Esclusiva Centro Suono Sport/Bernabai: “Spalletti: l’attacco ai giornalisti è segno che gli manca la tranquillità necessaria in questo lavoro” (Audio)

Esclusiva Centro Suono Sport/Bernabai: “Spalletti: l’attacco ai giornalisti è segno che gli manca la tranquillità necessaria in questo lavoro” (Audio)

Il giornalista di La7Roberto Bernabai, è intervenuto ai microfoni di Radio Centro Suono Sport 101.5 all’interno della trasmissione Gli Inascoltabili per parlare dell’atteggiamento di Luciano Spalletti, allenatore dell’AS Roma, dopo il match contro la Juventus e nella conferenza stampa pre-Chievo: “A oggi Spalletti mi sembra una persona non sufficientemente tranquilla per affrontare un lavoro che comporta molte tensioni e anche i rapporti con i giornalisti. Mi sembra a volte che non riesca a tenere a freno la sua proverbiale suscettibilità, cosa che ha sempre celato con diplomazia, mentre ultimamente sembra vada a ruota libera. Le argomentazioni che ha presentato a difesa della scelta di Gerson mi pare partisse da presupposti sbagliati: nessuno ha attaccato i ragazzi, ma la scelta. I giornalisti sono lì per fare domande e a volte attaccare, questo è il gioco.”

È possibile dare tutta questa importanza e responsabilità ai giornalisti per i risultati della squadra? “Mi sembra evidente che noi siamo uno strumento spesso utilizzato a seconda di come conviene utilizzarlo. Ma che tipo di incidenza può avere la stampa rispetto a situazioni che avvengono in campo? Farò un discorso populista ma questi signori sono strapagati anche perché ci sono i giornalisti che fanno cassa di risonanza. Parliamo sempre di oneri e onori. Che l’ambiente romano sia particolare è vero, ma non mi riferisco solo alla stampa piuttosto al modo di vivere il fenomeno calcio che c’è in questa città; però è altrettanto vero che chi viene qui lo sa e deve comportarsi di conseguenza o evitare una realtà che evidentemente è pesante da sopportare. Io riconosco e ho sempre riconosciuto a Spalletti meriti straordinari, come anche da parte della stampa romana. Le critiche che gli sono state rivolte nascono dalla scelta di schierare un ragazzo di 19 anni, non da malafede. Ad esempio su Ranieri è stato detto molto più che su Spalletti ma le reazioni sono sempre state diverse, forse la romanità in quel caso ha aiutato ma prenderla sul personale in questo caso mi sembra eccessivo.”

Tornando al campionato… Su Roma- Chievo vedi insidie tecniche? “Si, il Chievo è una squadra scorbutica che gioca anche un grande calcio ed è allenata da un tecnico molto bravo. Maran è uno che sa coprirsi, sa ripartire, sa fare gioco. La Roma è incerottata, non sarà una partita scontata.”