Di Francesco: “Nainggolan non sarà convocato. Cose del genere non sono tollerabili. Out anche De Rossi per infortunio”

Queste le dichiarazioni di Eusebio Di Francesco, tecnico della Roma, nella conferenza stampa alla vigilia del match contro l’Atalanta.
Il mister ha aperto la conferenza: “Ne parlo io, così dopo cominciamo a parlare della partita contro l’Atalanta che è molto più importante. Con la linea guida dettata sempre dalla società e pienamente condivisa da me e condivisa e accettata, lo ribadisco, accettata pienamente da Radja Nainggolan, il giocatore domani non sarà convocato per la partita con l’Atalanta. Questa si lega ad un modo di fare che deve essere continuativo per chiunque dell’AS Roma Calcio, calciatore, o chi rappresenta la Roma e per chi commette determinati errori. Cose che sono inaccettabili e non saranno più accettate. Chi sbaglierà pagherà allo stesso modo, questa è la linea e i pensieri in generale interessano relativamente. Dico solo che Radja non sarà convocato”.

Entusiasmo in casa Atalanta, mentre la Roma arriva a questa partita dopo tre gare difficili. Quanto può incidere questa differenza di stati d’animo? “Loro hanno fatto una grande impresa vincendo a Napoli ma avevano perso in casa quella prima contro il Cagliari. Anche per loro è stata una battuta d’arresto in una partita che avevano dominato, come spesso facciamo noi, però hanno ritrovato questo grandissimo entusiasmo con la vittoria contro il Napoli. Non potevamo incontrare squadra peggiore in questo momento in cui facciamo fatica a fare gol, a portare a casa dei risultati positivi. Ma noi abbiamo un solo modo: compattarci ancora di più, essere ancora più determinati, cercare di portare a casa i tre punti sapendo che davanti abbiamo una squadra che ha dato filo da torcere a tutte le grandi squadre ma un po’ in generale perché ha grandissima fisicità, ha un ottimo allenatore e vive di grande entusiasmo. Perché non avere noi grande entusiasmo con la possibilità di essere, con la partita da recuperare, a sei punti dalla vetta e allo stesso tempo cercare di portare avanti il nostro cammino? Poi magari possono inciampare anche le altre. E’ importante affrontare questa partita per vincerla, sapendo che davanti abbiamo una squadra forte e avremo bisogno del grandissimo sostegno della nostra gente e del nostro pubblico. Se vogliamo parlare di momenti difficili credo che la Roma ne abbia vissuti di peggiori, di quelli che sono stati i risultati generali”.
Il gioco dell’Atalanta. Dove può essere messa in difficoltà la Roma? “Credo che anche l’Atalanta possa essere messa in difficoltà dalla Roma, per la capacità di aggredire e la voglia di andare dall’altra parte. La capacità sta nella possibilità di portare il più possibile la palla nel territorio avversario. Loro sono molto bravi ad aggredire nella metà campo avversaria ma è quello che noi abbiamo fatto spesso nelle ultime gare. Il Sassuolo ha fatto poco possesso e ha cercato subito di verticalizzare, nel primo tempo ci ha messo un po’ in difficoltà e la stessa cosa potrebbe fare l’Atalanta venendo ad aggredirci. Dobbiamo giocare allo stesso modo, con la stessa mentalità e cercare di portare il più possibile la nostra aggressività nella loro metà campo”.

I pochi gol degli attaccanti: “Ce lo portiamo sempre dietro e dandovi delle risposte ogni giorno mi sembra a volte di andare ad attaccarmi a qualcosa che non c’è. Ho tutti i dati di questo campionato che per me sono importantissimi, perché se una squadra non corre non ha il miglior possesso palla del campionato, se una squadra non ha condizione fisica non tira come il Napoli in porta con una partita in meno, oppure non è la miglior difesa del campionato, oppure non ha un presidio territoriale nella metà campo avversaria per tanto tempo. Queste sono risposte. Siamo carenti nei gol segnati, siamo settimi in classifica, questo è il dato più preoccupante di questo momento. Però noi dobbiamo cercare di buttarla dentro in questo periodo della stagione dove abbiamo creato tanto e dove abbiamo creato situazioni di vantaggio importanti e non siamo stati bravi nel finalizzare. Questo è un dato di fatto, perché se tiri in porta come ha tirato in porta il Napoli che ha segnato molti più gol, sicuramente dei problemi ci sono e vanno migliorati. Sicuramente il campo darà la risposta, mi auguro già da domani”.
