Totti a L’Intervista: “Spalletti fortissimo, spero possa restare alla Roma. Mi dispiace non giocare ma rispetto le sue scelte”

Queste le dichiarazioni di Francesco Totti a L’Intervista, programma condotto da Maurizio Costanzo.
La puntata inizia con un filmato in cui vediamo la vita di Totti insieme ad Ilary Blasi.

Tu che hai dribblato tanti difensori, con lei hai faticato un po’: “Inizialmente si, poi lei era fidanzata, viveva tra Roma e Milano perché in quel periodo faceva la Letterina e io non avevo l’opportunità di conoscerla a 360°. Però mi ha colpito subito, mi ha colpito con lo sguardo”.

E’ stato colpo di fulmine? “Da parte mia si, da parte sua non penso. Però posso dire veramente che in questo momento, oltre ai miei figli, è la persona più importante che ho vicino. E’ quella che mi dà stabilità, è quella che mi dà serenità”.
Mi racconti la storia della Ferrari? “No, non posso raccontarla (ride ndr). E’ successo che mi si ruppe la macchina il giorno prima dell’appuntamento con lei. Mi si ruppe la macchina, la ML, e la portai dal meccanico. Avevo la Smart ma nel pomeriggio la prese mia madre… L’unica rimasta era la Ferrari. Ma potevo andare al primo appuntamento con Ilary con la Ferrari? Mi sembrava un po’ troppo. Gli mandai un messaggio dicendo “c’è un piccolo problema” e lei rispose: “Non vuoi più vedermi?”. Le ho detto di “no” e ho aggiunto “ho solo la Ferrari, come faccio a venirti a prendere? E’ un problema per te?” e lei mi ha risposto di no. Alla fine avevo solo quella… o andavo a piedi… Nessuno sapeva dei nostri incontri”.
Come è andata? “Bene, siamo andati al cinema, a cena, però l’ho baciata”.
Tu già eri innamorato? “Il primo giorno che l’ho vista mi sono detto: ‘E’ la donna della mia vita’”.
Cosa ti ha fatto innamorare? “Non lo so, vado a sensazione, a pelle. Se punto una cosa cerco di arrivare fino in fondo. Anche perché quando faccio una cosa so perché la faccio”.
E’ l’unica persona a cui tu hai dedicato una maglietta. Quella con scritto “Sei Unica”: “E’ unica in tutto, sinceramente. Non voglio fare lo smielato ma è così”.
Come ti immagini la tua vecchiaia con Ilary? “Diventeremo campioni di burraco sicuro. Andremo a fare i tornei ovunque. Ogni tanto ci giochiamo, spesso…”.
Viene mostrato a Totti un video riguardante la sua carriera calcistica
Il selfie sotto la Curva: “E’ stata una cosa differente, particolare, che nessuno si sarebbe aspettato”.
Una volta mi hai raccontato che tu da piccolo non appena sentivi un vociare di ragazzi che giocavano a pallone, uscivi per andare a giocare: “Dopo pranzo, dalle due alle quattro, c’era lo studio e avevo la scuola di fronte casa. Io studiavo sempre fuori al balcone, abitavamo al primo piano, e non appena sentivo il rumore del pallone dicevo a mamma che avevo fatto, scendevo e ritornavo verso le sette e mezza, otto. Chi c’era c’era giocavo. Era la mia passione, era il destino”.
Un mestiere alternativo a quello del calciatore: “L’ho sempre detto, avrei fatto il benzinaio, perché mi piaceva l’odore della benzina e poi perché, non appena aprivano il portafoglio, vedevo un sacco di soldi”.
C’è un gol indimenticabile? “Anche se è banale dirlo è quello dello Scudetto. E’ un gol che speravo di fare in questi 25 anni di carriera ed è un sogno che sono riuscito a realizzare. Quello è il gol particolare, differente”.
Viene mostrato a Totti un video riguardante la sua famiglia
“Le persone che mi hanno dato tutto, tutto in qualsiasi momento”.
La festa del Papà: “Soprannominato Sceriffo perché ogni cosa che gli chiedi, in qualsiasi ora della giornata, riesce ad averla”.
Mi hai raccontato che tuo padre ti diceva: “Tuo fratello è bravo a giocare a pallone, tu sei una pippa”. “Si ma tuttora (ride ndr). Riccardo è più grande di me, di sei anni. Era bravo a giocare ma svogliato. Mio padre, ogni volta che veniva a vedere le partite, dove magari io facevo tre gol e Riccardo zero, diceva che lui era più forte di me. Ogni volta mi diceva “sei una pippa perché invece di tre gol potevi farne sei”. Lui lo sa che dice una scemenza, però lo fa anche per stimolarmi. Lui ha questo pensiero, questo chiodo fisso. Forse, quando smetterò, mi dirà che era tutta una presa in giro”.
