De Rossi: “Il rinnovo era già nell’aria. La Roma è la nostra famiglia”

De Rossi: “Il rinnovo era già nell’aria. La Roma è la nostra famiglia”

Queste le dichiarazioni di Daniele De Rossi in diretta Facebook all’interno del canale ufficiale dell’AS Roma.

Cosa ci fai qua? “Diciamo che i giornali e i siti ci hanno un po’ anticipato in questi giorni. Hanno rovinato un po’ la sorpresa, lo sapevano un po’ tutti però siamo qui, vestiti così, perché dovevamo rinnovare questo contratto che era già nell’aria, ne avevamo già parlato per parecchio tempo anche nell’ultimo mese, oggi era il giorno migliore anche perché poi partiamo tutti qui, chi da una parte chi dall’altra”.

Hai smesso di piangere? “Ho tentato fortemente di non farlo lì allo stadio, è stata una giornata incredibile al di là di quello che abbiamo vissuto noi romanisti. Ho vissuto testimonianze di persone che lo sono in maniera relativa, mia moglie non è romanista, viene a vedere me, viene a portare i bambini per fargli fare il giro di campo e mi ha detto: a me che non frega niente del calcio, sono rimasta veramente con gli occhi lucidi. Era una situazione toccante, figuriamoci per tutti gli altri che vivono questa squadra, e Francesco in particolare, come qualcosa di famiglia, come un personaggio della propria famiglia, la Roma è la nostra famiglia e per me è un discorso ancora diverso, ancora più particolare visto che ho fatto questo lavoro da sempre nello stesso posto e da sempre con almeno 4-5 persone. Una di queste persone era lui, l’altra era un magazziniere, l’altra è Vito, i camerieri… Insomma me ne viene levata una, non all’improvviso perché ci può stare a 41 anni, uno se lo può anche aspettare però da domani verrò a fare l’allenamento a Trigoria e lui non sarà sulla panchetta. Un po’ mi fa effetto”.
Ora sei il capo della famiglia: “Il ruolo mio cambia pochissimo, negli ultimi anni ero uno dei giocatori più vecchi, dopo Francesco forse il più vecchio. Questa famiglia ho sempre cercato di portarmela sulle spalle condividendone il peso con lui, anche con altri giocatori naturalmente, però insomma non avrò compiti specifici o particolari o più importanti e difficili da svolgere l’anno prossimo. Penso che sia una cosa molto simile a quella che ho fatto quest’anno, con questa mancanza però che farà male a tutti quanti. Poi lì sarà la risposta del pubblico che sarà più importante: trasformare quelle lacrime in voglia di aiutarla questa squadra, di stargli ancora più vicino perché come manca a loro manca a noi il nostro capitano. Dovranno essere ancora più legati, dovrebbero essere sempre quelli di domenica. Poi è normale, erano così tanti e cosi appassionati a quello che succedeva perché era un giorno particolare. Domenica è stato bello.“
Che emozione è stata segnare in quella partita lì? “E’ stata un’emozione bella che è durata poco, già mi immaginavo il mio 2-1 decisivo dopo Roma-Porto che ho tirato fuori la Roma dalla Champions, riportarla in Champions sarebbe stato piacevole proprio come immagine. E invece dopo pochi minuti è arrivata la doccia gelata, però se vogliamo andare a vedere l’epilogo e come si è svolta la partita è stato ancora più emozionante con quel gol all’ultimo. Grande giornata“.
Qual è il tuo gol preferito tra quelli che hai segnato? “Non lo so, non ne ho segnati tantissimi, diciamo quello che si vede sempre quando fanno le clip su di me, quello fatto a Siena nel periodo delle undici vittorie, del primo Spalletti, in un momento delicato, una partita delicata, stavamo soffrendo, ho fatto questo bel gol da lontano, poi la corsa sotto il settore che era strapieno, sono quasi caduto su uno stendardo in onore di De Falchi. Quindi c’erano tanti piccoli significati che non l’ho fatto neanche apposta non lo avevo visto lo stendardo. Quelle foto lì mi ricordano un periodo bellissimo della mia vita“.
 
