Giorgio Martino a Gli Inascoltabili: “il destino di Spalletti? Dettato da quello che la dirigenza vorrà fare, non di lui ma della Roma” (audio)

Giorgio Martino, storico giornalista Rai poi direttore di Roma Channel, è intervenuto ai microfoni de Gli Inascoltabili su radio Centro Suono Sport In vista di Roma Fiorentina ha parlato delle caratteristiche del manto erboso dopo la partita di rugby: “Di certo rendere il manto erboso perfetto sarà difficile, anche perché la pioggia non sta aiutando e questo rientra nei casi – fortuna, sfortuna.. – che capitano spesso in campionato. Del resto anche Roma- Fiorentina dello scudetto si giocò di lunedì… Ogni tanto ci sono corsi e ricorsi..”

La Fiorentina potrà forse rimetterci di più viste le caratteristiche più recenti della Roma? “Può darsi, è chiaro che il giocatore di classe, qualità, che punta molto sulla tecnica è svantaggiato da un brutto terreno. Quanto domani sarà brutto questo terreno bisognerà vederlo.. Non dimentichiamo partite che sono state veramente paludi, ricordo un Parma-Roma molto difficile, quindi penso che domani per quanto il terreno non sarà perfetto possa comunque esseregiocabile.

Su El Sharaawy dice: “Il campionato di El Shaarawy è forse un po’ inferiore come rendimento globale rispetto al girone di ritorno dello scorso anno, anche perché forse l’anno scorso nessuno si aspettava un giocatore così pronto. Aveva fatto così bene, quando non ce lo aspettavamo, che quest’anno siamo molto più scettici e critici su un rendimento che poi in fondo non è così male.

Quali potranno essere gli elementi che potranno far pendere da un lato o l’altro l’esito della gara? “parliamo di due squadre che dipendono molto dalle personalità dei loro allenatori che sono riusciti a dare una certa fisionomia al gruppo e perciò credo che non dovrebbe essere l’individualità a risolvere ma piuttosto la collettività della squadra a esprimersi. Kalinic e Salah, ad esempio, sono due giocatori molto importanti ma comunque anche loro si sarebbero inseriti nel contesto della squadra, quindi le loro mancanze sono importanti ma non essendo sommate ad altri grandi assenze non le vedo come determinanti.”

Riguardo le società perché in trent’anni non si è riuscito a creare qualcosa di duraturo? “credo che si debba vedere la storia non solo dei Presidenti della Roma ma anche di quelli delle altre squadre italiane ed estere. sicuramente i Presidenti degli anni ’50 hanno peccato di non aver saputo, o potuto, creare qualcosa a lungo termine, anche perché loro stessi sapevano che la loro durata sarebbe stata limitata nel tempo quindi non avevano interesse di creare qualcosa più duraturo. A Roma solo con Anzalone e Viola si è pensato di creare una struttura come Trigoria, questo è stato qualcosa di innovativo ma in quegli anni comunque non c’era questo tipo di bisogno perché andava via un Presidente e la società ne trovava uno che aveva più o meno la stessa disponibilità economica, quindi era diverso. Oggi il calcio è diventato troppo caro, e avere la presidenza di una società di calcio comporta una spesa enorme, è sempre più difficile oggi trovare il cosiddetto mecenate, mentre una volta era più facile trovare un industriale. Dino Viola aveva la passione per la Roma da tanto tempo ed è riuscito a coronarla perché i frutti di una vita nell’attività industriale gli hanno permesso di affrontare questo discorso. Oggi è impensabile.”

Spalletti rimarrà o potrebbe esser già in accordo con qualcun altro? “Che sia in accordo con altre società non so. Anche se non dobbiamo esser troppo ipocriti: oggi è evidente un allenatore ha l’opportunità di parlare con altri dirigenti, il mondo del calcio è talmente variegato e ampio che è facilissimo che ci siano contatti, magari non quotidiani, con altri personaggi. Il problema non sono i contatti ma che ci sia la condizione per poter restare in un posto o le condizioni per poter andare in un altro. È tutto lì il gioco. Quindi immagino che la vicenda di Spalletti sia molto legata alla volontà che l’attuale dirigenza della Roma prima o poi dovrà esternare perché quello che manca molto è la conoscenza di cosa questa dirigenza voglia realmente, cosa che ancora non si capisce.”