Di Francesco: “Quella contro il Napoli è una partita che può regalarci convinzioni. Non ci saranno Schick e Strootman”

Di Francesco: “Quella contro il Napoli è una partita che può regalarci convinzioni. Non ci saranno Schick e Strootman”

Queste le dichiarazioni di Eusebio Di Francesco in conferenza stampa.
Dalla sfida di domani uscirà l’anti Juventus?
“E’ una partita molto importante, al di là del risultato finale. E’ una sfida che può determinare o perlomeno dare l’input a una delle due squadre circa il fatto di essere più convinta sul percorso in campionato”.
Sarri vs Di Francesco, questa volta alla guida di due grandi club:
“E’ normale che quando si sfidano due allenatori e si alza la qualità dei propri giocatori, si può vedere un po’ meglio il lavoro di entrambi. Sicuramente Maurizio Sarri sta facendo un lavoro eccellente che non mi meraviglia perché l’ho visto lavorare e so quello che vuole dalle proprie squadre. E devo dire che in questi anni ha avuto una crescita esponenziale perché è partito dal 4-4-2 classico, al 4-3-1-2, adesso questo 4-3-3 con una squadra che ha degli interpreti veramente bravi. Lui è cresciuto tanto al di là di queste sfide e di questi numeri che a me interessano relativamente”.
Dzeko e Mertens:
“Partiamo da due profili totalmente differenti. Mertens è diventato centravanti per esigenza volendo, per la qualità e la bravura dell’allenatore che poi lo ha fatto crescere e maturare in quel ruolo. Però devo dire che Mertens centravanti penso che non ci abbia mai giocato in passato prima di arrivare al Napoli. E’ un centravanti atipico che non ti dà mai punti di riferimento, che ha grande qualità nell’uno contro uno e interpreta al meglio quello che è il ruolo del centravanti meno da area di rigore ma più di movimento. Mentre Edin ha una grande presenza dentro l’area, ma è molto bravo a muoversi anche tra le linee, perché nonostante la sua grande altezza ha grande tecnica e mobilità. Potrebbero anche giocare insieme e mi auguro che in questo caso a prevalere sia quello più alto”.
La condizione di Strootman e Schick:
“Nessuno dei due sarà convocato. Valuteremo Strootman in settimana per la partita con il Chelsea in Champions, potrebbe essere recuperato, mentre per Schick non bisogna avere fretta. Basta domande su Schick, sappiamo che è un giocatore importante, però questo ha dato anche grande pressione al ragazzo che a volte si è voluto allenare, ha voluto giocare nonostante non fosse al meglio delle condizione. Ha voluto forzare il suo rientro, anche personalmente, e su questo non possiamo sbagliare. E siccome io sono il primo responsabile lo metterò in campo, lo convocherò quando sarà all’altezza di poter disputare almeno uno spezzone di gara. Non per far felici gli altri, chiaro? Lo faccio prima di tutto per il suo bene”.
Chi ha più di guadagnare o da perdere domani in caso di sconfitta?
“Perdendo non si guadagna tanto… Sicuramente chi perde sarà minimamente penalizzato anche psicologicamente. Credo che certe partite siano importanti, però ne mancano tante alla fine di questo campionato. Il risultato è importante però ritengo che la prestazione sia fondamentale. Domani la squadra che farà al meglio la fase difensiva di squadra riuscirà ad ottenere un risultato importante. E noi dobbiamo fare questo meglio del Napoli. Fase difensiva di squadra, non solo dei quattro. E questo credo sia fondamentale, perché deve essere il pregio di una squadra che vuole ambire a qualcosa di importante”.
La gestione di El Shaarawy in Nazionale:
“Ci sono state delle valutazioni sbagliate: è stato fermo nella prima partita mentre nella seconda no. Abbiamo anche un ottimo rapporto con la Nazionale da questo punto di vista, mi auguro solo che non accada più, nel senso di vedere maggiore attenzione e attenzione per quelle che sono le dinamiche degli infortunati. Anche i calciatori devono avere maggiore attenzione. E’ un peccato vederlo arrivare qui infortunato. Può succedere, mi auguro solo che non accada più. E’ inutile ora polemizzare. Cercheremo di recuperarlo il prima possibile, tutto il resto non conta. E’ ovvio che dalla prossima pretendo da tutti maggiore attenzione”.

