Centro Suono Sport: Roberto Bernabai (La7) ad “Abbiamo trovato il titolo”

Francesco Bernabai di La7, intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport, nella trasmissione “Abbiamo trovato il titolo”, parla della prestazione di Schick e Zaniolo, dell’intervento di Francesco Totti e dell’arbitraggio. In studio Claudio Capuano e Paolo Marcacci.

– Un pensiero su Patrik Schick
La continuità di impiego sicuramente gli fa bene e qualche segnale domenica c’è stato, però è altrettanto vero che è un centravanti che non tira mai, che non riesce mai a liberarsi per tirare. Alla fine di dicembre bisognerà tirare delle somme e prendere una decisione: la possibilità di andare in una squadra che gli dia continuità, ritmo e fiducia in se stesso, non è assolutamente da escludere e potrebbe essere la soluzione per rigenerare un giocatore che onestamente non abbiamo visto mai. Il paragone con Icardi è ingeneroso… Il carattere e la cattiveria là davanti fanno la differenza, soprattutto in un ruolo come quello del centravanti. Il ragazzo gioca sempre un po’ con le scarpette da ballerina, dovrebbe mettere un po’ di cattiveria e trovare quelle risorse interiori che sono venute un po’ meno. Può fare quanti tacchi vuole, bellissimi come quello visto ieri, ma se a fine stagione fa 3 gol non va bene. Un bagno rigenerativo da qualche altra parte, con continuità di impiego, potrebbe fargli bene perchè le qualità e i colpi ce li ha: ho paura che stia perdendo fiducia nei propri mezzi e questo è un fatto estremamente negativo che può essere curato solo giocando. Il ragazzo ha solo 22 anni, ha tutta la carriera davanti.

– In una serata buia, l’astro di Zaniolo continua a brillare.
E’ un ragazzo molto interessante, che ha fisico, qualità e “tigna”: ha tutte le qualità per emergere e diventare un grande. Bisogna cercare anche di proteggerlo, perchè la prossima partita già ci si aspetterà da lui il colpo alla Ronaldo: la piazza di Roma è difficile e la conosciamo… bisogna aspettarli i ragazzi. Per esempio Under ha commesso un grande errore con il Real Madrid, poi a contro l’Inter fa una perla e poco dopo sbaglia un gol più facile: questi sono peccati di gioventù. La Roma è una squadra giovane e per tutto il campionato dovremo aspettarci alti e bassi. La speranza è che l’anno prossimo raggiunto un certo livello di maturazione non salutino la Capitale e si spostino in qualche altra città.
– E’ più il malumore per quanto successo con l’arbitraggio o la contentezza di aver trovato Francesco Totti come rappresentante della società?
Evidentemente non tutti i mali vengono per nuocere, perchè vedere una voce amica che erge a difenderci, in una serata del genere, è un grande piacere. Francesco Totti è finalmente un volto amico della Roma, in questi anni dove si sono avvicendati troppi volti, in parte sconosciuti, in parte “lontani”. Penso che per lui sia stato un buon inizio come comunicatore e volto ufficiale della società; speriamo non sia un’occasione isolata.

– Nicchi e Rizzoli parlano di errore umano: con l’innesto della tecnologia è ancora possibile?
Io sono ancora uno di quegli illusi che pensano che gli arbitri possano sbagliare e che possano subire condizionamenti. Tutti noi siamo soggetti a condizionamenti nell’era in cui esistono “vizi privati e pubbliche virtù”. Detto ciò: per quale motivo gli arbitri non possono prendere la parola e spiegare pubblicamente quelle che possono essere state le dinamiche che hanno portato a commettere quell’errore. Rimarremo sempre con il dubbio se è stato un atto di presunzione estrema di Rocchi o una svista di Fabbri o chissà, ma l’errore umano c’è stato ed è evidente e rimarremo con il dubbio sulle modalità con cui questo si avvenuto. Al netto di tutto, come giudichi la prestazione della Roma A parte gli ultimi minuti, in cui sembrava una partita di basket, con continui cambiamenti di fronte, è stata una partita di grande carattere da parte della Roma e ci ha dato una risposta importante; si è parlato lungamente dei rischi che avrebbe corso Di Francesco in caso di sconfitta e si è ipotizzato che la squadra potesse non seguirlo più. La prestazione di ieri ha smentito tutto: una squadra che vuole mandare via l’allenatore non gioca in quel modo. Questo è un dato importante e confortante per Di Francesco, che comunque io non reputo uno dei responsabili di questa stagione.