Alessandro Vocalelli a Gli Inascoltabili: “Lo stadio? Importante, ma una grande società non è quella con lo stadio di proprietà” (audio)

Alessandro Vocalelli a Gli Inascoltabili: “Lo stadio? Importante, ma una grande società non è quella con lo stadio di proprietà” (audio)

Alessandro Vocalelli, Direttore del Corriere dello Sport, è intervenuto ai microfoni de Gli Inascoltabili in onda su radio Centro Suono Sport riguardo la Roma e la questione stadio. Secondo lei, intanto, la questione del Sindaco Raggi può cambiare gli equilibri? E poi, da qui al 3 marzo, la Roma può correre ai ripari? “Quello che mi infastidisce in questa situazione è che una volta c’è una rassicurazione una volta una bocciatura, una volta un avvertimento, un’altra una comunicazione di richiesta di proroga… Non so quale sarà il destino dello stadio né quale sia l’obiettivo più giusto ma vorrei chiarezza nelle condizioni ed estraniare la vicenda stadio da quelle politiche. Invece siamo arrivati a 25 giorni dalla scadenza di una proroga – siamo già oltre la chiusura naturale della Conferenza dei Servizi – e questa situazione in cui si mettono sul tavolo perplessità che già erano nell’aria da tempo sembra mettere in condizioni di dire che non si possa fare”.

La realizzazione di questo progetto può determinare la sopravvivenza a certi livelli della Roma e il legame con la proprietà attuale: “io voglio ribadire una cosa: una grande squadra non è solo quella con lo stadio di proprietà. Ho il dubbio che l’Inter nei prossimi anni diventerà un club molto importante, con giocatori molto importanti – anche con giocatori della Roma come Manolas ed ex come Marquinhos – quindi non credo lo stadio sia fondamentale per rendere grande una società, però diventa un volano per stare a certi livelli. Non è che non si possa stare senza ma averlo sarebbe molto molto importante. E situazioni come la Juve dimostrano quanto possa contare uno stadio di proprietà. La Roma di Sensi e di Viola non avevano uno stadio eppure hanno fatto cose buone. Non so in realtà quanto in questo caso subentri una voglia di rivincita da parte di Pallotta ma comunque la costruzione dello stadio fa parte di una delle priorità di questa società.”

Gli ultimi tre sono stati giorni kafkiani: il 31 gennaio a 24 ore dalla scadenza della conferenza dei servizi la regione ha ricevuto un documento in cui si diceva che il progetto non potesse avere esito favorevole. Quindi la Regione l’ha presa come atto definitivo; dopo 4 ore dal comune hanno chiamato dicendo che si sarebbe chiesta la proroga. E la storia si è ripetuta ieri con l’arrivo di un comunicato in cui si diceva che non ci sono le condizioni per poter realizzare il progetto poi arriva nota stampa in cui l’altra parte del Comune si diceva che si chiedeva una proroga perché momentaneamente non c’erano le condizioni. Però discutessero tra loro e trovassero una soluzione unica, non che ogni parte dia la sua visione perché l’Istituzione dovrebbe dare invece informazioni certe.

Spalletti a 9 ore dalla chiusura del mercato dice “Il mercato spero sia chiuso” facendo passare chiaramente una preoccupazione nelle cessioni. Che tipi di obiettivi si stava dando e quali si può dare oggi? “La Roma è a pieno titolo la seconda forza del campionato, non solo per il secondo posto in classifica. Quindi questo non si deve dimenticare. Paredes sarebbe potuto entrare in una trattativa di mercato ma a quel punto ci si sarebbe mossi per un’alternativa. Però dico anche che il Napoli ha comprato Paoletti e ha venduto Gabbiadini, quindi non è un periodo di spese folli. Dico questo perché la Roma poteva essere migliorata, non è successo, ma è comunque una squadra forte, che ha recuperato tutti i difensori. So di andare controcorrente ma ha giocatori ottimi, con una difesa abbondante che gli permette adesso che recupererà Florenzi di aggiungere una figura importante a centrocampo. Bisogna sempre migliorare – e io ho sperato fino all’ultimo che lo facesse – ma mi sembra comunque una squadra in grado di regalare qualcosa di importante ai tifosi che lo aspettano da tanti anni. Non credo che Spalletti possa oggi aspettarsi qualcosa in più rispetto a una rosa simile.”

Coppa Italia: si profila di nuovo un derby ostaggio dell’ordine pubblico? “assolutamente sì, credo si vada verso un Lazio-Roma alle 15. In questo caso si parla della lesione dei diritti della Rai, ma io credo si debba parlare soprattutto dei disagi per i tifosi onesti che vorrebbero seguire la squadra allo stadio che a quell’ora avranno in tanti difficoltà a seguire una partita in chiaro e così importante. Il problema della televisione viene dopo.”