Spalletti: “Il Pescara? Non sarà una gara facile. Manolas ed El Shaarawy non saranno a disposizione”

Spalletti: “Il Pescara? Non sarà una gara facile. Manolas ed El Shaarawy non saranno a disposizione”

Le parole di Luciano Spalletti in conferenza stampa.

Il mister prende la parola:
 “Totti in gruppo. Mario Rui oggi fa la partita con la Primavera e se va tutto liscio dalla settimana torna con noi. Florenzi e Nura proseguono il percorso. Manolas ed El Shaarawy hanno avuto dei risentimenti muscolare, però vengono gestiti, non vengono fermati e da metà settimana ripartono con la squadra. Faranno allenamenti specifici, personalizzati per l’inizio della settimana e da metà settimana prossima rientrano col gruppo. Non saranno convocati per il Pescara”.

A livello di scommesse la sconfitta della Roma è quotata tra i 13 e i 14. E’ una gara cosi semplice quella di domani? Quali insidie nasconde? “Questa è una partita insidiosa perché a volte le cose quando le fai facili poi diventano altrettanto pericolose. Le cose facili, se vuoi che siano cosi, falle difficili, è un modo di pensare corretto. Noi veniamo da una partita che sotto l’aspetto delle energie mentali ci ha tolto tanto, che è quella di Europa League. Questa era una gara fondamentale per andare nella casella successiva, andare nello spazietto sopra o di lato, dipende, però è quella successiva, e i calciatori l’hanno disputata bene, si è visto che si erano preparati mentalmente. E’ passato poco tempo, abbiamo utilizzato parecchi calciatori importanti in questa partita qui e di conseguenza sono state buttate via delle energie. Per cui questa è una partita per noi insidiosa e dobbiamo fare molta attenzione”.

De Rossi domani festeggerà le 400 presenze con la Roma: “Gli si fanno i complimenti perché sono state partite tutte disputate con un livello di qualità importante, con uno spessore di personalità importante e con dei risultati importanti alle spalle. Perché ha fatto anche tanti risultati. Magari non hanno vinto grandissime cose ma molti risultati importanti. Daniele è un giocatore che ha la Roma dentro, che ha fatto sempre vedere di tenere a quelle che sono le sorti di questa società, di questa città, di squadra, per cui gli si dice bravo e gli si dice di continuare cosi”.

I cali di tensione. La responsabilità principale è dell’allenatore? Qui sono passati Ranieri e Rudi Garcia che all’estero hanno vinto, lei ha vinto in Russia… “Per me è cosi, dal punto di vista mio è solo responsabile l’allenatore. E’ chiaro che quando si va a chiedere a quelli che hanno altri ruoli, loro avranno le loro risposte. Dal punto di vista mio però è cosi. Un allenatore può determinare molto perché è un ruolo importante. I calciatori possono determinare molto, la società altrettanto e tutti devono essere convinti di poter incidere, perché è questo che fa la differenza. Se fossi il presidente vorrei avere allenatore e giocatori in grado di pensarla in questa maniera qui. Una partita di calcio dipende da ciò che mettono loro, fanno loro la differenza. Quello che è successo qui, e non ci avevo fatto caso, metterebbe un po’ di timore a vederla cosi da fuori. Se la Roma mi richiamasse io ci tornerei lo stesso”.

Strootman poco brillante. E’ fisiologico? “E’ un po’ fisiologico, perlomeno il grafico, quando si rientra da infortuni cosi importanti e cosi lunghi, lo racconta. Dopo un inizio brillante per la troppa voglia di rimettere subito tutte le qualità, c’è sempre un po’ di assestamento dove si perde un po’ di lucidità. Sotto l’aspetto della personalità, dell’impegno, della continuità è a posto; sotto l’aspetto dell’anticipazione, della velocità di pensiero, dell’analisi fatta lì per lì ogni tanto fa vedere che deve ancora crescere. Per cui nessun problema, bisogna continuare a farlo giocare e a dargli l’importanza che ha perché per noi Strootman è fondamentale”.

Per Rudiger ci potranno essere gli stessi problemi di Strootman? Come sta Vermaelen? “Su Rudiger va fatta qualche considerazione in più rispetto a Strootman. Perché se Rudiger comincia a diventare lento nel modo di pensare, non c’è nessuno dietro di lui a parte il portiere che può riparare a questa lettura ritardata, per cui lì bisogna stare attenti. Anche in questo caso si guarda quella che è la risposta dentro il campo, durante le partite, ma si guarda anche la risposta che dà lui quando ci parli. Lui si sente bene il ginocchio se lo sente solido, recupera facilmente dopo aver fatto fatica. Il giorno dopo c’è quello che si sente un po’ più stanco e può creargli un’addizione di fatica anche fare il defaticante. Mentre c’è quello che lo vuole fare perché, anche sforzandosi un po’ facendo un po’ di fatica mentale, gli porta via tossine dalle gambe. Lui è uno di questi, esce e fa il defaticante. Il ginocchio sta bene, è a posto e allora si va dritti per questa strada con la consapevolezza che c’è qualcuno che sta recuperando come Vermaelen. Negli ultimi allenamenti e nelle ultime partitine è entrato dentro e ha fatto contrasti, ha fatto le cose con grande velocità e con grande rapidità. Per cui siamo vicini. Gli manca solo di mettere insieme un po’ di minutaggio”.

