Di Francesco: “Servirà una prestazione di altissimo livello contro la Juventus”

Di Francesco: “Servirà una prestazione di altissimo livello contro la Juventus”

Giornata di conferenza stampa a Trigoria per Eusebio Di Francesco. L’allenatore dell’AS Roma ha parlato della sfida di domani sera contro la Juventus: “Credo che abbia dimostrato di essere la più forte di tutti ma non solo quest’anno. Si è rafforzata, ha acquisito negli anni, come squadra, una grandissima mentalità. Non sarà sicuramente una partita facile, considerando che la Roma non ha mai fatto risultato in questi anni. Magari in questo momento di difficoltà tireremo fuori una grande prestazione e per questo servirà sotto tutti i punti di vista una prestazione di altissimo livello. Allegri ha parlato in conferenza di una partita da fare bene tecnicamente, fisicamente e mentalmente, sono delle caratteristiche imprescindibili per poter fare una grande gara”.

Capitolo infortunati e disponibili: “Dzeko oggi farà il primo allenamento, di rifinitura, con la squadra e valuteremo la possibilità di portarlo in panchina, calcolando che è un giocatore che viene da più di venti giorni di sosta e allo stesso tempo è impossibile poterlo utilizzare dal primo minuto. Però quasi sicuramente sarà tra i convocati. Per quanto riguarda gli altri abbiamo delle speranze su Daniele De Rossi. Anche lui oggi farà l’allenamento con la squadra e servirà per valutare le sue condizioni che sono valutate giorno per giorno e sono legate al suo problema alla cartilagine che non sempre dà delle risposte continue. Per gli altri, per quanto riguarda questa partita, non c’è speranza. Valuteremo la prossima col Sassuolo. Pastore e Perotti? Hanno avuto grande continuità negli allenamenti, sono molto contento della loro crescita, però difficilmente tutti e due potranno partire dal primo minuto. Sono però veramente contento di come si stanno allenando, specialmente Diego che ha superato anche quei piccoli problemini che non gli permettevano di avere continuità. Siccome ha delle caratteristiche particolari nell’uno contro uno e altro, se non stai bene fisicamente fai fatica a ricercare queste cose. Sono contento della loro crescita difficile”.

Soluzione Zaniolo punta o Schick? “Più difficile quella di Zaniolo, a volte al fantacalcio o quando ci mettiamo sulla lavagna riusciamo a fare tante formazioni. C’è quel giochino bellino Manager, dove tu metti i giocatori dove ti pare. Però nella dinamica, nel calcio tu valuti e vedi e quando provi delle cose ti rendi conto che magari non è la soluzione giusta. Non avendo avuto dal mio punto di vista delle risposte giuste da Zaniolo in quel ruolo, sicuramente si giocheranno i due posti da attaccante o giocheranno tutti e tre Schick, Under e Kluivert. Bisogna dire che Under ha avuto qualche problema in questi giorni ed è da valutare perché non si è mai allenato con la squadra fino a ieri”.

Mercato: “E’ inevitabile che qualcosa questa squadra dovrà fare, al di là del ruolo. Sinceramente io del mercato nemmeno gliel’ho chiesto e lui non me ne ha parlato. Abbiamo parlato di più di quello che dobbiamo fare in questo momento per arrivare al 29 e cercare di avere più punti possibili. Giustamente poi si faranno delle valutazioni importanti, però per forza di cose è inevitabile che questa squadra debba fare qualcosa viste anche le condizioni generali o i dubbi che ci possono essere fisici intorno a qualche giocatore. Per questo non possiamo non muoverci”.

I problemi della difesa: “Il campo è l’unico modo. Ieri abbiamo lavorato su determinati concetti, anche solo con la linea difensiva. Però difensivamente noi, più che errori di reparto, abbiamo fatto tantissimi errori individuali che ci hanno compromesso determinate partite, che hanno spostato le partite in una certa direzione. Sui calci piazzati nell’ultimo periodo non abbiamo fatto bene, in passato eravamo una squadra quasi invalicabile: per struttura e per forza gli avversari facevano fatica a calciare in porta. Ogni tanto paghiamo un qualcosa che ci è mancato nella continuità. Però per me l’errore più grande è che si fa solo una valutazione della linea difensiva mentre è un discorso generale di centrocampo, di attacco, di aggressività e di predisposizione, la capacità di rimanere corti e di andare a difendere con maggiore intensità in tutte le zone del campo. Su questo stiamo lavorando”.

Pallotta chiede a tutti di impegnarsi all’interno del progetto: “Per quanto riguarda le parole di Pallotta, io lo vorrei girare a un po’ tutto l’ambiente di Trigoria, a partire dagli addetti stampa, nel senso che la sua richiesta era di massimo impegno da parte di tutti, l’attenzione massima a tutto quello che si fa. Non solo in riferimento ai calciatori e all’allenatore. Noi siamo i principali artefici e dobbiamo tutti dare qualcosa in più. Lo dicevo l’altro giorno, il fatto che se arrivo qua la mattina alle 8 e vedo che le cose non vanno non basta, devo fare qualcosina in più per tenermi stretto questo lavoro e portare questa squadra dove merita di stare, non ai livelli della Juve ma può fare sicuramente meglio. Visto che la Champions non è tanto distante… Abbiamo superato tanti obiettivi e ci dimentichiamo che abbiamo fatto qualcosa d’importante in Champions. Dobbiamo fare meglio in campionato per arrivare tra le prime quattro”.

Abbiamo visto nella seconda parte della partita contro il Genoa Kluivert e Under dentro il campo per dare imprevedibilità. Con la Juve potrebbe essere una possibilità? Agli attaccanti si può chiedere qualcosa in più nella rincorsa dell’avversario? “Prima di tutto, per non fare prenderla agli altri bisogna tenerla e qua dobbiamo migliorare, nel senso che la gestione della palla va fatta un pochino meglio, perché a rincorrere si fa sempre più fatica. L’aspetto psicologico è molto importante. Il fatto di impattare bene la gara, anche per un attaccante, anche il fatto di sbagliare meno possibile dal punto di vista tecnico, ti dà anche fiducia nell’ andare a rincorrere gli avversari e di abbassare meno la testa. Stiamo lavorando in tal senso e sono d’accordo sul fatto che abbiamo bisogno dell’aggressività degli attaccanti. Prendo come esempio Mandzukic che contro il Torino stava difendendo dentro l’area di rigore sui loro traversoni facendo il terzo centrale: mentalità e capacità di sacrificarsi per gli altri. I nostri giocatori devono prendere esempio da questi grandi attaccanti. Una volta si faceva con Ravanelli e Vialli e si diceva che erano l’arma in più in fase difensiva”.