Spalletti: “Non voglio calciatori col musino, questa è una Roma forte, una delle squadre più forti che io abbia mai allenato”

Spalletti: “Non voglio calciatori col musino, questa è una Roma forte, una delle squadre più forti che io abbia mai allenato”

spalletti conferenza

La conferenza stampa di Luciano Spalletti alla vigilia del match contro l’Udinese.

Il punto sugli infortunati di Luciano Spalletti: “Torosidis fermo, coscia destra, Florenzi fermo, polpaccio destro, Rudiger, Mario Rui e Nura stanno continuando il percorso di riabilitazione. Seck è rientrato oggi e si allena, dopo aver saltato alcuni allenamenti.”

In vista della sfida contro l’Udinese quanto può pesare sotto l’aspetto mentale e fisico la sfida contro il Porto? “Non penso sia un peso perché da questa sfida ne siamo usciti abbastanza bene. Probabilmente qualche dubbio c’era anche in noi stessi, per quello che avevamo fatto prima, per il livello di partite che eravamo andati ad affrontare . In campo, invece, il comportamento è stato corretto. La squadra è pronta e quindi subisce una spinta in positivo di sicurezza della nostra forza.”

L’Udinese ha cambiato poco rispetto alla passata stagione. Quali sono le difficoltà in vista anche del match contro il Porto? “Si, ha cambiato poco, però loro sono bravi. Hanno una società che chiarisce bene a tutti subito quelle che sono le intenzioni. Prendono questi ragazzi giovani, piccoli fenomeni, li fanno giocare, ne hanno moltissimi in tutte le parti, gli avanzano in tutti i ruoli. Possono cambiare la formazione e hanno un target per andarli a prendere. Sotto l’aspetto della battaglia sarà una partita dura, ci sarà da lottare, ma non hanno più Di Natale. Senza di lui perdono qualcosa. Aggiungerei che io conosco bene Iachini e so quello che sa trasferire alla sua squadra. Sarà una squadra pronta e forte quella che ci affronterà. Non ci facciamo ingannare dal risultato maturato contro lo Spezia. Ho parlato con quelli de lo Spezia e mi hanno detto tutti la stessa cosa: ovvero che è stata la classica partita in cui ad una squadra è andato male tutto mentre all’altra bene tutto.”

Ha in rosa un centrocampista in grado di dar leggerezza ed imprevedibilità al centrocampo? “Abbiamo Strootman al posto di Pjanic e Strootman è più forte di Pjanic. Abbiamo Paredes al posto di Pjanic e Paredes è più forte di Pjanic. Per cui ci avanzano quelli che sono più forti rispetto a quelli che sono partiti. Abbiamo tanti centrocampisti e stiamo a posto. Abbiamo anche Gerson che ha delle buone qualità ma deve calarsi bene in quello che è il nostro tipo di calcio. Con l’arrivo di Bruno Peres, c’è la possibilità di far giocare Florenzi più avanti, o a centrocampo o davanti, e per il momento stiamo bene cosi. Si può migliorare tutto, possiamo pensare ad un altro centrocampista ma al momento siamo fermi cosi e abbiamo la certezza, se non ci succede qualcosa di particolare, di avere le qualità che ci vogliono per giocare il nostro calcio e per evidenziare la nostra forza.”

Andrebbe allo stadio parcheggiando a 2km di distanza? Cosa si aspetta dai tifosi quest’anno? “Non penso che tutti, se si riuscirà a riempire lo stadio, potranno partecipare nel parcheggio interno, c’è qualcuno che dovrà metterla anche più distante la macchina. Per cui due passi sotto il clima di Roma li ordinano tutti i dottori. Le cose belle della vita sono talmente poche che è meglio gustarsele, meglio viverle subito. La Roma è una bella cosa, è una bella realtà e viviamo tutto quello che è spettacolo, che è coinvolgente. La Roma è cosi. The Roma Way.”

In queste 4 partite in undici giorni ci sarà bisogno del turnover? “Proprio perché ci sono 4 partite cosi ravvicinate all’inizio, è una botta di fatica a livello fisico e psicologico per cui qualcosa cambieremo in ogni reparto. Soprattutto perché ho una squadra forte nella sua totalità. Ho un gruppo di calciatori forti e li voglio usare cosi che possano far vedere le proprie qualità e non faccio la formazione per accontentare nessuno. I calciatori che vengono con il musino perché non hanno giocato, non giocano neanche la prossima partita se non fanno le cose fatte bene. Se vengono evidenziando le proprie intenzioni, noi li teniamo in considerazione. Abbiamo fatto una rosa per non avere il calciatore a disposizione con il timore di non poterlo usare perché non ha le qualità che ci soddisfano. Nessuno ha questi difetti di quelli che faranno parte della nostra rosa.”

