Di Francesco: “Abbiamo sempre tenuto in mano la partita contro una squadra difficile”

Queste le dichiarazioni di Eusebio Di Francesco al termine di Torino-Roma ai microfoni di Premium Sport.

La Roma vince e prende tre punti pesanti: “Si, su un campo non facile, anche il terreno di gioco non era al meglio. La squadra, nonostante non sia stata lucidissima nell’ultimo passaggio, nella scelta finale, ha sempre tenuto in mano la partita contro una squadra che in casa darà fastidio sicuramente a tante altre squadre”.
Il gioco della squadra rimane quello nonostante i cambi: “Devo dire che oggi non avevamo difensori centrali, oggi ha esordito Moreno che ha giocato secondo me un’ottima gara per essere l’esordio in campionato dall’inizio. Il lavoro paga. Si sta applicando benissimo, è un ragazzo veramente eccellente sotto tutti i punti di vista e che ha grande qualità e tecnica. Non ha grande fisicità però ha lavorato benissimo sulla linea, abbiamo messo spesso in fuorigioco i loro attaccanti e allo stesso tempo siamo saliti quando dovevamo salire per essere aggressivi. Forse siamo stati poco brillanti, un po’ sporchi, specialmente nel primo tempo e me l’aspettavo perché quando si viene da parte infrasettimanali dure, come quella con il Chelsea, qualcosina si paga”.
Guardando la classifica la Roma c’è: “Psicologicamente il fatto di non averla giocata può essere un vantaggio come uno svantaggio, perché quando non fai risultato pieno pensi ugualmente che sei dietro e questo non aiuta. Detto questo continuiamo di questo passo, con questa mentalità, con questa applicazione, con il fatto che poi siamo riusciti a coinvolgere tutti i calciatori e questo è l’aspetto più importante”.
La lotta Scudetto: “Siete voi addetti ai lavori che parlate un giorno di scudetto e un altro giorno no. Nel senso che dopo aver perso con il Napoli, secondo me facendo un buona prova, in particolar modo nel secondo tempo dove meritavamo qualcosina in più, ci siamo totalmente allontanati e non potevamo combattere per lo scudetto. In Italia manca l’equilibrio e io faccio l’allenatore e cerco di mantenerlo, dicendo che lavoriamo sotto sotto per migliorare e crescere, poi valuteremo se saremo veramente o meno da scudetto. Intanto io mi gusto e sono contento della crescita costante di questa squadra. In futuro, tra qualche partita in più, magari parlerò in maniera differente”.
A che punto è la costruzione della sua casa mister? “Condivido pienamente, anche per l’atteggiamento che abbiamo avuto oggi, nonostante quello che dicevo prima, cioè che non siamo stati puliti nell’ultimo passaggio, nella ricerca dell’ultima giocata. C’è stato Dzeko che è stato male tutta la mattinata, ha voluto giocare, si è messo a disposizione della squadra nonostante non fosse brillantissimo. Avevamo tante situazioni un po’ precarie, Fazio è rimasto a casa per un problema alla caviglia. Tante volte non aiuta ma il fatto che tutti lavorino per essere titolari e io lavoro per farli sentire titolari, è un grande vantaggio ed è questa la crescita principale di questa squadra”.

Si aspettava che fosse così decisivo Kolarov?
“E’ ancora troppo poco, può fare di più. E’ giusto ragionare in questo modo e ne parlavo con lui. E’ un giocatore che ha una mentalità, una padronanza tecnica ma prima di tutto la mentalità. E’ questo che mi piace principalmente di Aleksandar”.