Home News Roma Spalletti: “La strada è stata tracciata, guai a chi torna indietro. Contro...

Spalletti: “La strada è stata tracciata, guai a chi torna indietro. Contro l’Austria Vienna ci saranno Totti, Gerson e Alisson. Strootman lo valuteremo oggi”

1046
0
Queste le dichiarazioni di Luciano Spalletti nella conferenza stampa alla vigilia del match contro l’Austria Vienna.
Il mister parla degli infortunati: “Diciamo subito le cose meno belle perché si parla di quelli che mancano e sono diversi questa volta, perché ci sono Mario Rui e Nura che proseguono la riabilitazione, su Vermaelen non si può dire qualcosa di certo per cui continua con il suo programma, su Peres il dottore ha spiegato la situazione quindi lo saprete dalla voce più attendibile, Perotti uguale, ieri purtroppo Seck ha subìto un trauma, una botta e gli si è girata la caviglia, di conseguenza non può essere disponibile. Strootman proverà oggi e nella migliore delle ipotesi non sarà possibile averlo per tutta la partita. Va guardato bene anche Manolas che ha un po’ di fastidio”.
Crede di aver trovato l’assetto giusto nella fase difensiva considerando le partite contro Inter e Napoli? “E’ qualche partita che facciamo vedere di avere più equilibrio, dove c’è una crescita di atteggiamento, di collaborazione, di modo di stare in campo che riguarda tutta la squadra, perché la squadra domenica ha fatto molto bene sotto palla, ci sono stati dei momenti nel secondo tempo in cui ci siamo difesi ma lo abbiamo fatto tutti insieme”.
Napoli-Roma: cosa tiene e cosa vorrebbe migliorare? “Tengo tutto, perché anche quello che bisogna migliorare è una fase importante allo stesso modo. E’ un modo di porsi traguardi ed una crescita. Bisogna migliorare quella qualità di essere cosi bravi a sfruttare quel che passa il momento. Non aspettare che accada, non sperare nemmeno che accada ma sfruttare quel che sta succedendo, e quel che è successo in quella partita lì poteva essere sfruttato meglio. E’ vero che abbiamo vinto la partita, abbiamo portato a casa un risultato molto importante, però ci sono capitate molte cose che non siamo riusciti ad usare nella loro completezza”.
Szczesny durante il ritiro con la nazionale ha detto che non ha giocato la partita contro l’Astra Giurgiu perché era già vinta in partenza. La Roma deve fare uno scatto sotto il punto di vista della concentrazione e dell’equilibrio anche contro avversari abbordabili sulla carta? “Correggo te e correggo lui: la formazione la faccio io, non la fanno altri. Non ha giocato perché io non l’ho fatto giocare. Ognuno dentro i limiti del lecito può dire quel che vuole. E’ una convinzione che lui può avere. Domani sera non rigioca. Gioca quell’altro, gioca Alisson, non so se gli determinerà un altro scatto. Il discorso in generale è quello che di volta in volta si fanno delle scelte e si tiene in considerazione il lavoro che si evidenzia sul campo. Alisson fa vedere di essere un portiere che può essere usato, per cui gli si dà spazio in funzione di quelle che sono le mie scelte e le mie ricerche. Domani sera gioca Alisson”.
Il ruolo di Gerson: “Secondo me bisogna tenere presente che è un ragazzo. Sapete quanti anni ha? Ha delle buone qualità, ha delle caratteristiche ben evidenti, è chiaro che poi bisogna lasciarlo esprimere e quando si è ragazzi succede che si modifica la posizione in campo in base a quello che è il calcio che stai giocando e dove lo giochi. Lui è uno che ha velocità di piede, ha qualità di piede, può anche giocare più a ridosso della linea difensiva avversaria. Poi dipende anche dagli altri, se gli danno il tempo, quando si avvicina alla loro area, di sfruttare le sue qualità e i suoi difetti. Mentre se lo tiri dietro cinque metri ha più spazio, ha più tempo ed è più difficile andare a marcare un uomo distante dall’area. Più vicino all’area c’è più densità, lo marchi e lo limiti più facilmente. Per cui posso portarlo ancora più indietro di altri sette-otto metri, secondo me anche davanti alla difesa come uno dei due mediani, perché lì può usare tutte le sue qualità senza essere limitato. E’ chiaro che ci vuole poi un impatto fisico, una sostanza, ci vogliono anche altre cose in base a dove lo collochi e va fatto un ragionamento in generale di squadra. Questo è il mio pensiero, poi me lo dirà lui, vedendolo giocare e in base ai suoi risultati. Domani sera gioca”.
