Spalletti: “Squadra dispiaciuta dopo il ko di Bergamo ma non c’è caos. Lavoriamo per non fare più errori”

Spalletti: “Squadra dispiaciuta dopo il ko di Bergamo ma non c’è caos. Lavoriamo per non fare più errori”

Queste le dichiarazioni di Luciano Spalletti in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Viktoria Plzen.
Il mister parla degli infortunati: “Vermaelen ieri ha fatto il primo allenamento col gruppo ed è andato bene, risultato positivo e siamo molto soddisfatti. Florenzi, Nura e Mario Rui proseguono col protocollo previsto. Poi c’è Francesco che ha un risentimento articolare dell’anca destra. Nell’allenamento di oggi verranno aumentati i carichi e verrà fatto qualcosa per lui che non si allenerà con la squadra. Poi valuteremo le risposte, per cui non so se sarà convocato oppure no. Valuteremo bene quello che sarà il lavoro fatto nella giornata odierna”.

Come ha trovato la squadra dopo la partita di Bergamo? “La squadra l’ho trovata dispiaciuta ed amareggiata per quel risultato lì. Però, in questo caso, permettimi di fare una parentesi e tranquillizzare i nostri tifosi: non c’è caos dopo la sconfitta di Bergamo. E’ chiaro che c’è una brutta sconfitta, dove la squadra ha fatto vedere di non aver perso questo vizietto, se cosi si può chiamare, e che naturalmente c’è da lavorare in maniera seria e profonda per mettere a posto questa difficoltà che ogni tanto ci capita. E che probabilmente non è neanche il tempo di parlare, visto che la settimana scorsa si parlava di contratti, ma bisogna parlare di quello che deve essere l’impegno nel sistemare alcune cose che ancora evidenziamo e che non vanno bene. Ci sono piccole ricadute che a volte paghiamo a carissimo prezzo, come l’ultima sconfitta. Dentro la squadra c’è assoluta disponibilità e assoluta attenzione per quanto riguarda il futuro della Roma, la voglia di far bene le cose per la Roma e soprattutto per i nostri tifosi”.

Roma-Viktoria Plzen. Quali sono le insidie? “Quando si gioca una partita di calcio le insidie ci sono sempre. Gli episodi possono determinare o possono far prendere una direzione alla partita che non volevi, che non era nei piani e che non era considerata. Però poi una squadra come la nostra ha pagato anche qualcosa in funzione di queste cattive attenzioni e una squadra come la nostra deve volere quando si può e noi adesso possiamo ambire ad una possibilità di qualificazione nella gara di domani sera, per cui la dobbiamo sfruttare. Dice che al tempo non c’è retromarcia ed è la verità, a noi ci capita questa situazione domani sera e dobbiamo essere pronti a portarla a casa. Loro lo sanno”.

Europa League come obiettivo primario? “No, sono tutti importanti gli obiettivi. Sono tutte importanti le partite. Soprattutto i successi vengono determinati da una serie di vittorie, da una serie di prestazioni dentro molte partite. Questa è una partita di quelle che noi dobbiamo assolutamente vincere, dobbiamo tentare assolutamente di vincere. Ma anche quella di domenica perché non cambia niente. Abbiamo perso tre punti importanti in classifica verso le nostre avversarie, perché non riguarda soltanto una squadra ma riguarda anche tutte le altre che sono insieme a noi. Però finisce lì, è una partita, ci dispiace, andiamo a lavorare in profondità in quelli che sono stati gli errori commessi e vogliamo risalire il prima possibile. E il tempo è ancora tutto lì davanti, per cui si lavora in maniera tranquilla e serena per riuscire ad avere il meglio”.
Strootman ha bisogno di giocare o di riposare? “Vanno bene un po’ tutte e due. Dipende anche dal pensiero del ragazzo, da come sta fisicamente, da come si sente mentalmente. Dipende da tante cose. Domani secondo me è una partita che lui può giocare, per cui lo valuterò tranquillamente ma è uno che considero dentro la partita. In assoluto, in questi momenti qui, bisogna fare un po’ di valutazioni che a volte sono in una direzione, a volte nella direzione opposta perché dipende dal suo rendimento. E’ chiaro che lui ha bisogno di un po’ di tempo per raggiungere la forma migliore. Ma questo era normale, lo sapevamo. E’ una cosa assolutamente normale. Per quanto riguarda la partita di domenica l’ho visto a volte un po’ lento nel pensiero, nell’anticipazione delle cose. Muscolarmente ha fatto un lavoro eccezionale. Come corsa è quello che ha fatto più di tutti, come strada è quello che ha fatto più di tutti dentro la partita. E’ un dato di fatto da tenere in considerazione. Anche l’altro, ma soprattutto questo perché se uno non fa metri è chiaro che sulla palla non ci arriva ma se fa metri e qualche volta la legge in maniera sbagliata quello è facile da invertire, è più difficile dover fare 13 chilometri di corsa se ne fai 7”.