Monchi ha parlato della mentalità vincente che sembra non esserci. C’è stata un’involuzione? De Rossi sarà convocato? “De Rossi non sarà convocato. Ha provato a rientrare con la squadra, ha provato a fare un allenamento ma si è riacutizzato un problemino muscolare che aveva avuto in settimana. Per quanto riguarda la mentalità di cui ha parlato il direttore la condivido pienamente. Ma la mentalità non si costruisce solo attraverso i momenti positivi, si acquisisce e si cerca di metterla dentro anche nei momenti negativi. E’ il periodo peggiore da quando sono alla Roma per quanto riguarda i risultati. E noi attraverso questo dobbiamo avere ancora più forza. Dire che si è mollato qualcosina dal punto di vista emotivo può essere, a volte anche inconscio, e noi dobbiamo essere bravi, me, la società, il direttore a riportare questa squadra ad avere quell’attenzione, quell’applicazione che avevamo in precedenza. Manchiamo in alcuni piccoli particolari dove in precedenza non sbagliavamo. Però vi assicuro che il filo è sempre sottile tra una partita vinta e una persa, perché col Sassuolo paradossalmente nel secondo tempo non abbiamo concesso niente agli avversari e abbiamo subito il gol dell’1-1 quando avevamo avuto delle occasioni per chiudere la gara. Dobbiamo essere incudine, silenzio, lavorare e cercare di portare a casa i tre punti domani”.
La Roma sembra subire gol sempre allo stesso modo ultimamente: “I gol in percentuale vengono fatti negli ultimi metri e chi li prende è meno reattivo proprio negli ultimi metri. Andatevi a vedere le percentuali dei gol segnati in Serie A e sono quasi tutti segnati dentro l’area di rigore, in grandissima percentuale. Qualche posizionamento sbagliato c’è stato, ma ce ne sono stati tanti fatti bene. L’idea e il pensiero sui gol che abbiamo preso era quello di andare a fare una buona presa di posizione. Sul gol di Missiroli il mezzo metro ha fatto la differenza. Per quanto riguarda i calci piazzati abbiamo provato a uomo, nell’ultima partita ci siamo messi a zona per far capire ai ragazzi che la differenza non sta nell’uomo o nella zona ma sta nell’attenzione che ci si mette quando si vanno a fare determinate marcature. I gol più brutti li abbiamo presi sia col Torino che con la Juve dal punto di vista dell’attenzione e mi auguro, attraverso il lavoro che abbiamo fatto in queste settimane, che non accada più. Poi se uno è più bravo di un altro e va a staccare di testa e va un metro più su degli altri gli facciamo i complimenti ma non è accaduto questo negli ultimi gol che abbiamo preso. E’ stata una nostra disattenzione e, tornando a quello che si diceva prima della mentalità vincente, inconsciamente determinati particolari possono fare la differenza”.
Il periodo che sta vivendo Strootman: “Secondo me più se ne parla e peggio è. E’ un giocatore di un carisma tale, di una forza tale, di una capacità di uscire dalle difficoltà. Mi auguro che sia veramente resiliente perché ha dimostrato di essere un grandissimo professionista prima di tutto. Si allena a grandissimo livello e vi inviterei a guardare i suoi dati fisici in tutte le gare. Dal punto di vista fisico fa sempre prestazioni di grandissimo livello. E’ ovvio che tutti quanti ci aspettiamo qualche gol in più, qualche assist in più ma sono convinto che con la dedizione e con il lavoro ci riuscirà, ma non da solo ma con i suoi compagni”.
Quanto conta la presenza di Totti? “Francesco è fondamentale anche se vi ricordate di più voi di quello che ha detto il direttore che io. Francesco era con il direttore perché rappresenta questa società ma prima di tutto perché ha conoscenza nei confronti dei calciatori. E ci può aiutare nelle dinamiche e nelle problematiche varie dentro uno spogliatoio che lui conosce benissimo e che ha vissuto per tanti anni in particolar modo con questi giocatori. Per noi è un grandissimo vantaggio avere Francesco e non potrei dire altrimenti. Ma non lo dico tanto per dire. Dico che sta facendo un percorso da dirigente importante, non solo lui ci sta dando qualcosa ma anche noi stiamo dando qualcosa di importante a lui per quella che sarà la sua futura carriera”.

