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Festa della Famiglia – Spalletti: “Facciamo squadra per aiutare chi è stato colpito dal terremoto”

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Questa mattina Luciano Spalletti, allenatore dell’AS Roma, è intervenuto ai microfoni dell’emittente ufficiale giallorossa per parlare dell’amichevole contro il San Lorenzo, partita che rientra nell’ambito della Festa della Famiglia. L’evento permetterà all’AS Roma di devolvere l’intero ricavato a favore di Emergenza Terremoto Centro Italia.

La Roma devolverà l’incasso a favore delle vittime del terremoto: “Basta parlare di quello che è successo, della gravità del momento che stanno attraversando delle persone e diventa facile farla diventare un’amichevole importantissima. Un incontro di calcio dove dobbiamo fare squadra, perché partiamo da lì, noi siamo squadra per andare a giocare le partite di calcio, per fare il gruppo giusto e creare i presupposti corretti per qualsiasi avversario e, in questo caso qui, è uguale: noi, insieme al nostro pubblico, dobbiamo fare una comunità, una squadra, che tenta di dare un aiuto a queste persone che hanno perso quasi tutto e che si vedono il futuro distrutto se qualcuno non gli va incontro.”

La reazione dei calciatori: “Si respirava un’aria pesante nelle proprie famiglie e si respirava la stessa aria dentro lo spogliatoio, perchè non si parlava di altro. Si vedevano quelle immagini lì e si perde di vista il lavoro, l’attenzione è solo per la sofferenza di quelle persone. Uno viene trascinato dentro quel dolore per i capelli e diventa facile avere una reazione corretta, come facemmo l’altra volta, nel terremoto precedente.”

Lei come ha reagito? “La reazione emotiva l’ho avuta in diretta, ero nel letto e l’ho sentito bene. Ero sveglio, mi sono accorto di ciò che stava succedendo gradatamente, perché lì per lì non sapevo rendermi conto, e subito il pensiero è andato a cercare ciò che era successo perché mi sembrava subito un terremoto dalla forza devastante. Il giorno dopo ho iniziato a fare delle chiamate per avere notizie più corrette e per sapere se lo avevano avvertito gli amici, anche perché ho amici in quel territorio lì, e vieni di conseguenza coinvolto emotivamente.”

Messaggio di vicinanza: “Bisogna avere questo traino verso il migliorare sempre quel che ti capita intorno, avere la forza di rendersi conto di quali sono le cose che ti possono dare una mano, anche quando tutto è contrario, quando tutto ti crea difficoltà. Avere vicino chi ti aiuta può essere da stimolo, può essere la scintilla per la ripartenza.”

Il terremoto: “Mi è capitato di passare per L’Aquila dopo la devastazione e la ricostruzione. Si percepisce ancora il ricordo e il pensiero che va a quei giorni. Restano popoli e paesaggi segnati da cose che non dovrebbero succedere. Involontariamente, poi, devi subirne le conseguenze. Anche se non vuoi, anche se reagisci sempre quella ferita rimane. Questi paesi qui sono composti da famiglie radicate lì, che hanno lavorato sempre per il loro territorio per tirare su quel pezzetto di storia, non è facile ripartire ma loro ci riusciranno e ci proveranno di sicuro.”

Lei conosce la vita di un piccolo centro:

“E’ ancora più difficile. Mentre i nostri figli, i giovani oggi, sono abituati a cambiare e ad accettare situazioni nuove, noi siamo cresciuti con quella visione li, con quel contatto li e trovarsi in situazioni diverse crea disagi”.