Monchi: “Io via da Roma per divergenze con Pallotta. Non cambierei i due anni che ho trascorso qui”

Monchi: “Io via da Roma per divergenze con Pallotta. Non cambierei i due anni che ho trascorso qui”

Monchi è tornato a casa, nella sua Siviglia. Poco fa è terminata la conferenza stampa nella quale Monchi è stato presentato come il nuovo direttore generale del club andaluso.

Queste le parole del presidente del Siviglia, José Castro: C’è un progetto che lo ha convinto, altrimenti non sarebbe qui. E’ il miglior ds e nel Siviglia sarà più di un semplice direttore sportivo”.

Ha proseguito poi Monchi:

“E’ un giorno particolare, difficile da immaginare e da descrivere a parole, che speravo arrivasse il prima possibile Il presidente ha parlato chiaro: non sono qui perché sono un tifoso, non sono qui per salvare nessuno, il Siviglia ha una squadra invidiabile. In questi ultimi giorni mi hanno trasmesso un”idea di futuro che coincide molto con quello che ho in mente. Non sono qui perché abbiamo un problema, ma per aiutarci a crescere. Sono stato due anni fuori dal Siviglia, in un club importante come la Roma, che resterà sempre nel mio cuore e nel quale sono cresciuto. Ora ho il dovere di far crescere il club che amo”

“Arrivo convinto che bisognerà lavorare tanto, sono state fatte molte cose buone. Sono qui per restare a lungo. Vengo per contribuire alla crescita del Siviglia. Il mio contratto è a tempo indefinito, non c’è una durata stabilita. Con il presidente abbiamo parlato di un progetto a lungo termine, cose che mi sono piaciute e loro mi hanno dimostrato di credere in questo futuro. Non mi hanno dato la sensazione che il club è in vendita”

“Il mio addio di due anni fa? Dopo 18 anni volevo cambiare per crescere. Avevo scelto una piazza difficile, anche se avevo molte possibilità poi scelsi un progetto che mi avrebbe aiutato a crescere. A livello professionale questa crescita da parte mia c’è stata. Ora ho scelto il progetto che mi ha convinto di più. A Roma lavoravo 24 ore al giorno, farò lo stesso qui, sempre da tifoso del Siviglia”

Non è nel mio stile promettere titoli, ma prometto che il Siviglia crescerà. Quando il presidente Castro mi ha chiamato dopo aver rescisso con la Roma mi è piaciuto quello che mi illustrato. E’ importante che passi il messaggio che io sono qui perché sono d’accordo con la dirigenza in merito a quello che posso portare. E’ difficile sentirsi amati come mi sono sentito io negli ultimi giorni. Sono qui perché credo di poter far crescere il Siviglia”

Sulla Roma: “Non cambierei i due anni che ho trascorso a Roma, rifarei quella scelta. Ho commesso degli errori, non conoscevo la situazione del club quando arrivai, ma non mi pento della mia scelta. Mi è servito per crescere a livello personale. E’ una squadra a cui vorrò sempre bene. La battuta che avevo fatto sul ‘Circo Massimo’? Mi sembra assurdo considerarla una mia dichiarazione, parlavo con un tifoso, non era una dichiarazione istituzionale. Sono andato via per una semplice ragione: ad un certo punto ho capito che la proprietà aveva idee diverse dalle mie. Il presidente voleva andare a destra, io a sinistra. Giusto finirla così. Ma posso solo parlare bene di Pallotta e di tutti quelli che hanno pensato di portarmi a Roma. Mai sentirete da me una parola contro la Roma. Abbiamo capito che prendevamo strade diverse e abbiamo capito che era giusto fermarsi. Dalla Roma mi porto l’esperienza di aver lavorato fuori da casa da mia, in un ambiente che mi ha reso un professionista più attento. E’ stata una bellissima esperienza. I risultati in questo anno non sono arrivati, ma la scorsa stagione è stato bellissima. Lavorare nella Roma mi ha fatto crescere tantissimo”.

Sapete tutti dell’interesse dell’Arsenal, anche altri club mi hanno cercato, alla fine ho detto si al Siviglia, la proposta che ha avuto tutte le condizioni necessarie per il mio sì. Ho in mente un modello vincente, i passi da fare sono tanti. Stare fuori per due anni ti cambia la prospettiva, non voglio ripetere gli errori del passato. Il club è sano ma ci sono limitazioni chiare ed evidenti se vogliamo continuare ad avere una rosa con questi costi, in questo senso le cessioni sono una possibilità”.