Palrando di gioco, Perotti ha detto che la Roma è superiore alla Juventus. Lei è d’accordo?
“Sulla parte estetica non ho dubbi perché ha dimostrato di sviluppare una manovra corale che Sacchi definisce come quella di un’orchestra, come se fosse una sinfonia. E’ vero però che questo non è sinonimo per forza di risultati. Alla lunga il bel gioco può pagare ma la Juventus è una squadra che ha una mentalità prima di tutto vincente che a volte può fare la differenza. Il Napoli è una delle favorite di questo campionato ma la Juventus è la squadra da battere”.
Allegri ha detto che vince lo scudetto chi ha la miglior difesa. Lei è d’accordo? Nainggolan in pressione su Jorginho durante la partita?
“Alla prima domanda ho risposto prima dicendo che domani vincerà chi farà meglio la fase difensiva. La miglior difesa non nasce solo dai quattro difensori, ricordatevelo, perché altrimenti facciamo sempre un discorso con concetti sbagliati. Condivido il fatto che la squadra che prenderà meno gol o che difenderà meglio potrà vincere questo campionato. E la mia analisi si riferisce alla partita di domani. Credo si possa prevalere su una squadra facendo al meglio una fase difensiva che può essere anche nella metà campo avversaria, non per forza negli ultimi quindici-venti metri. Per quanto riguarda Nainggolan può giocare in qualsiasi ruolo. Per me ha interpretato la mezzala benissimo e sono valutazioni che farò di partita in partita. Per quello che riguarda la gara di domani non posso rispondere”.
Contro il Napoli difesa più veloce o difesa in grado di impostare?
“Vuoi chiedermi se faccio giocare Fazio? Era più facile… Prima di tutto è importante fare le valutazioni in base alla squadra che si va ad affrontare, soprattutto questa dove ci sono tutti giocatori piccolini che hanno grande tecnica, grande capacità di alternare sia il gioco tra le linee che l’attacco alla profondità, come Callejon che è un maestro in questo. Però devo valutare le condizioni di Fazio che vedrò per la prima volta oggi e non è un aspetto da sottovalutare. In base a questo deciderò, ricordandoci che non c’è solo in Napoli ma ci sono tante altre partite alle spalle”.
Se la Roma dovesse battere il Napoli si inizierà a parlare di scudetto. La spaventa questo?
“Si può toccare ferro? (ride ndr). Il fatto di ambire, poter rigirarsi e crescere e crescere deve essere un piacere, non un dispiacere. La cosa più importante è credere in se stessi e cercare di lavorare con grande umiltà. Fatemi questa domanda domani in caso, mi auguro, di vittoria”.
Se la Roma avesse tenuto tutti i giocatori come ha fatto il Napoli avrebbe avuto gli stessi benefici in campionato? Come sta Karsdorp? “Tanti giocatori sono rimasti, è cambiato l’allenatore, questo bisogna dirlo. E’ ovvio che quando si cambia l’allenatore, cambia anche un po’ la filosofia e i meccanismi. Il fatto di assemblare una squadra, come detto in precedenza, facendo subito delle partite dal mio punto di vista molto impegnative rispetto a quello che è un po’ il mio lavoro. Questo non ci ha agevolato. Voglio solo ricordare che questa squadra magari ha fatto fatica nelle amichevoli ma in campionato ne ha persa una e in Champions non ha mai perso. Ne ha persa una non meritando di perderla, se vogliamo dirla tutta. Per questo credo che la squadra mi abbia dato delle ottime risposte. Ma la cosa più importante è che stanno crescendo i meccanismi e la condizione fisica. Karsdorp sarà sicuramente convocato ma anche per lui vale lo stesso discorso di Schick. Ricordiamoci che anche lui si allena con noi solo da tre sedute”.
Allo stadio non ci sarà il tutto esaurito:
“E’ riduttivo parlare di questo problema nella partita Roma-Napoli. E’ un discorso generale dell’Italia, per questo facciamoci una domanda e diamoci una risposta. Miglioriamo qualcosa che va migliorato, a partire dagli stadi, a partire dall’accessibilità, da un insieme di cose che non aiuta e che non invita la gente a portare le famiglie allo stadio. Guardiamoci intorno e guardiamo i paesi europei. Purtroppo non siamo abituati a guardare chi fa meglio di noi, invece secondo me dovremmo cercare di fare qualcosina. Parliamo tanto e facciamo poco. Per domani mi dispiace, perché sono stato sempre abituato a Roma a vedere uno stadio caldo, pieno di gente. Però sono convinto che non si lega a questa gara, si lega al sistema italiano e a un discorso generale”.