Tra quelli di quest’anno? “Ne ho fatti due su rigori, uno quasi sbagliato, uno a porta vuota… quello di domenica forse è stato quello più distante, erano 12 metri invece che 11”.
A quanti tatuaggi sei arrivato? “Tanti tatuaggi, qualcuno in famiglia dice troppi. Qualcuno della mia stessa età. Ho fatto una promessa che non tatuerò mai mani e collo così posso venire a firmare i contratti e sembrare una persona seria. Quello di San Pietro dove c’è anche Castel Sant’Angelo è molto bello. Sono molto legato a questo tatuaggio, perché è la zona dove vivo. Sono affezionato”.
Dove andrai in vacanza? “E’ un po’ legata a quella di prima, dovrei andare in Giappone che è uno dei posti che amo di più pur non avendolo mai visitato e mai vissuto. Negli ultimi giorno ho scoperto che non sono ben visti i tatuaggi lì, praticamente chi è tatuato fa parte di un determinato ambiente e non viene molto apprezzato il tatuato anche se turista che gira magari per le spiagge o per le strade in maglietta a maniche corte. Dobbiamo capire se sono ben accetto”.
Il rinnovo: “Abbiamo messo la firma oggi, perché erano un po’ di giorni che la cosa era praticamente fatta. Ho chiesto di non parlarne domenica perché era la giornata dedicata ad un’altra persona, ad un altro giocatore, ad un’altra storia che finiva in quel momento ma che forse non finirà mai. ci tenevo fosse una cosa successiva o molto precedente però l’accordo c’era già nell’aria e oggi abbiamo messo la firma, perché loro dovevano partire, io devo andare in Nazionale”.
Il rinnovo tuo e quello di Kevin arrivati dopo la botta di domenica aiutano: “Se la leggiamo cosi si, anche se sapete che è una cosa diversa. La base da cui ricominciare è abbastanza stabile e abbastanza forte, Kevin è sempre più vicino al romanismo da quando è arrivato. E’ un olandese un po’ atipico, molto caldo, molto appassionato di questa realtà che sta vivendo e io vivo questa professione con grande passione e penso di essere un degno sostituto, non a livello tecnico e qualitativo ma come sentimento, di Francesco”.
Bilancio su questa stagione. E’ stata una delle tue migliori. “Sì, è stata una delle migliori, tra le prime 3-4 che ho fatto. Casualità vuole che queste stagioni positive io le abbia fatte sotto la guida di Spalletti. Io una parola per lui la devo spendere perché non è un caso che da quando è tornato io ho ricominciato a macinare, come si dice in gergo, quindi lo devo ringraziare. Con lui mi sono sempre trovato benissimo. Questa per me acquisisce ancora più valore perché l’ultima era stata interrotta sempre da infortuni, sempre nello stesso punto. Sai quando ti fai male in diversi punti è un conto, quando ti fai male sempre allo stesso polpaccio… Sono contento, sono contento dello staff sanitario che mi ha aiutato a superarlo. Damiano Stefanin, il nostro fisioterapista, mi ha dato una mano gigantesca e giocare a certi livelli a 34 anni è più importante di giocarci quando hai uno strapotere fisico, anche a 25, 26, 27 anni”.

Serie tv preferite? “Sono malato, alcuni dei miei tatuaggi dovevano essere in onore di queste serie tv. Io volevo fare un tatuaggio uno con 5-6 personaggi delle serie tv che mi hanno fatto piangere. Possiamo dire Breaking Bad, Sons of Anarchy, Boardwalk Empire, tante serie tv straniere, americane come Peaky Blinders che mi hanno tenuto proprio incollato alla tv e è questo il mio passatempo più grande, aspetto che si addormentano i bambini, purtroppo ogni tanto si addormenta anche mia moglie e devo poi rivederla”.

Di serie che sono in onda adesso? “Fargo ho visto, le prime puntate che sono uscite di Fargo e basta perché sono un animale, guardo 20 episodi di fila, le finisco e rimango un po’ così. Ora stiamo su Fargo e su 1993 che è un prodotto italiano ma di ottimo livello“.

Un tifoso scrive: spero resterai per altri 100 anni perché un altro addio non lo reggo. “Era anche un mio pensiero, il fatto che lasciasse Francesco per quasi tutti i tifosi della Roma sarebbe stata una mazzata perdere anche l’altro simbolo che hanno loro per quanto riguarda il romanismo. C’è anche Alessandro ma lui avrà tanti anni ancora per dimostrare quanto vuole bene alla Roma. Forse perderne due insieme forse sarebbe stato davvero immeritato per questi nostri tifosi”.

Il tuo piatto preferito? “Io ne ho tanti purtroppo, essendo romano la carbonara rimane sempre fra i nostri piatti preferiti che non possiamo mai permetterci noi giocatori. Poi sono uno che va sulla cucina romana: coratella, lingua, coda… sono appassionato anche di quello. E poi sono un mangiatore di gelato, il lunedì sera visto che la partita è distante mi faccio una bella vaschetta di gelato”.