Ranieri: “Sono pronto a lottare. La squadra deve reagire. Con i tifosi che ti sostengono tutto può accadere”

Prima conferenza stampa per Claudio Ranieri. L’allenatore dell’AS Roma ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro l’Empoli.

Quali sono le sue emozioni? “Sono sempre belle, continuo a fare questo lavoro perché mi dà emozioni. Il ritorno a Roma per un romano è un qualcosa di speciale. Emozione massima, l’ambizione, il sapere che è un momento difficile però sono pronto a lottare”.
Due allenamenti da lei svolti. Quali sono le indicazioni? “Di allenamento vero ne ho fatto uno soltanto e c’erano 12 giocatori, gli altri stavano recuperando dalle fatiche di Oporto. Parlerò con i giocatori per capire se hanno recuperato ma la cosa più importante è la motivazione. Io che vengo da fuori dico che la Champions League è vicina e saranno importantissime le prossime due partite così come sarà importantissimo il pubblico. I ragazzi sono in difficoltà e devono sentirsi benvoluti, da solo non ce la faccio a portare la squadra in Champions League ma con il pubblico che ti soffia dietro tutto può accadere. Da tifoso romanista chiedo l’aiuto a me stesso, visto che sono tifoso”.
Allenare la fase difensiva è la priorità? “Abbiamo fatto 49 gol, quindi la squadra il gol lo riesce a fare. Bisogna essere tutti quanti propensi a rientrare velocemente, parlando di fase difensiva. Molti gol sono venuti in fase di costruzione, con la palla a noi… Persa palla, transizione e gol quindi serve attenzione. Se prendi un gol così il giocatore che ha perso palla si sente colpevole. Quindi l’importante è non perdere palla. Parlerò con i ragazzi e studieremo la situazione più idonea per non perdere tanti palloni in fase di uscita”.
A cosa si aggrappa per credere nell’obiettivo Champions? “Ai tifosi e alla voglia e alla motivazione che hanno i giocatori. I giocatori per reagire devono sentirsi amati dai tifosi, allora chiedo ai tifosi questo lasciapassare: stateci vicino, abbiamo bisogno di voi. Vogliamo vedere la squadra arare il campo, che sprizzi rabbia e determinazione, questo vogliamo noi tifosi. Poi accettiamo l’errore però prima devi farmi vedere che muori sul campo”.
Su Florenzi, Zaniolo e Schick-Dzeko: “Florenzi è universale, può giocare dietro o avanti, dipende poi dalla partita. L’importante è che si riprenda perché da romano capisco cosa sta passando, deve tirare fuori la romanità giusta, petto in fuori e mi aspetto molto da lui. Il ruolo di centrale è quello di Zaniolo però ho 2-3 Zaniolo e devo capire chi può giocare aperto. Il mio dubbio lo scioglierò solo parlando con loro. Schick e Dzeko? Per me devono giocare insieme. Ho visto la rabbia di Schick ad Oporto ed è un giocatore dalla qualità incredibile, è fortissimo. E’ vicino a sbloccarsi e sono convinto che i tifosi si innamoreranno di lui”.
Il rendimento di Pastore: “Non l’ho visto quest’anno qui alla Roma. E’ un giocatore però di una classe sublime. Io ho bisogno di gente che mi dimostri di voler fare la differenza, devo vedere chi lotta, chi corre e chi si aiuta. Ho bisogno di una squadra, chi fa questo ha più probabilità di giocare. Vale per tutti. Tutti devono dare di più, i discorsi stanno a zero. Ha pagato l’allenatore e ora sono i calciatori a dover rispondere sul campo”.
Quale sarà il suo futuro a luglio: “Mi vedo adesso qui con voi e mi vedo domani sera in panchina, non vado oltre. Un’altra società non l’avrei mai presa ma la Roma se chiama devo rispondere si”.
Tanti cambiamenti dopo Oporto, esonero dell’allenatore e altre figure dello staff che non ci sono più. Questo può influenzare i calciatori? “Non conosco il prima e il nuovo. A me tutte queste cose non mi interessano, non sono bambini di 4 anni, sono uomini e devono dare il meglio. Scuse non ce ne devono essere più. Conoscono il calcio, meritano quello che guadagnano ma devono farlo vedere. Voglio una squadra allegra, sorridente che lotta e che non si arrende. I problemi devono restare a casa”.
Di Francesco: “Non ho sentito Eusebio, perché capisco l’amarezza per chi viene esonerato, però ho fatto un tifo spaventoso per lui a partire dal primo anno. E’ un grande professionista. Ha commesso qualche errore? Tutti li facciamo. Il mio contratto? Ho perso più quando sono andato via di quanto guadagno adesso ma i soldi non contano, conta la maglia”.
La sua prima avventura e quella di adesso: “Quella di tanti anni fa era una squadra importante, magari sul viale del tramonto perchè c’erano diversi giocatori di una certa età che sono riuscito a motivare il primo anno e meno il secondo, per questo sono andato via. Per quanto riguarda quella di quest’anno non lo so, fatemela vivere e poi vi risponderò. Ai calciatori chiederò tantissimo, voglio il massimo da loro”.
Perché Roma è così rischiosa come piazza? Bisogna intervenire più a livello mentale o tecnico? “Ho scelto questa piazza per un fatto che tutti sapete. Roma dà delle emozioni che in altri posti non sono così speciali, a Roma si vive 25 ore di calcio, ne parlate 25 ore al giorno in tutte le vostre sedi ed è una squadra quindi che fa notizia, che negli ultimi anni sta lottando sempre per la Champions League e quindi è una delle migliori squadre italiane. C’è una proprietà che sta facendo del suo meglio, che sta investendo dei soldi e che deve far quadrare il bilancio e questo è tutto. L’aspetto mentale è la prima cosa, è quello più importante. Entrare in Champions League è difficile ma io non mollo mai, alla prima difficoltà aumento e cerco di capire il problema senza arrendermi”.
Il rendimento di Dzeko. Domani giocherà Olsen? “I bomber possono avere un anno no. Quando facciamo le squadre vediamo quali sono i calciatori che fanno gol e che media hanno. Anche Batistuta e Pruzzo hanno avuto un momento no. Mancano 12 partite e vediamo quello che farà Dzeko. Olsen o Mirante? Domani sera saprete”.
L’apertura dei cancelli a Trigoria può essere di aiuto? “Qui ci vuole la campana di San Pietro… Dobbiamo trovare serietà, rabbia e determinazione”.