Gerson e Nura: “Di Nura mi cogli impreparato, quindi mi dai la possibilità di andare a mettere il dito nell’operato dei nostri fisioterapisti e medici. Glielo andrò a chiedere. Gerson secondo me è cresciuto. Ci sono state delle partite in cui sono voluto andare sul sicuro ma ci sarebbe stata la possibilità di andarlo a stimolare, a vederlo in pratica. E’ cresciuto come velocità, è cresciuto come impatto fisico soprattutto da quando l’ho cominciato a vedere le prime volte. E soprattutto questo del tenere botta sull’impatto fisico gli può dare nuove aperture in nuovi ruoli. Perché già da un punto di vista tecnico ha piede, ha scelta, ha velocità di piede. Io lo penso anche davanti alla difesa dove mi sembra ci voglia anche un pochettino di sostanza quando ti saltano addosso e ti vogliono strappare la palla, va difesa bene. A lui gli riesce e farà anche questo. Vorrebbe anche provare sulla fascia ma non lo vedo come ruolo al posto di El Shaarawy, al posto di Salah, come quarto di centrocampo esterno. E’ un giocatorino che bisogna continuare a seguire, magari dandogli anche qualche notizia per riuscire a trovare il meglio di quello che può fare che sono molte cose. Però non è ancora preciso quale sia il suo ruolo adatto e l’età consente che poi ci siano anche un po’ di cambiamenti come posizione in base alla sua crescita”.

Roma poco cattiva. Questa cosa si può allenare? “Penso sia difficile. Si può allenare non parlandone. E’ la troppa attenzione che metti in un determinato momento che ti fa sbagliare ancora di più. Perché tutti si aspettano solo quel risultato la per metterlo a posto. Se uno ci arriva tranquillo, e magari con più fiducia degli ultimi episodi che sono accaduti in quel confronto lì, è più facile. Ci sono dei momenti in cui uno fa gol sempre e dei momenti in cui uno dice che orami sono tre mesi in cui non riesce a fare gol. L’importante è lasciarlo stare e che il calciatore abbia quelle capacità lì. Che abbia nel DNA la qualità, l’estro, il genio di fare gol. La personalità è un’altra cosa e bisogna parlarne. Perché quello è anche un modo di essere dentro un contesto di situazioni di vita, la personalità è la qualità di stare zitto al momento in cui hai tante cose da dire, perché ti porta vantaggio. E’ la qualità di prendere un calcio in un momento che ti dice di reagire, invece lo prendo e sto zitto perché mi porta vantaggio. La personalità è quella di saper subire in quel momento lì perché qualsiasi reazione ti porta uno svantaggio sapendo che dopo ci trovi la qualità o il vantaggio. Il fatto della personalità secondo me, messa bene, si può tentare anche di stimolare, perché noi abbiamo bisogno di qualcosa in più sotto quell’aspetto”.

La Roma e le palle inattive: “Dobbiamo migliorare, è una cosa che dobbiamo tentare di migliorare perché gli altri fanno meglio di noi nell’analisi e nella considerazione di questi momenti di gara. A noi succede a volte di batterle male. Qualche vantaggio a volte ce lo siamo preso ma vista la qualità che abbiamo, sia di poter battere una punizione o un calcio d’angolo, sia come fisicità, perché avendo ripreso Rudiger, Manolas, Strootman, De Rossi, Dzeko che è forte anche di testa, abbiamo la possibilità di portare a casa un vantaggio da questa situazione. C’è chi ci fa più attenzione e chi ci basa il risultato di una partita. Noi ci fidiamo di più della nostra prima caratteristica che è questo modo di tenere la palla a terra, di andare dietro la linea difensiva e di riuscire a fare gol. In questo caso qui bisogna stare attenti perché per esempio il Pescara ha qualche giocatore forte anche sulle palle inattive, per cui bisogna fare attenzione. E’ un’insidia il calcio di punizione contro. Il Pescara ha anche molti giocatori che hanno giocato nella Roma, molti ex, e questo li stimolerà molto. Caprari ha segnato nell’ultimo Roma-Pescara. E sono tutte insidie importanti che dobbiamo portare in superficie per avere più attenzione per questa partita qui. Per molti è scontata ma non è cosi e bisognerà sudarsela”.