Come sta Nainggolan? “Sta bene e lo ha fatto vedere. A Napoli ha fatto una buona partita. Ha questa difficoltà che ci ha abituato ad essere un superman quando è in campo, perché ha quel vestito lì, arriva da tutte le parti, sa fare tutto, riesce a sviluppare quello che vogliamo da lui e a dare un contributo ai compagni. E’ chiaro che questo è un po’ più difficile da fare ma in generale sta bene”.
Il programma di Vermaelen prosegue senza intoppi? “Bisogna provarlo perché per questo tipo di infiammazione è nello stimolo vero, nella situazione vera che riesci a valutare quanto può tornare indietro perché nell’andarlo a stuzzicare c’è sempre una reazione. Bisogna vedere quanto torna indietro, se il tornare indietro è gestibile o meno”.
Teme un calo di concentrazione dopo la vittoria di Napoli? “Nel confine dell’accontentarsi c’è poi la descrizione del carattere che hai. Se per aver fatto una buona vittoria ti senti già un po’ tranquillo, appagato, allora non hai carattere e diventa tutto più difficile. Secondo me, ora, per quel che vedo io, ed è una complicanza che io voglio creare a loro, non si torna indietro, si rimane lì e si riparte da lì. Non si torna indietro dalla prova che abbiamo fatto, non si torna indietro dal punto che abbiamo raggiunto, si sta qui ora, guai a chi torna indietro. Per chi torna indietro può essere difficile poi poter rimontare sopra, perché noi vogliamo andare dritto, questa è la strada giusta”.
Giocherà anche Francesco Totti dal primo minuto? “Non so se è una cosa a cui tengo solo io, però vi posso informare di qualcosa di più di quello che sono il tentativo e il senso delle vostre domande. Vi posso informare che lui con me ha fatto 99 gol che se ne facesse un altro sarebbe il centesimo. E io ci tengo in maniera particolare. Secondo me non ce la fai con tutto l’impegno che ti pare ad arrivare alla soddisfazione mia se lui facesse il centesimo gol con me. Poi, se non sbaglio, siccome ogni tanto li guardo anche io i numeri, perché voi siete maestri e bisogna sia all’altezza e allora mi documento, è anche la sua centesima partita in ambito internazionale. Per cui pensa un po’ te quanti 100… E’ il massimo. Gioca Francesco Totti perché noi pensiamo possa darci un contributo importante. Senza anche, gioca”.
Finck ha detto: “Spero che la Roma ci sottovaluti”. “Loro sono una squadra non facile da affrontare e i miei calciatori lo sanno e lo vedranno, perché gli si evidenzia bene. Hanno Kayode che è uno velocissimo, questo attaccante fa distanze, fa metri in velocità, crea sempre problemi. Hanno questo Tajouri che è uno che ha fatto cinque gol, ha un mancino eccezionale, non ha giocato molto e se uno con queste qualità sta fuori immagino chi giocherà al suo posto. Hanno dei giovani interessantissimi. Hanno gli stessi punti nostri e quindi di cosa stiamo parlando? Abbiamo bisogno di fare un’altra prestazione e di ricercare un’altra vittoria. La formazione che scelgo, nonostante i pochi uomini a disposizione, è in funzione di vincere questa partita, non la faccio per dare dei contentini. Non accontento nessuno se non se lo merita perché come già ho detto precedentemente quello di accontentare i giocatori che non sono soddisfatti dei tempi in cui sono stati utilizzati è un modo per perderle le partite. Sono convinto che faremo un’altra buona prestazione perché anche ieri li ho visti allenarsi molto bene nella giornata piena di ieri. Li ho visti interessati, abbiamo parlato di più cose, abbiamo sviluppato quello che dovevamo fare e li ho visti con l’occhio giusto”.