Spalletti: “Vinta una partita in un momento particolare. Squadra perfetta”

Al termine della vittoria contro il Bologna ha parlato Luciano Spalletti ai microfoni di Mediaset Premium.

Vittoria importante arrivata dopo una settimana pesante: “E’ vero ed è per questo che vanno fatti i complimenti stasera ai nostri professionisti, perché si sono comportati da professionisti. Hanno assorbito bene questo contraccolpo, si sono allenati come gli avevamo chiesto, col ghigno, nella maniera corretta e sono venuti a giocare una partita in un momento particolare per i risultati e per il clima, perché eravamo abituati a giocare sempre di notte, con la temperatura che oggi ti spezzava in due le gambe. Sono stati perfetti”.
Si vive partita per partita sempre con l’idea di andare a prendere la Juventus? “Noi dobbiamo fare il meglio possibile. Abbiamo un trittico molto difficile, abbiamo delle partite che sulla carta possono sembrare abbordabili, mentre ne abbiamo altre in cui ci sarà da lottare. Però bisogna sempre mettere la nostra qualità, la nostra forza ed abituarsi ad avere un rendimento costante”.
La personalità della squadra in campo: “Sono d’accordo. Abbiamo scelto due esterni che avevano più forza nella fase difensiva per non prendere le ripartenze dai loro esterni offensivi. Verdi ha qualità, Di Francesco ha frequenza e ribalta benissimo l’azione, Destro, per quello che è stato il suo passato, era stimolato a mille, bastava guardarlo appena siamo entrati in campo. Per cui era questo il rischio: gestire bene e fare fase difensiva fatta bene nell’equilibrio di squadra. Nel tentativo di attaccare dovevamo avere un equilibrio senza farci mai trovare in difficoltà. Eccetto un paio di palloni, che ci hanno messo dritto per dritto a scavalcare, siamo stati perfetti. Soprattutto Rudiger e Jesus in queste due posizioni hanno fatto una grande partita”..
Nonostante la stagione lei sembra a volte malinconico: “Abbiamo fatto ridere per ora, perché mancano ancora sette partite che possono determinare la classifica e darti tutto. Se riusciamo a fare bene queste sette partite, l’annata prende un sapore, anche con quelle sconfitte dolorose. Poi a vederle in televisione hanno un peso, a portarle sulle spalle, da allenatore, ne hanno un altro. Soprattutto questa in settimana, per quello che è il mio modo di fare e vedere le cose. E’ chiaro che, se si vuol trovare il lato positivo, ce ne sono moltissimi, però vanno fatte bene queste sette partite poi si tireranno le somme. Per me la cosa più importante è vedere quanti punti ha fatto la squadra, da quando ho cominciato a lavorare qui, nei confronti di Juventus, Inter, Napoli e Milan che hanno fatto grandi campionati. Ci sta di perdere la partita, anche se perdendo quelle determinanti qualcosa da rivedere c’è nel modo di lavorare, nella personalità, nel saper scegliere il momento di dare il massimo e far vedere il carattere che dice “questa la porto a casa e basta, perché deve essere cosi” e noi dobbiamo fare sotto questo aspetto dei miglioramenti”.
Nella conferenza stampa di ieri ha parlato del suo tentativo di alzare la tensione in vista del derby. Può spiegare perché? “Penso di conoscere meglio di lei i miei calciatori e hanno bisogno di essere stimolati. Hanno giocato tante partite, tante difficili tutte insieme e non c’è da abbassare niente, c’è da continuare a credere di non essere stanchi, c’è da continuare a credere che si possa vincere nonostante gli avversari senza stare ad elencare quali siano i punti forti e i punti deboli, c’è da mantenere sempre la testa forte e lucida sul pezzo e in una stagione come questa non è facile e, dal mio punto di vista, andava calibrata di più”.