Ha fatto una scelta definitiva sul portiere? “Lì ho scelto cosi perché Szczesny si è allenato poco. Szczesny è uno di quelli che ha meritato di giocare questa partita qui nel campionato precedente. Lo aveva meritato anche El Shaarawy, ma poi vado a fare delle scelte e giocano i migliori. Scelgo in base a quello che ritengo il più forte al momento. Non mi faccio influenzare dal sentimento e bisogna ricordarglielo. Noi non abbiamo la responsabilità dei mancati introiti della Roma o economici della Roma. Noi dobbiamo dare a questi giocatori il merito di aver creato l’opportunità di giocare questa possibilità di entrata. Loro hanno creato la possibilità, l’opportunità, non come sento dire che se la Roma non entra perde. Loro sono stati bravi a ribaltare la situazione e parlo del periodo in cui ci sono stato. I calciatori vanno ringraziati ed uno di questi è Szczesny che verrà preso in considerazione, come l’altro, per ogni partita ma dipende da loro. I discorsi che si facevano 10 anni fa sono diversi da quelli di oggi. Si va avanti, in tutto siamo andati avanti. Prima si facevano 8 km in una partita di calcio, oggi se ne fanno 12-13. Si va e si pensa più veloce. Non c’è un solo portiere, prima si faceva cosi. Io sono l’allenatore, cerco di sbagliare il meno possibile, e scelgo in base a ciò che loro indicano.”

Lo scorso anno c’era un portiere titolare e una riserva. La gerarchia dei portieri è diversa? Non c’è un titolare? “Prima di diventare titolare Szczesny era titolare De Sanctis. O almeno ricordo cosi.”

Bruno Peres ha detto che non ce la fa più a veder vincere la Juventus. E’ possibile lottare contro i bianconeri? “Lo abbiamo detto troppe volte. So che a voi piace sentirvi dire la stessa risposta. Bruno Peres ha detto che vuole vincere e dunque da oggi dovrà pedalare forte. Noi vogliamo vincerle tutte, vogliamo montare sopra a tutto ciò che passa. Poi c’è il confronto con la Juventus, il Napoli, il Milan, l’Inter e la Fiorentina e dentro queste qui ci siamo anche noi. Non dovete pensare che Milan e Inter siano peggiori della Roma, sarebbe un errore, sarebbe da presuntuosi. Noi siamo forti e dobbiamo, da subito, cominciare ad essere anche grandi.”

Con Bruno Peres e con Juan Jesus al posto di Mario Rui la difesa passerà a 3? “Io li divido in difensori, centrocampisti e attaccanti, poi ne scelgo quattro e li faccio giocare. Bruno Peres ha sempre giocato come quarto di difesa nelle giovanili, nonostante ora si dica che non sa giocare nella difesa a quattro, e lo ha fatto anche con Mihajlovic che è un allenatore che le cose da difensore gliele sa insegnare. Ha qualità di spinta e può giocare a destra e a sinistra. I destri, a sinistra, possono giocare tutti, mentre è difficile vedere un mancino a destra anche se noi ne abbiamo che lo può fare: Emerson Palmieri. Juan Jesus, se messo in fascia, è più forte nella fase difensiva rispetto a Peres e Mario Rui. Noi abbiamo pensato a Bruno Peres perché tra un mese e mezzo torna Rudiger, altrimenti avremmo preso un altro tipo di terzino. Lui può giocare ovunque. Io mi fido di questo gruppo qui perché, come ho detto a loro, è una delle formazioni più forte che io abbia mai allenato da quando faccio l’allenatore.”

La tournée e la condizione fisica della Roma: “Quello che si imposta è un inizio di lavoro, perché si ha un periodo in cui si programmano le cose da fare per raggiungere un certo livello. In questo periodo ci sono le amichevoli in cui voi andate a trarre le conclusioni sui calciatori e sul tipo di squadra che abbiamo senza pensare al programma di allenamenti. Siccome siete una voce importante, e ci fa piacere anche sapere quelle che sono le critiche, noi dobbiamo stare attenti a quello che componiamo sia come lavoro che come amichevoli. Le amichevoli determinano anche degli scenari nuovi: io, per esempio, avrei voluto avere a disposizione Torosidis e Florenzi. Ho Mario Rui, che è portoghese, e gli ho fatto portare i giornali del posto. Vogliamo confrontarli con i nostri? Vogliamo confrontare le pagelle? Loro hanno l’attenzione e un po’ di tensione per questa partita di ritorno, perché è una gara importante. Però poi c’è differenza nel trattare i propri calciatori. L’ho visto. C’è un’insufficienza, qui ne leggo cinque, su una pareggiata a Porto contro una squadra affrontata dieci contro undici. Se vado a fare la conta delle situazioni importanti avute, avremmo vinto la partita. Ognuno, poi, è giusto che scriva quel che gli pare. Il comportamento del nemico sincero è una qualità che apprezzo.”

foto: asroma