Sei stato un bravo figlio? “Si, perché mi hanno insegnato tanto: educazione, rispetto. A me e Riccardo non hanno mai fatto mancare niente”.
Vai d’accordo con Riccardo? “Si, guai a chi me lo tocca”.
C’è un bel clima nella tua famiglia: “E’ una famiglia unita, una famiglia solida che ha sempre fatto quello che voleva fare”.
Tuo padre viene sempre allo stadio? “Certo, va pure in trasferta, anche quando non gioco”.
Si arrabbia? Grida? “Gli dispiace non vedermi giocare come giocavo cinque-dieci anni fa”.
A lui dispiace quando non ti vede giocare… : “Anche a me dispiace non giocare, dispiace un po’ a tutti”.
Io me la prendo con Spalletti: “Lei si, io rispetto ogni sua scelta”.
Tu devi rispettare ogni scelta che fa, anche quelle sbagliate, però io, siccome ritengo abbia fatto molte scelte sbagliate riguardo Francesco Totti, caro Spalletti o si fa un esame di coscienza o si prende una vacanza. “Lui non ci guarda eh”.
Un ricordo di Porta Metronia: “Quando giravo col motorino. Mio padre tornava dal lavoro verso le quattro e mezza, parcheggiava in garage il motorino e io lo andavo a “rubare” e facevo i giri su Via Appia. Infanzia che difficilmente dimenticherò, purtroppo quei tempi non ritornano”.
Viene mostrato a Totti un video riguardante i figli
Una gran bella famiglia: “Mi volete far piangere”.
Christian già fa il giocatore? “Si, con i pulcini della Roma”.
Ti ho visto entrare in campo con lui: “Si, parecchie volte sia con lui che con Chanel. Isabel è troppo piccola”.
Christian ha 11 anni? “Si, Chanel 10 e Isabel 1 anno”.
Chanel che vuole fare da grande? “Vorrebbe fare tante cose sentendola. Quella che le piace più di tutte è la veterinaria. Lei è fissata con gli animali”.
Christian è orgoglioso di avere un padre cosi: “E’ innamorato pazzamente di me. Mi scruta dalla mattina alla sera, dalla testa ai piedi. Lui è incredibile. Il mio pensiero è lo stesso nei suoi confronti. Ognuno è un amore diverso. Lui è il primo, Chanel già è donna, la vedi come interagisce, come ragiona, Isabel mi ha levato la vita, ha chiuso il cerchio diciamo. Non lo dico perché è mia figlia ma è un amore in tutto”.
Perché dici che ha chiuso il cerchio? “Tra poco penso che potremmo… Tocca fa il maschio perché sennò Christian… Ce lo ha chiesto proprio lui”.
Quando Chanel o Isabel verranno con un fidanzato che padre sarai? “Sono abbastanza geloso però questa è la vita, ci siamo passati noi e ci passeranno loro. La cosa che andrò a guardare sarà il ragazzo, non l’estetica, ma la famiglia che ha dietro, come si comporta con lei…”.
Diventerai un po’ rompipalle: “Sicuramente. Avranno un papà bravo che gli spiegherà tante cose”.
Racconti le favole a loro? “No, più Ilary”.
Come vi dividete i compiti? “Ognuno ha uno sport diverso. Finita la scuola Christian va a calcio, Chanel a danza. Io porto Christian a calcio, Ilary a danza, poi quando ritornano fanno i compiti. In italiano e matematica ci penso io, per l’inglese ci pensa Ilary perché loro vanno alla scuola americana”.
Isabel con chi rimane? “Con la tata. Ogni tanto però Ilary se la porta dietro”.
Hai parlato di Ilary mamma con grande dolcezza: “Lei ha sempre voluto tanti bambini. Quando ha avuto Christian non eravamo però pronti per fare i genitori a tutto tondo diciamo. Col passare del tempo siamo riusciti a capire le vie giuste, a trovare il percorso giusto”.
Andate d’accordo? “Litighiamo solamente, quelle poche volte, per loro. Quando dice “li hai fatti studiare?”. Poi ogni tanto le dico qualche bugia, perché io mi dimentico”.
