio: “Ho visto una squadra differente dopo la fine del mercato ma non lo dico per trovare degli alibi o giustificazioni. E’ stato qualcosa che ci ha spostato. Ho visto una squadra nettamente più compatta, vogliosa di voler portare a casa il risultato, sapendo che oggi avremmo potuto soffrire perché il Benevento ha dato filo da torcere al Napoli, non ha nulla da perdere, ha messo qualità all’interno della squadra, ha un allenatore che ha dato un’identità alla propria squadra. C’erano tutte le componenti di una partita rischiosa e noi siamo stati bravi ad avere la pazienza di ribaltarla”.

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