Perché aspettare cosi tanti giorni per prendere una decisione su Nainggolan come quella che ha comunicato in apertura? “Prima di tutto do le decisioni quando vengo in conferenza e non chiamo nessuno, non mando messaggi a voi per dire cosa ho scelto di fare. Nelle cose che si fanno ci vuole ponderatezza, capire perché determinate cose accadono, è una situazione anomala che non succede tutti i giorni. La scelta è stata fatta. Adesso se volete puntualizzare se è stata fatta dopo uno o due giorni… credo che l’importante sia aver fatto una scelta, aver preso una strada. Magari questa scelta l’ho fatta il primo, non lo potete sapere. Dico solo che oggi l’ho comunicata come è giusto che sia, perché le scelte si fanno insieme. Io non sto qui a lavorare da solo, ma sono qui insieme ad un gruppo che sta cercando di dare una mentalità che mi auguro sia vincente. E credo che vincere sia anche nei comportamenti, nei modi di fare, nel modo di porsi, nel modo di affrontare determinate situazioni. Questa è la risposta alla sua domanda”.
Ancora su Nainggolan. Differenze rispetto a quando il mister giocava nella Roma: “Una situazione simile non mi è mai accaduta. Il social piace tanto ma serve essere anche di esempio. Radja sa quel che ha fatto ed è inutile stare qui a giustificare e a ribadire qualcosa che è stato fatto. Posso capire se ti vengo a rubare delle immagini mentre stai facendo qualcosa di sbagliato, ma farsele da sole è qualcosa di più, è peggio. Sappiamo tutti le responsabilità, ognuno se le sta prendendo e se le è prese, quello che accadeva una volta mi interessa relativamente perché il calcio attuale è un altro calcio. Il modo di pensare è differente perché da calciatore pensavo in un modo, da allenatore penso in un altro come è giusto che sia”.
Il periodo che sta vivendo Schick. Domani sarà titolare? “Sicuramente non giocherà in coppia con Dzeko, giocherà l’uno o l’altro. E’ una giocatore a cui abbiamo dato tutti quanti, e mi ci metto anche io, troppo peso, nel senso del suo inserimento. Mi è stato chiesto di Schick anche due mesi fa quando non giocava, quotidianamente e costantemente. Bisogna farlo maturare e crescere soprattutto dal punto di vista mentale e psicologico. E capire dove è arrivato. Questo è il passaggio più importante che dobbiamo far fare al ragazzo, gradualmente e con grandissima intelligenza da parte nostra perché è un patrimonio del calcio. Ha grandissimi mezzi e lo ridico dopo una prestazione negativa che ha fatto contro il Sassuolo, perché obiettivamente ha giocato male, lo abbiamo visto tutti, non ci nascondiamo. Si vede che ci sono state alcune difficoltà dal punto di vista del superare determinate situazioni. Ma sono convinto che con il lavoro, con la predisposizione, con la sua umiltà che è determinante ci farà vedere il giocatore che è stato nella Sampdoria. Sul giocatore ci puntiamo eccome”.
Cosa si aspetta dai nuovi acquisti che fino ad oggi hanno giocato poco. Gonalons troverà più spazio? “Gonalons domani sarà della partita ma come altri calciatori ha giocato quel che doveva giocare. Spesso quando si arriva in un ambiente importante come la Roma c’è un periodo di adattamento. In alcuni casi io ho un po’ forzato anche le cose, obiettivamente. In altri casi per poter valutare e poter vedere i giocatori qualcosina bisogna osare. Prima mi è andata bene, in alcuni casi mi è andata male. Per quello non sono stato troppo bravo prima o troppo ingenuo adesso, c’è tutta una via di mezzo. Mi auguro di poterli utilizzare di più ma credo siano stati utilizzati il giusto fino ad ora”.
Florenzi ha parlato di un 2017 positivo. La Roma lo scorso anno è uscita tre volte dalle coppe: serve un cambio di mentalità su questo argomento? “Non siamo usciti infatti, siamo andati agli ottavi dopo non so quanto tempo. Abbiamo fatto qualcosa d’importante. Il problema non è uscire o non uscire è di non accontentarsi. La sensazione è che ci accontentiamo ma ora stiamo massacrando tutti. La via di mezzo non sta mai da nessuna parte. Non dobbiamo buttare all’aria tutto quello di buono abbiamo fatto. Sicuramente ci sono degli errori e vanno migliorati, ci sono delle situazioni in costruzione e bisogna lavorare. Però il passaggio è cercare di dare il massimo e cercare di non tralasciare nulla. In questo momento non vogliamo tralasciare nulla e tutto parte anche dai comportamenti, è da lì che si preparano le partite. Perché le partite non le prepari oggi ma le prepari durante la settimana, quello che fai a casa, quello che è il tuo vissuto. Ed è determinante se vogliamo diventare una squadra vera e una squadra che ambisce, poi si può vincere e si può perdere. Però per poter arrivare alle prestazioni vere e importanti non dobbiamo trascurare nulla. Non è così ve lo assicuro, non è cosi, perché ci sono passato io”.