Spalletti: “Martedì gara decisiva. Contro l’Empoli vittoria importante”

Spalletti: “Martedì gara decisiva. Contro l’Empoli vittoria importante”

Al termine della partita contro l’Empoli Luciano Spalletti ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Sky.
 E’ soddisfatto della prova della squadra?
“Si, perché se non avessimo vinto questa partita sarebbe stato più difficile preparare quella di martedì; perché vai nello spogliatoio, devi parlare di quelli che sono stati gli errori di oggi, non perché l’Empoli sia inferiore alla Roma dal punto di vista del gioco ma come sostanza, come qualità dei giocatori lo è. Come gioco nel primo tempo l’Empoli ha fatto meglio di noi, nella ripresa siamo stati più corti, più collegati tra i reparti, Totti e Grenier hanno dato una mano, abbiamo palleggiato di più, siamo entrati di più con i terzi, con i braccetti a stanare il centrocampista della squadra avversaria, a portare fuori, a far creare il buco al centrocampista della squadra avversaria. Abbiamo vinto meritatamente nonostante il primo tempo sotto livello”.
Cosa è scattato in Dzeko?
“Bisogna cominciare a credere nelle proprie potenzialità, bisogna che la squadra faccia un gioco migliore, rispetto a quello che faceva, per dargli la possibilità di mettere le qualità e la sua convinzione a disposizione del numero dei gol. La crescita è stata in generale di tutta la squadra e lui è stato bravo a rendersi conto che le sue potenzialità erano importanti per un campionato come il nostro. Penso che l’impegno sia stato soprattutto il suo, a parte qualche battuta dell’allenatore e di chi gli sta intorno, perché è anche quello il nostro lavoro, cercare di trovare l’accesso per mettergli un pò di pepe addosso”.
Il ruolo di Nainggolan:
“Se oggi Radja avesse giocato più avanti di 10 metri, loro non avrebbero palleggiato così nel primo tempo. Perché lui ti fa sempre queste due battute di attacco all’avversario che diventano un vantaggio per tutta la squadra. Ti salta addosso forte e ti fa giocare più sporco. Quando si pressa meno ci abbassiamo di più e siamo costretti a subire come è successo oggi quando gli altri ci palleggiavano. Entravano con i centrali nella linea difensiva, li andavamo ad attaccare col centrocampista e loro liberavano il trequartista, poi scarico e palla dietro la linea della difesa. Loro con questo rombo miravano sempre a liberare il trequartista, liberare El Kaddouri con la sponda della punta, che andava anticipata un po’ di più, o giocando da dietro. Se gli andavi a marcare il trequartista cercavano i giocatori al di là della linea difensiva. Nainggolan è quello che ti dà una mano, ha quella qualità di essere un pò selvaggio e fa cominciare peggio l’azione agli avversari e dà ugualmente il risultato quando tu hai la palla. Quando lo abbassi riesce davanti alla difesa a pulire ugualmente delle situazioni importanti, però se la squadra avversaria le imbastisce bene a volte si fa attrarre in dei tranelli, perché quando attacca la mette sulla forza, sul suo repertorio, sulla corsa”.
Perché condizionare il proprio futuro ad un risultato? C’è così bisogno di vincere per rimanere a Roma?
“Ma che discorso è? Che sapete cosa ho detto io alla mia squadra la prima volta che sono entrato nello spogliatoio? Cosa sai del nostro rapporto, quello che si è modificato, quello che ci siamo detti? Poi c’è da motivare, da tirare le conclusioni. Che si fa ora? Si fa un bilancio e si parla del prossimo anno, del contratto per stare comodi? Questo è il modo di ragionare che poi creerebbe disturbo alla squadra. Ho detto a loro che sono forti e che devono ambire a vincere. Prima erano bugiardi la squadra e la posizione che avevamo quando sono arrivato, poi abbiamo fatto dei risultati e ho detto “vedete che possiamo stare al tavolo delle squadre forti”, poi siamo stati al tavolo delle squadre forti per più partite, per cui noi si può vincere e si deve ambire a vincere. Ora ho la partita fondamentale di questa stagione, quella di martedì e cerco sempre di essere coerente. La mia è coerenza, la vostra è l’interpretazione per voler mettere i bastoni tra le ruote a quello che deve essere l’importanza del risultato”.
Era solo una domanda:
“Ho sentito anche te prima quando parlavi di questa qui, tutti gli date le disquisizioni che volete (rivolgendosi a Paolo Assogna di Sky ndr). La mia è solo coerenza per come ho parlato sempre alla squadra. Ci sono dei passaggi. Bisogna andare negli spogliatoi e dirgli delle cose. Non è parlare fra di voi, quando parlate fra di voi ritorna sempre tutto. La verità è che io gli ho detto che devono vincere e se non vinco devo essere il primo a prendermi delle responsabilità e dire che se li ho allenati sotto livello è giusto che faccia posto a qualcuno che può sfruttare al meglio le loro capacità, perché loro hanno capacità per vincere e rimango di questo avviso qui”.
Noi possiamo solo creare di capire…:
“Ma non si può dire quello che bisogna fare… Non si può andare a pensare di costruire l’anno prossimo… No! In questo momento c’è da pensare alla partita di martedì come una partita fondamentale per noi per quello che ci siamo sempre detti e bisogna caricarla per quello che è il mio modo di fare e il mio modo di allenare, per quella che è una somma di cose che ci siamo detti che fa venire fuori una conseguenza logica, normalissima. Per cui è cosi. Se voi aveste parlato come me sarebbe stato allo stesso modo”.