Si può ancora riprendere la Juventus? “Sono convinto di fare sempre il massimo di quello che ho davanti. Quando ci domandate a cosa miriamo, noi rispondiamo che bisogna mirare al massimo. Se uno dice che la Juventus è più forte è uno che non crede alla propria squadra, che non crede alla società. Noi si tenta di vincerle tutte le partite, si tenta di raggiungere il massimo finché non c’è la matematica che ti costringe all’opposto, che te lo vieta. Noi si guarda avanti, si vuole migliorare. Si vuole perdere questo vizietto come ho detto prima, perché Radja nel descrivere la partita ha detto bene. Se vai a vedere, in fondo abbiamo perso contro una squadra che nel secondo tempo sotto l’aspetto dell’aggressività c’è stata superiore ma che poi ha segnato con una carambola e con un rigore evitabilissimo. C’è il palo da metterci anche. Se si vanno a valutare le singole situazioni, si vede che poi cosi netta la sconfitta non è stata e si poteva ricevere anche di più da questa partita per quello che si è creato. Anche nel secondo tempo dove abbiamo tirato poco in porta, perché il tiro in porta diventa evidente, il passaggio su uno dei due giocatori che vanno verso la porta, con il pallone dato all’avversario invece che ad uno dei nostri due compagni, non viene evidenziato perché è una palla persa banale. Ci sono capitate un paio di occasioni che potevamo facilmente portare a termine, invece non è successo. Se poi c’è un’inversione di tendenza, cosi come è successo, si fanno vedere dei limiti e si ricade in questi limiti perché c’era già successo altre volte e non c’è altro da fare che lavorare ed andare a ricreare un’attenzione verso quegli errori lì e soprattutto ad avere la disponibilità della squadra per creare un attenzione, che la squadra riconosca che quel limite lì è un limite che si può superare e che bisogna metterci la testa e lavorarlo più in profondità da calciatori professionisti come di solito si fa in questo lavoro. Noi però si guarda al massimo”.

Dopo aver ascoltato la risposta di Nainggolan, su ciò che era accaduto a bordocampo al momento della sua sostituzione a Bergamo, Spalletti prende la parola: “E’ un episodio tattico per quanto riguarda l’episodio della punizione, perché non era un episodio che riguarda la partita. E lui ne ha parlato in maniera normale. C’erano state delle sostituzioni e si può invertire quella che può essere la posizione di chi va più vicino alla palla, cose anche banali per il fine che ci può capitare. Poi è chiaro che se quello lì che è a bordocampo racconta una cosa sbagliata e c’è la volontà, siccome ora siamo in difficoltà, di crearne il doppio raccontando delle bugie, perché sono bugie e si sa che le bugie hanno le gambe corte, o perlomeno la doppia cattiveria si brucia in metà tempo, perché poi non ti rimane niente da dire… le spari tutte e ti rimane poco. A noi va bene cosi, nel senso che si vuole passare sopra questo risultato qui, si vuole passare sopra a quello che è poi capitato nel secondo tempo, anche se ci era già capitato. Però noi lavoreremo anche quando ci ricapiterà sempre per ripassarci sopra, per rimettere a posto e per migliorare di volta in volta gli errori. E questo è un episodio normale. E’ una bugia anche quello che è stato detto il giorno dopo, di quello che è successo nella riunione, perché è una bugia totale. Però Gianni (Castaldi ndr) mi brontola, mi dice che non è il tempo di parlarne poi in una partita internazionale, mi dice di parlarne sabato perché ci sono le situazioni di campionato. Voi le brutte figure ce le fate fare anche internazionali perché su internet lo leggono anche in America quello che succede. Però ha ragione lui, gli voglio dare retta, parliamone sabato di queste situazioni, ma cominciamo a fare nomi e cognomi. E parliamo di quello che uno dice, che uno non dice ragazzi, altrimenti sempre la categoria alle spalle. Cherubini (inviato Mediaset presente a bordocampo il giorno di Atalanta-Roma ndr) se ha detto questo ha detto una cosa sbagliata di quello che è successo in campo mentre usciva Nainggolan. Per cui bisogna approfondire quello che ha detto, sentire anche gli altri…  quando c’è il topo che riporta delle cose o qualcuno che dice delle cose… perché le dice? La prima domanda è perché mi viene a parlare male di un compagno di squadra? Perché mi viene a parlar male questo procuratore di un giocatore? Perché ha dei vantaggi propri, è questo. E sicuramente queste cose non le ha riportate né lui (riferito a Nainggolan ndr), né Manolas. Di quello sono sicuro perché di lui (riferito a Nainggolan ndr) né parlate male. Perché Fazio, che sta zitto e non dice mai nulla, non viene mai citato sui giornali? Fazio è uno perfetto, non ci interessa quello perfetto, ci interessa quello che è il problema. Fazio è un giocatore che in questo momento non se ne può fare a meno per la precisione che ha, per la perfezione che ha. Si vanno a prendere tutte cose senza poi mettere in evidenza qualcosa che lo meriti. Fazio merita un articolo sul giornale se non sapete che scrivere, va bene?”

