Di Francesco: “Siamo cresciuti ma non basta, non dobbiamo mollare”

Questa la conferenza stampa di Eusebio Di Francesco alla vigilia della partita contro il Sassuolo.

Quanto conterà approcciare la gara contro il Sassuolo con la giusta mentalità? “E’ fondamentale approcciare tutte le partite con la giusta mentalità e dovrà essere così anche in questa ultima gara, per poter ottenere il terzo posto. Giocheremo contro una squadra in salute e domani non sarà facile. Conosco tanti ragazzi che affronteremo domani, conosco la loro mentalità e lo hanno dimostrato già nella gara contro l’Inter. Saranno molto concentrati e vorranno fare una grande figura, ma i miei dovranno avere il desiderio di fare una partita importante”.
Il ritorno al Mapei Stadium: “Già al pensiero sono felice di rivedere tanti amici e tanti ragazzi con i quali ho condiviso storie importanti. E’ un ricordo indelebile, lì ho vissuto momenti importanti. Era un ambiente familiare, unico per poter crescere e lavorare in un certo modo. Umanamente ho lasciato e ricevuto grandi insegnamenti”.
Il futuro di Alisson: “Sono sereno sotto questo punto di vista, perché Monchi e De Sanctis possono sostituirlo (ride ndr). A parte le battute sono convinto, per quello che mi è stato detto, che Alisson resterà qui a Roma e sarei felice di questo per la sua crescita e per la crescita della squadra”.
Alisson e Under come stanno? Giocheranno domani? “Alisson no, perché ha ancora questo fastidio muscolare. Non sarà convocato e giocherà Lukasz. Mentre Under verrà, anche se non si è allenato oggi con la squadra, farà il provino definitivo domattina per capire se sarà o meno disponibile. Sta cercando di stringere i denti perché ha preso una brutta botta. Lui e Fazio sono in dubbio”.
Qual è il dato più importante che questa stagione proietta nella prossima? “La consapevolezza. Il fatto di aver anche riavvicinato la gente. Le sensazioni che provo io e che prova anche la squadra. Questo desiderio di appartenere a un qualcosa. Siamo cresciuti in questo ma non dobbiamo mollare perché non basta, lo ribadisco per l’ennesima volta: deve essere un punto di partenza negli atteggiamenti, nel modo di fare, nell’affrontare anche l’ultima gara, nel non sottovalutare mai nessuno e nell’avere la massima attenzione in tutto quello che andremo a fare sia in sede di mercato, ma anche nella preparazione e nella gestione di tutta quella che sarà la stagione dal punto di vista fisico, metodologico, del lavoro. Bisogna cercare di migliorare ma l’aver visto entusiasmo da parte di tutti credo che sia una partenza importante”.
Il futuro di Politano e Berardi: “Non voglio parlare di giocatori che non sono della Roma, perché non appena faccio un nome si travisa ciò che dico. Non vi do titoli in questo senso. Sono affezionato a tanti giocatori che sono al Sassuolo. Magari non ne nominate uno che per me è stato il capitano per tanti anni, Magnanelli, che è stato l’emblema, il simbolo e che porterei in ogni squadra per far capire come ci si può arrivare a giocare a certi livelli, con mentalità, con dedizione, con la capacità di stare sempre sul pezzo. Matteo e Domenico sono due giocatori, specialmente Domenico che è cresciuto con me perché veniva dalla Primavera, a cui sono veramente molto legato, al di là di quello che sarà il futuro. Parliamo di giocatori di talento”.
Un voto alla stagione: “Al di là dei voti voglio dare un giudizio generale. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario in Champions, anche se c’è un pizzico di rammarico. La gente è felice per quello che abbiamo ricreato ma da parte mia c’è stato sempre il desiderio di voler fare qualcosina in più perché eravamo vicini e ci è mancato poco. In questo dobbiamo crescere e migliorare ma in Champions possiamo solo darci un ottimo voto. Per quanto riguarda il campionato, al di là della posizione in classifica, mi dispiace avere questo distacco dalle squadre che sono davanti rispetto a noi perché credo che avremmo potuto fare molto meglio, sia dal punto di vista dei punti, sia dei gol che hanno fatto la differenza. Credo che comunque sia stato un campionato positivo dove c’era l’obiettivo della Champions e lo abbiamo raggiunto”.
Qual è stato il momento più difficile, la delusione più grande della stagione? “La delusione più grande è il pregiudizio in generale e sapete cosa intendo. Non mi piace e mi infastidisce nei confronti di tutti. E mi riferisco alla parte iniziale della stagione. Per quanto riguarda il campo, il periodo di dicembre-gennaio, non mi sarei aspettato una difficoltà così grande legata ai risultati, legata ad altri aspetti ed è quello che ha compromesso quello che stavo dicendo prima sul campionato in particolar modo. Per il resto ci sono tante cose positive che mi piace sottolineare di più”.
Lazio-Inter: “Ad oggi è avvantaggiata la Lazio perché ha due risultati su tre, però non mi interessa il risultato”.
Coric e Marcano: “Ho detto prima che non parlo dei giocatori che non sono della Roma. Dal momento in cui ci saranno dei calciatori che saranno acquistati definitivamente dalla Roma potrò parlare di loro. Sul mercato stiamo lavorando in simbiosi con il direttore e la società. In precedenza pensavamo solo a raggiungere l’obiettivo della Champions, ma una volta raggiunto abbiamo iniziato a parlare di qualche giocatore. Non vi dico però i nomi, anche se siete ben informati”.
“Vorrei chiudere la conferenza facendo le condoglianze alla famiglia dell’ex presidente Anzalone, che è stato un presidente molto importante con la Roma. Ne parlavo ieri con Bruno Conti che tesseva le lodi delle qualità di questo presidente. Un abbraccio e un saluto alla famiglia dell’ex presidente Anzalone”.