Bruno Peres: “Abbiamo una grande mentalità vincente e possiamo raggiungere la Juventus”

La seconda parte di stagione vede la Roma ancora in corsa su 3 fronti: il campionato, con i giallorossi attualmente al 2° posto, l’Europa League e la Coppa Italia, che la vedrà protagonista di un doppio derby contro la Lazio .

L’esterno giallorosso Bruno Peres , intervenuto  in esclusiva ai microfoni di Goal , ha lanciato la sfida a Juventus Lazio e rivelato alcuni dettagli inediti sul suo passaggio alla Roma dal Torino la scorsa estate.

“La Juventus è molto forte, ma non così forte come negli ultimi anni. – ha sostenuto il brasiliano – Ma continua a vincere, non è vero? Questo è un problema (ride, ndr). E’ una squadra molto forte e ha sempre una mentalità vincente. Una squadra che fa arrabbiare, come il Corinthians in Brasile. Tutti vogliono battere il Corinthians e provano rabbia nei suoi confronti. La Roma di oggi è una squadra con una grande mentalità vincente. La differenza di punti con la Juventus è ridotta (7 punti) e li possiamo raggiungere”. 

“Certo, è molto difficile, – ha poi ammesso – ma siamo in seconda posizione e in piena lotta per il titolo. Anche quando gioca male, la Juventus riesce a fare risultato. E’ incredibile. Loro hanno dominato negli ultimi anni, ma la Roma farà di tutto per spezzare la loro egemonia. Stiamo facendo molto bene e siamo in grado di raggiungere il 1° posto in classifica”. 

“Se a Roma c’è molta pressione? I nostri tifosi – ha spiegato ancora Bruno Peres – ci chiedono di battere Lazio e Juventus e conquistare lo Scudetto. Questo è tutto ciò che ci chiedono (ride, ndr). La Roma ha vinto l’ultimo Scudetto quasi 20 anni fa, la concorrenza è molto alta, ma anche la nostra fiducia lo è. Dobbiamo battere la Lazio, vincere con la Juventus e fare di tutto per aggiudicarci il titolo. Bisogna conquistare dei titoli in questa stagione, altrimenti la situazione potrebbe diventare difficile (ride, ndr)”. 

Bruno Peres, arrivato alla Roma la scorsa estate, intende dare il suo apporto alla squadra, nella quale si è subito trovato a suo agio. “A Roma mi sento già a casa. – ha detto l’esterno brasiliano – L’adattamento in un grande club è difficile, soprattutto in Europa, ma sono riuscito a giocar bene e il mio rendimento è all’altezza delle mie qualità. Effettivamente mi aspettavo un po’ più di difficoltà, pensavo che ci volesse più tempo per adattarmi. Invece mi sono subito adattato allo stile di gioco della squadra e al club. Ora devo continuare a lavorare sodo e giocare grandi partite”. 

“Prima di arrivare alla Roma – ha rivelato Bruno Peres – mi sono preparato bene, sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico, perché sapevo che c’erano buone possibilità che il Torino mi cedesse. Ero pronto per nuove sfide”.

E l’esterno giallorosso svela dettagli importanti su come è avvenuto il passaggio alla Roma: “La scorsa estate ho ricevuto più proposte concrete. – ha raccontato Bruno Peres – Manchester City Tottenham Atletico Madrid Milan erano interessati a me, ma hanno trovato l’opposizione del presidente del Torino, una persona molto difficile da convincere. Poco dopo è arrivata la Roma, un grande club che aveva mostrato interesse per me nella precedente finestra di calciomercato. Un grande club, strutturato, con una grande storia, dopo posso crescere nella mia carriera senza dover fare un nuovo radicale cambiamento di stile di vita”. 

“L’offerta della Roma – ha precisato il giocatore della Roma – non era la più alta, sono arrivate offerte più importanti. Ma il denaro non è tutto. Sarei potuto andare a giocare in un altro Paese, ma con la possibilità di non giocare, non adattarmi e correre il rischio di essere dimenticato. Ho scelto la Roma e ho preso la decisione più giusta”.  

“La trattativa fra il Torino e la Roma – ha raccontato ancora Bruno Peres – è durata soltanto una settimana. Stavo per addormentarmi il mercoledì quando il mio agente mi ha mandato un messaggio, dicendomi che la Roma stava per chiudere l’operazione. La finestra di calciomercato stava per chiudersi e si è svolto tutto molto in fretta. Quella notte ho dormito normalmente e quando mi sono svegliato ho trovato più di 50 chiamate perse sul cellulare. Mi sono cambiato, ho preso con me 2-3 vestiti e sono corso in aeroporto”. 

“Ho dormito a Torino e mi sono svegliato a Roma. Il presidente Cairo sapeva del mio desiderio di cambiare squadra, giocare la Champions League, crescere e lottare per i titoli… Ci siamo parlati apertamente e sono andato via dal Torino in modo amichevole. Un po’ all’inizio mi ha ostacolato, ma poi mi ha lasciato andare quando ha visto che per me sarebbe stato un bene”.

A favorire l’inserimento di Bruno Peres alla Roma anche la sintonia con il tecnico giallorosso Luciano Spalletti “Spalletti è un grande allenatore – ha affermato Bruno Peres – qui viene chiamato da tutti ‘maestro di calcio’. E’ come un padre all’interno del gruppo, sono cresciuto molto con lui, ha buone conoscenze tattiche. Quando sono arrivato, infatti, la squadra giocava con il 4-3-3. Alcuni giocatori si sono infortunati e così ha dovuto cambiare tattica. Il cambiamento ha funzionato, con il 3-4-3 abbiamo iniziato a vincere, facendo 7 o 8 vittorie consecutive. Con il nuovo sistema tutto è andato bene, in particolare la difesa a 3, che abbiamo soprannominato ‘barriera'”.

“Il calcio italiano è bello, – ha sostenuto Bruno Peres – tecnicamente di livello molto alto. Lo vedo ancora fra i più importanti al mondo, ma tatticamente è ‘molto noioso’, scusate l’espressione. Ma si tratta di una noia positiva, perché ricercano la perfezione. Il giocatore brasiliano di solito è un ‘Nhaca’, pensa che la tattica non serva a nulla, salvo poi, quando comincia a giocare, rendersi conto di quanto sia importante. La tattica è molto noiosa ma giocare in Italia aiuta a diventare un giocatore più completo”.

L’esterno brasiliano ha voluto spendere parole importanti anche per il suo capitano Francesco Totti“E’ un esempio per tutti noi, un trequartista che ha raggiunto quasi tutti gli obiettivi della sua carriera. Un giocatore che, anche all’età di 40 anni, corre ogni giorno. Lo guardo e penso, ‘Devo fare lo stesso o addirittura meglio’. La presenza di Totti è molto importante per il gruppo, lui scherza molto con me ed Emerson. ‘Questi sono i falsi brasiliani – ci dice – ora possono dire di aver giocato con un vero brasiliano. La Roma ha perso soldi investendo su di loro’. Ma è tutto uno scherzo, lui è molto affettuoso con noi”.

Bruno Peres ha infine provato a spiegare come mai Dani Alves ha trovato difficoltà ad inserirsi nella Juventus: “C’è una grande differenza fra il calcio italiano e quello spagnolo. – ha affermato – Le differenze fra Barcellona e Juventus sono grandi. Non è colpa sua, il calcio italiano è più tattico, più rapido, più di corsa. Le sue difficoltà sono normali”.