Bugie di che tipo? “Tipo ‘glieli hai fatti fare i compiti?’ e io dico ‘si’ ma non glieli ho fatti fare perché andiamo a giocare alla Playstation, oppure gli faccio fare un’altra cosa. Poi viene a sapere che non li ha fatti e te la immagini…”.
Se Chanel o Isabel un giorno dovessero fidanzarsi con un calciatore o con un tifoso della Lazio cosa farai? “Il problema è loro, mica è mio. L’importante è che siano bravi ragazzi, il resto passa in secondo piano”.
Christian è molto romanista? “E’ malato”.
Va col nonno a vedere le partite? “Anche con la mamma o con lo zio. Giusto quando ci sono le partite serali un po’ meno, perché la mattina si deve alzare presto. Lui è tifosissimo, poi quando non gioco si innervosisce ancora di più”.
Sei entrato per cinque minuti. Lo vogliamo dire? “Si vede che servivo per cinque minuti per quella partita”.
Essendo romanista da una vita, io dico quello che penso e penso che far entrare Totti negli ultimi cinque minuti è una stronzata. Questa parola è dedicata a Spalletti. “Ma non perché è Totti, non perché è Spalletti, ma in cinque minuti un giocatore non ti può risolvere la partite”.
Cinque minuti è come un contentino dato a te. Spallé non si danno i contentini a Totti. Lui non vede la televisione perché non la capisce o perché non ce l’ha? “No, no ce l’ha però forse non guarderà il programma. Lo verrà a sapere sicuramente”.
Lo verrà a sapere si, si incazzerà con me ma io gliene dirò altre. “L’importante è che non pensa che sia stato io a dire a lei di dire così”.
Spalletti ti garantisco che le penso da tifoso ovviamente. Se vedo che fa entrare Totti negli ultimi cinque minuti, penso che voglia dargli un contentino. E Totti non è un calciatore da contentino. Il contentino se lo prenda lei e si faccia una passeggiata. Io mi incazzo con Spalletti e non era cosi. Pensa che lui una volta, tanti anni fa, mi chiamò per ringraziarmi perché avevo detto due-tre cose positive. Parecchi anni fa mi occupavo con altri di un giornale che si chiamava Il Romanista. Adesso non mi piace, è anche una questione di insensibilità pensando cosa è la Curva, cosa sono i tifosi e cosa è Totti per i tifosi. Io penso che comunque tu continuerai ad occuparti di calcio e della Roma. “Dovrei”.
Viene mostrato a Totti un video riguardante i rapporti con la Roma
Hai mai pensato di mollare tutto? “Il calcio? No. Mai. C’è stato un momento in cui ho pensato di andare via da Roma direzione Madrid. Ci è mancato poco”.
Non potevi andare in un’altra squadra? “In Italia non sarei mai andato per rispetto della gente e dei tifosi”.
Mi sono intenerito quando ti ho visto in tribuna e ti sei commosso. L’ho considerata una grande ingiustizia. Secondo me lo sport ha dei campioni, come la storia ha degli eroi. Allora io vorrei insegnare a tutti il rispetto per i campioni. Totti che ha fatto sognare generazioni di calciatori merita rispetto e attenzione più di un fuoco di paglia, più di uno che ha un momento d’oro ecc. La mia polemica è nella disattenzione nei confronti di chi ha fatto sognare, gioire generazioni e ha dato alla Roma una bandiera. Come dice Berlusconi “le bandiere non si toccano”. La mia personale polemica è per chi non si rende conto che mandare Totti in tribuna vuol dire provocare una inutile, ingiustificata umiliazione che mi porta a delle reazioni furibonde che non dico. La penso cosi, penso esattamente questo. Quando Ilary sulla Gazzetta dello Sport ha definito Spalletti “Piccolo Uomo”, a parte che ha fatto una cosa bella nello schierarsi accanto a te, tu lo sapevi? “No. Me lo ha detto la sera prima che uscisse l’intervista diciamo. Lei la fece dieci giorni prima. Rideva, rideva, rideva a cena. Mi guardava e rideva. E mi ha detto “domani vedrai, domani esce un’intervista”. Le ho detto “che intervista?”. Lei ha risposto: “Si, mi hanno chiesto un po’ di cose e alla fine mi hanno fatto una domanda su Spalletti e ho detto che è un uomo piccolo”. Le ho detto: “Ma sei matta?”. Pensavo scherzasse, invece poi…”.
E’ vero che Spalletti ha detto ‘se Totti non rinnova io me ne vado?’ “Cosi ha sempre detto, non so il motivo sinceramente”.
