Monchi: “Dobbiamo crescere per giocare sempre le partite importanti”

Queste le dichiarazioni di Monchi, ds dell’AS Roma.

Dopo lo Shakhtar il Crotone: “E’ una partita che ci deve far sapere se siamo sulla strada giusta per quanto riguarda la crescita. La motivazione e l’atteggiamento per giocare una partita come quella di martedì è facile trovarle, ora però dobbiamo far vedere la nostra crescita e dobbiamo gestire situazioni come questa. Sarebbe un segnale di maturità nel tentativo di prendere quella strada che tutti vogliamo prendere per la Roma del futuro, una squadra forte in tutte le partite. Vi faccio un esempio: dobbiamo mettere le foto su Instagram quando andiamo in finale, non quando andiamo a giocare un quarto. Questo deve essere l’obiettivo: rendere normale ciò che non lo è”.
Il calo della squadra: “Trovare una soluzione non è facile. Dobbiamo gestire meglio il successo e amministrare meglio la sconfitta. Questo è il primo problema che abbiamo a Roma. Dobbiamo trovare equilibrio. La partita dell’altra notte è importante, è stata bella per tutti, ma non possiamo fermarci ad una vittoria o a una sola sconfitta”.
Gli errori: “La verità assoluta non c’è e io ho commesso tanti errori. Ho avuto però la capacità di capire quando ho sbagliato. Spesso guardiamo a destra e a sinistra ma non guardiamo noi stessi. Prendiamo l’esempio di Hector Moreno. Io ho preso un calciatore che pensavo fosse utile alla Roma ma per tante cose non è andato bene. Io ho preferito fermare il tutto piuttosto che continuare. Nel mio percorso quando ho fatto cose sbagliate spesso le ho fatte per alcuni motivi. A volte  per la pressione, altre volte le ho fatte contro la mia volontà. Però questo l’ho imparato e provo a non farlo più”.
In porta era più forte Monchi o Alisson? “Siamo vicini (ride ndr). Quando Alisson gioca con gli occhi chiusi siamo più o meno allo stesso livello. Lui è forte e trasmette serenità, tranquillità ed equilibrio, questo per un portiere è importante perché i compagni sentono la fiducia. Quando giocavo io i compagni dicevano: ‘Dobbiamo fare un gol perché gioca Monchi’. Qui è diverso. Lui è forte ma anche noi abbiamo un vantaggio importante. Abbiamo un preparatore dei portieri che è fortissimo. Ho avuto la possibilità di lavorare a Siviglia con Javi Garcia, che ora lavora al Psg con Unai, e per me è il più forte di Spagna, ma Marco Savorani è di livello. Sono convinto che i nostri portieri, Lukasz e Bogdan, siano migliorati tanto per il lavoro che fanno tutti i giorni”.

Il Siviglia e il sorteggio: “I calciatori e la società Siviglia sono abituati a gestire i meccanismi di queste partite di coppa. E’ difficile sapere chi è meglio prendere e chi no, sono tutte squadre forti. Il Chelsea oeri non meritava di perdere 3-0 ma il Barcellona ha un giocatore che è diverso, che fa tutto (Messi ndr). Poi c’è il Real Madrid che è una squadra costruita per vincere tutto, c’è la Juventus, c’è il City per me è la più forte di tutte. Del Bayern Monaco non ne parliamo, ha giocato contro il Besiktas, una squadra di spessore, e ha vinto 5-0. Però tutti siamo ai quarti di finale e questo è il nostro orgoglio, vedere la Roma tra le otto squadre d’Europa. Le altre sette squadre vorrebbero incontrare la Roma? Ok, tranquillità”.

Per quello che la Roma deve fare a Crotone è più importante aver vinto a Napoli o contro il Torino? “Aver vinto tre partite di fila è stato importante per la fiducia. Dipende tutto da noi ed è importante questo. E con l’atteggiamento giusto possiamo vincere, questo è importante”.
Da dopo la sosta la Roma giocherà ogni tre giorni: “Dobbiamo gestire. Ieri parlavo con Baldissoni e Gandini di questo e dobbiamo aspettare domani per sapere e per decidere”.
Si aspettava così Trigoria? “Ho parlato tante volte con Baldissoni e con Gandini e penso che a livello sportivo dobbiamo ambire allo stesso livello della società. Ho trovato una società moderna, equilibrata, strutturalmente forte e a me piace tanto. La crescita di una società non è solo verticale ma anche orizzontale”.
Le radio ci sono a Siviglia? “Si, più o meno è la stessa cosa”.
Quanto un direttore dedica all’attualità e quanto alla programmazione? “Io vivo qui, arrivo alle 7.30 e poi inizio a lavorare. Durante le prime ore sono vicino alla squadra e lavoro per il presente, poi inizio a lavorare per il futuro. Ho la fortuna di avere un bel team di lavoro e non ci fermiamo mai, lavoriamo sempre per il futuro. Nel calcio non c’è tranquillità. In questo momento la mentalità è importante, penso che abbiamo un vantaggio perché il gruppo in questo momento è forte mentalmente per quello che possiamo trovare in questa competizione”.

fonte: Roma Radio