Il Viktoria Plzen: “E’ una partita da sudare, da lottare perché ha cambiato alcune cose a livello tattico. Ora gioca con un centrocampista, con un Nainggolan in più dietro la punta. Prima giocava con un trequartista e con una seconda punta. Ha messo una prima punta fisica, che è anche veloce, sparano spesso su di lui e vanno subito a sostegno di questo che è il rimbalzo che lui crea, perché la fa cascare lì, è forte fisicamente, è forte da un punto di vista della palla lanciata, della palla buttata e stanno bene. Mi auguro che loro credano alle parole che ci siamo detti, ovvero che ci sarà da sudare. La partita non ci viene messa a disposizione se non siamo noi che ce l’andiamo a prendere”.

Ancora sugli obiettivi della Roma: “Sono in movimento le palle e anche le persone, perché se non muovi la persona le palle stanno ferme. Cosa dovrei fare? Qual è la diversificazione che ci potrebbe venire utile? In campionato non si prova più a fare cosa? Si lascia da parte la Coppa Uefa? Qual è il modo diverso di andargli davanti e chiedergli delle risposte? Quando vai davanti a loro o ci vai sapendo cosa dire o è meglio non andarci. Cosa dovrei rispondere di diverso? Non lo so… Io dico che voglio il massimo e il massimo è la Juventus. Poi tu perdi delle partite, loro continuano a vincere col minimo sforzo, sembra, però fanno vedere un’autorità, una forza mentale e fisica dove nell’episodio, da quella che é la situazione mezza e mezza, portano sempre via il massimo. Mentre noi, come evidenziava prima Radja, è vero che abbiamo perso però nel primo tempo le palle che sono capitate a noi a loro non gli sono capitate neanche nel secondo tempo, perché bisogna essere obiettivi. Poi hanno vinto più contrasti, però se noi avessimo fatto quel che dovevamo fare probabilmente il risultato sarebbe stato diverso. Il discorso è di avere sempre la voglia di riparare, di rimbalzare come il pallone, bisogna rimbalzare su tutti i punti di contatto. Ora siamo in contatto con questa sconfitta che ci fa male, che ci brucia e ci disturba e cerchiamo di trasferirla poi in reazione per la partita di domani sera, per la partita di sabato e per tutte le partite che ci saranno davanti. Io non faccio una formazione dicendogli, oppure pensando, che a questa ci tengo meno anche perché ho a disposizione dei calciatori che sono forti e che ho fatto giocare di meno. Sarebbero notizie da dargli che ti fanno saltare per aria gli obiettivi, i pensieri da fare professionalmente nel contatto con un gruppo di persone. Noi, dicendo che vogliamo vincere tutte le partite, diciamo la verità, perché è cosi. Te dicendo, se lo hai detto, che è stato uno “shock”, un “putiferio” nella riunione, hai detto una bugia. Il fatto è che ora hanno perso e sono in difficoltà ora, ora! Forte ora! Perché ora hanno perso! Il doppio delle difficoltà, mettiamogli anche questo carico qui! Come no!? Perché altrimenti si capisce, non guardarmi male Gianni (Castaldi ndr), non si capisce come si possa tirare fuori una cosa così totalmente inventata. Loro sono in quattro a lavorare qui, sono in quattro che vi rispondono dalla mattina. E’ cosi, non è successo niente”.

La Roma ha difficoltà nel vincere le partite “sporche”. Perché? 
“Noi abbiamo più qualità nella tecnica, nella velocità, nell’estro e perdiamo un po’ di più le altre caratteristiche. Se siamo bravi a portare la partita dentro le nostre qualità, se ne evidenziano di più, se sono bravi gli altri a portare la partita dentro quello che riconosciamo di meno, o che ci fa meno piacere da un punto di vista fisico, mentale, di personalità, è meno facile per noi mettere in evidenza le nostre caratteristiche. Lo scorso anno dicevo sempre che bisogna comandare la partita, ripetuto all’infinito, perché dentro la gestione della palla loro diventavano veramente bravi e mostravano l’estro. Ed è quello che si vede spesso anche quest’anno perchè si è portato in evidenza che sono state fatte giocate in velocità, ci sono dei numeri, sono stati fatti tanti gol… Come non si delinea quello scenario lì e non si va dentro quel campo lì si ha più fatica, perché molti calciatori hanno più queste di caratteristiche”.