Perché dice che se ne va se Totti non rinnova e poi non ti fa giocare? “Bravo, questa gli dico. Gli domanderei ‘se firmo e poi non gioco che firmo a fa’?’ E’ così per scherzare. Lui è un allenatore fortissimo, spero che la Roma lo possa tenere perchè è l’allenatore del futuro e che può far vincere la Roma e serve a questa città perchè conosce bene l’ambiente e tante cose”.
Se conoscesse bene l’ambiente non si comporterebbe cosi con te: “Io ormai sto a fine carriera, lui deve pensare al futuro. Spero che possa rimanere veramente”.
Mi sto facendo un amico oggi: “Non ti chiama più mi sa”.
Ti piacerebbe allenare la Roma? “No, perché non farò mai l’allenatore”.
Perché? “Perché non mi piace, sarei uno contro trenta e i giocatori sono una massa di paraculi. E quando si schierano tutti insieme…”.
Allora giustifichi Spalletti? “No, ha fatto una scelta di vita, di fare l’allenatore”.
Non è bello vedere che il tuo modulo di gioco viene trasferito ad altri? “Ma tanto i moduli di gioco sono quelli, non posso fare cose nuove”.
Escludi di averci mai pensato? “Ci ho pensato, poi caratterialmente non mi sento cosi sicuro di provare questa esperienza”.
Ti piace ancora molto giocare? “Io mi diverto, fin quando non mi passa la voglia di divertirmi… Mi piace ancora, vado al campo e mi diverto. Mi diverto tutti i giorni. Solo il pensiero di spogliarmi nello spogliatoio con tutti i giocatori, poi vai in campo, corri, giochi, partitelle, quella è la mia vita. Ancora mi diverto. Se vado al campo scoglionato, che non mi va più di correre, allora sono il primo ad alzare il braccio. Ancora mi diverto anche non giocando. Vediamo a fine anno che cosa succederà”.
Che vuol dire fine anno? “A fine anno mi scade il contratto. Scade il contratto da giocatore e dovrei smettere”.
Quando scade? “A giugno”.
Ah però…: “Vuole fare un appello pure a Pallotta? Tanto lo so quello che farò”.
Spalletti è una cosa e Pallotta è un’altra. Pallotta è uno attento, che ha fatto affari e non credo che perderà Totti cosi facilmente. Se posso dargli un consiglio perda Spalletti piuttosto che Totti. Perché io, conoscendoti da anni, ho sinceramente pensato a quanto soffrissi e quanto ti facesse girare le scatole il fatto “sei Totti levate n’attimo”. Io ho pensato tutto questo, mi sono immedesimato, mi sono incazzato come avrai notato. “E’ giusto, il tifoso la pensa cosi”.
(Viene mostrato a Totti un video riguardante il suo rapporto con lo spettacolo)
Ne abbiamo fatte un po’ di puntate (in riferimento al Maurizio Costanzo Show dove Totti è stato ospite varie volte ndr): “Infatti pensavo che sono passati gli anni. Tutti ricordi belli”.
Molto carina la tua partecipazione a Sanremo. “E’ stata una giornata particolare, perchè scendere le scalinate non è semplice”.
Ti diverti a fare la televisione? “Più emozione che divertimento, anche se in alcune cose mi diverto”.
Mi hanno detto che non usi copioni: “Sono istintivo”.
Improvvisi sempre? “Si, perché è una cosa che ho sempre avuto”.
Quante volte a te e Ilary hanno chiesto di fare un programma? “Tante, soprattutto adesso che sto per smettere di giocare ancora di più”.
E te che dici? “Ci penserò, perché dipenderà anche da mia moglie. Per lei è il pane quotidiano, è il lavoro suo. Per me è un altro tipo di lavoro e un conto è che lo fai così ogni tanto, un conto è per divertimento. Non so se, facendolo giornalmente, mi piacerà”.
(Viene mostrato a Totti un video riguardante i suoi allenatori)

Carletto Mazzone ha compiuto 80 anni. Tu lo hai definito sempre un secondo padre: “Io esordii in Serie A con Boskov. Poi l’anno successivo venne Mazzone e lì ho avuto la fortuna di conoscere una gran bella persona, un uomo vero sinceramente. In quel periodo per me era come un padre. Sul lato calcistico era il top del top in quel momento, perché quando hai quella età è molto facile perdersi, invece lui mi ha gestito da persona vera, mi ha dato tutto e io in quel contesto ho cercato di dargli tutto”.
Capello mi chiamò l’anno dello scudetto per chiedermi se ero contento della vittoria. “Lui è il numero uno degli allenatori a fare una squadra competitiva per vincere. E’ fortissimo”.
