Nainggolan: “Ci mancano i nostri tifosi. Il nostro cammino? Noi dobbiamo guardare a noi stessi”

Queste le dichiarazioni di Radja Nainggolan all’emittente radiofonica ufficiale giallorossa.

Iniziamo da quel dribbling sotto la Monte Mario… ce lo racconti?

“Sapevo che ne avevo due addosso, ho provato a girarmi e uno dei due è andato verso il portiere. Mi è andata bene, una giocata semplice ma per come si sono mossi loro sembrava più difficile”.

Una settimana difficile quella del derby, sembrava ci girasse tutto contro

“Nello spogliatoio sapevamo che sarebbe stata difficile, sapevamo anche che con il Pescara non avevamo fatto una buona partita. E invece ieri ho visto cattiveria da parte della squadra, alcuni iniziavano a lottare e gli altri li seguivano. La vittoria di ieri è arrivata soprattutto grazie a questa cattiveria, quella che ci manca in altre partite. Abbiamo lottato”.

Alla fine il Pescara ci ha impensierito di più. 

“Sì, se guardiamo le occasioni è così. Ma sono due partite diverse. Con il Pescara ci siamo rilassati, magari può succedere di pensare che una partita la puoi portare a casa più facilmente, come il Milan con il Crotone. Sono partite più pericolose, ci vai più molle e sbagli la prestazione. Ma sono partite da vincere”.

Quanto è emozionante un gol al derby?

“La verità è che è emozionante ma che sarebbe stato meglio se fosse stata piena la Curva. Sappiamo che è una partita sentita, poi avevamo quasi tutto lo stadio contro e questo ci ha caricato di più. Così è ancora più bello. I nostri tifosi hanno fatto un patto e hanno mantenuto la loro parola, loro no. Ci ha dato ancora più carica”.

Sul gol: hai tirato perché hai visto Marchetti fuori dai pali o volevi tirare comunque?

“Avrei tirato comunque, la palla lui la vede partire tardi perché c’era Radu. Marchetti era in posizione opposta, voleva coprire il suo palo. L’importante è aver fatto gol e aver portato a casa la vittoria”.

Cosa manca alla Roma, secondo te?

“Non lo so cosa ci manca. Io sto in campo. Sono cose che vedi più facilmente quando stai fuori. Siamo un squadra forte, nelle partite difficili lo facciamo vedere. Poi, in quelle sulla carta un po’ più facili, magari perdiamo addirittura. Altre volte siamo 3-0 nel primo tempo. La mentalità fa la differenza. A noi manca la vittoria di un trofeo, quella che poi ti dà la possibilità di vincere ancora, come succede alla Juventus. Adesso siamo lì, dobbiamo provarci”.

Totti ha detto che sei ormai sei romano.

“Io a Roma sto bene, dal primo giorno che sono arrivato. Mi sento rispettato, questa è la cosa importante. Io vivo bene, i miei cari vivono bene. Per me l’importante è essere felici di dove si vive. Potevo fare altre scelte, ma ho scelto di rimanere perché sto bene qua”.

La soffri questa posizione da trequartista? 

“No, non la soffro ma devo interpretarla nel modo giusto. Ci sono trequartisti molto tecnici, altri come me che invece si inseriscono e guidano il pressing. Sono due ruoli diversi. Mi trovo bene in quel ruolo”.

Ieri tra primo e secondo tempo il mister ha cambiato qualcosa nella marcatura di Biglia e nella posizione di Perotti. Vi siete scambiati. 

“Vero, poi anche De Rossi si è alzato ed è stato fondamentale andare più alti. Sono piccole mosse, dettagli che però ci cambiano la partita in campo”.

Manca Salah, eppure la Roma vince. 

“Quando uno dice che sta bene così con questa rosa, ci sarà un motivo. Bruno Peres può fare anche quel ruolo, un giocatore forte. Poi non è semplice ambientarsi, è stato preso da giocatore importante. Nelle prime partite è andato subito in campo, non è per niente facile. Come Emerson Palmieri, giocatore fortissimo, che ieri fa un’ottima partita. Per me sono giocatori forti questi”.

Ora arrivano altre partite difficili, a partire da quella con il Milan

“Noi dobbiamo guardare a noi stessi, a prescindere. Sono partite che devi vincere per restare in alto, pensare a qualcosa di importante. Mi diverto in queste partite, da bambino ti sogni gare così, ma sono difficili e devi usarle per restare in alto. Poi Juventus-Roma, molti la aspettano”.

Roma-Milan può essere la partita giusta per il ritorno di una parte della Curva?

“A noi mancano, diciamo la verità. Ma loro hanno i loro diritti ed è giusto che lottino. Però a noi come squadra mancano, ci soffriamo, sapevamo che stavano fuori ma non li potevamo sentire, purtroppo. La foto sotto la Curva vuota è un segnale che vogliamo dare, anche a loro. Noi non possiamo fare nulla, non possiamo intervenire, altrimenti lo faremmo”.