Pallotta potrebbe pensare anche a Capello no? Se lei vuole Pallotta incontriamoci, ne parliamo. 
(Viene mostrato a Totti un video riguardante i colleghi)
Chi ti piace di più? “Maradona è il calcio. E’ su un altro pianeta. Poi Messi e Ronaldo sono due extraterrestri. Sono due giocatori dieci gradini sopra tutti. Baggio ha fatto la storia del calcio italiano, grande persona sia in campo che fuori. Alex ha fatto la storia della Juve, ha vinto tutto quello che c’era da vincere, abbiamo condiviso un Mondiale insieme, è un amico”.
Anche Cassano…: “Con Cassano ho avuto la fortuna di giocarci insieme. Lui è matto di testa ma con i piedi… E’ il giocatore con cui mi sono trovato meglio nella Roma”.
Lui che fa adesso? “Lui adesso sta cercando squadra, è libero. E’ un peccato perché per me ha fatto il 50% di quel che poteva fare. Se fosse rimasto a Roma non dico che avrebbe fatto la stessa mia carriera ma quasi. Invece ha preferito ascoltare altre voci…”.
Tra Baggio, Del Piero, Ronaldo, Cristiano Ronaldo, Maradona, lo stesso Cassano. Cosa ruberesti? “Penso la velocità con la palla al piede di Messi e Ronaldo. Le cose che fanno loro neanche sulla Playstation riesci a farle”.
Quale è il tuo più grande rimpianto? “Di non aver giocato con Ronaldo il Fenomeno”.
Umanamente? “Di non aver vinto la Champions League con la Roma”.
Quello può sempre succedere: “Non è facile, perché uno non ci sto con i tempi, che sono ristretti, poi non siamo all’altezza di Barcellona, Real Madrid e Bayern Monaco”.
Andresti in Cina a giocare? C’è qualche trattativa? “Non sto sentendo, però qualcosa si muove”.
Quindi la Cina è vicina? “Non è vicina, mica tanto, anche perché dovrei spostare tutti”.
A Spallé pensa se Totti va i Cina. Ti fai gli occhi a mandorla poi. “Mi porto pure lui”.
Se la Juventus dovessero offrire un ruolo a Christian, gli diresti di accettare? “Si anche perché non deve fare quello che ho fatto io. Se lui ha voglia e intenzione di cambiare squadra e non rimanere nella stessa città…”.
Ilary avrà visto l’intervista? “Sicuro”.
Cosa avrà pensato? “Sicuramente nei suoi confronti avrà acquistato 1000 punti, per quello che lei ha detto oggi. In generale…”.
Vorrei capire una cosa: tra un anno Francesco Totti dove lo vediamo? “Le possibilità sono tre: o sui campi di calcio…”.
Quali? “Gli attuali. Non dietro la scrivania perché non mi ci vedo proprio. O dirigente della Roma col punto interrogativo, perché non so cosa fare. O lasciare il calcio e fare un’altra cosa, che potrebbe essere un’ipotesi”.
Hai in mente qualcosa? “Qualcosa ho in mente. In questi ultimi mesi sto riflettendo tantissimo su ciò che ho intenzione di fare. Ho preso quasi una decisione ma aspetto maggio-giugno…”.
Non la dici? “No, non la dico”.
Molti campioni del calcio hanno preso agenzie di assicurazioni: “No, al massimo posso andare a fare il procuratore guarda. Vado a cercare talenti in giro per il mondo. Ci dovrei capire di calcio, poco ma ci capisco. Se sono un po’ fortunato”.
In questo giro cerca pure qualche allenatore tanto per dirne una…: “Bravi, bravi”.
Bravi bravi si: “Ci stanno”.
Se cerchi giocatori puoi cercare anche un allenatore: “Anche”.
Io ti ringrazio molto, noi abbiamo fatto insieme dei libri sulle barzellette e la cosa bella è che il qui presente Totti, i libri sulle barzellette hanno venduto l’ira di Dio, i suoi proventi da autore li ha devoluti tutti in beneficienza. Questo doveva dirlo, altrimenti uno fa finta di niente”. “Io preferisco non dirlo”.
Quando ci siamo incontrati la prima volta per parlare di questo libro sulle barzellette che riguardavano lui, e sono stati fatti quattro volumetti, mi disse sul finire di questo pranzo: “Ao però non ce mette de mezzo Ilary”. Era un gesto molto carino, infatti Ilary non c’era. Grazie. “Grazie a lei”.