Ranieri: “Mi aspetto dai giocatori una grossa risposta di carattere e di personalità”

Ranieri: “Mi aspetto dai giocatori una grossa risposta di carattere e di personalità”

Claudio Ranieri, allenatore dell’AS Roma, ha parlato in conferenza stampa a due giorni da Roma-Napoli.

Dopo la sosta come ha trovato la squadra? “Finalmente ho rivisto lo spogliatoio pieno. Naturalmente chi era stanco ha fatto solamente bagni e massaggi, un po’ di cure, per cui oggi li rivedrò tutti in campo. Però li ho visti belli propositivi e questa è la cosa più importante”.

Lei affronterà Carlo Ancelotti per la sesta volta in carriera: “Ritrovare Carlo è sempre un piacere, ex grande calciatore, grande allenatore e sono molto contento di salutarlo. Spero che sia una partita positiva per noi, naturalmente”.
Dopo le sue dichiarazioni di Ferrara che tipo di reazione si aspetta dal gruppo? “Se ho fatto una comunicazione forte, mi aspetto una risposta forte. Un allenatore non fa nulla per nulla, per cui m aspetto da giocatori importanti, che giocano nella Roma, una grossa risposta di carattere e di personalità”.
Olsen in dubbio? “Per me Robin è un buonissimo portiere. Mi piaceva già prima che venisse alla Roma, già lo seguivo, per cui ha la mia fiducia”.
De Rossi e Kolarov cosa possono dare alla squadra in termini di personalità? “Sono due giocatori importanti, due pezzi da 90 e lo sarebbero per qualsiasi squadra. Se dovessi averli in campo sarebbe una grossa gioia per me, per la squadra e per i nostri tifosi. Dovrò valutare tutto perché piano piano stanno tornando un po’ tutti a disposizione anche se non stanno al 100%. Non mi piace rischiare di perdere un calciatore, preferisco non averlo per una partita senza perderlo per 3-4 partite, questa è da sempre la mia filosofia da allenatore. Valuterò ogni scelta che farò sperando di non portarli ad una fase critica”.
Riuscire a portare la Roma in Champions League potrebbe diventare uno dei suoi più grandi successi ottenuti in carriera? La lite tra Dzeko ed El Shaarawy può avere degli strascichi? “Questa squadra ha le potenzialità per entrare in Champions League. Ci sono altre squadre davanti e dietro di noi che spingono forte, per cui mi auguro che i miei giocatori riescano a reagire forte ad ogni avversità. Quello che è successo tra El Shaarawy e Dzeko è uno scazzo normale che avviene in ogni famiglia, per cui è tutto a posto e questa è la cosa più importante”.
Si è mai chiesto chi me lo ha fatto fare? “No, mai, perché la Roma l’ho sempre seguita anche quando stavo lontano. Mi sono messo a lavoro e spero che dia i frutti sperati”.
I tifosi: “Il rapporto tifosi-squadra a Roma è tutto, lo è sempre stato e lo sarà sempre. Cambiano i giocatori, gli allenatori, i presidenti ma il tifoso resta, resta con amore, con passione, il tifoso romanista è passionale. Io lo dico sempre alla squadra che il tifoso romanista vuole che i giocatori diano tutto in campo, accettando di conseguenza anche gli errori. I tifosi sono la nostra arma in più, ci possono dare quella fiducia e quella consapevolezza nei nostri mezzi e soprattutto quando c’è un errore il pubblico deve incoraggiare, perché sentir rumoreggiare il pubblico davanti ad un errore, in una piazza importante come Roma, è un altro colpo. Spero che i tifosi capiscano questo momento psicologico della squadra e che ci stiano dietro con fiducia e con amore”.
La sostituzione di El Shaarawy contro la Spal: situazione tattica o dovuta alla lite con Dzeko? “E’ stata una riflessione tattica. Loro sono abituati a giocare col 4-3-3, i due esterni sono abituati a fare un certo tipo di lavoro, e con il 4-4-2 ne fanno altri. Avevo già parlato con El Shaarawy prima e gli avevo chiesto determinate cose come quarto di sinistra. Non facendole, e avendo già in mente di mettere dentro Perotti, ho fatto il cambio. E’ stato un cambio e non è dovuto alla discussione con Dzeko”.
Manolas giocherà? “Ho diversi giocatori che stanno rientrando. Kostas non è ancora in gruppo, verrà oggi fuori ed ho la piacevole visione che tutti vogliono giocare, tutti vogliono esserci in questo momento di difficoltà e per me è un buon motivo di soddisfazione. Non posso mettere insieme tutti gli infortunati, anche perché non voglio perderli per un lungo tempo. Lui vuole giocare ma devo valutare tutto”.
Affrontate una squadra che vuole avere la palla, che vuole muovervi la palla per attaccarvi dietro la pressione, quanto sarà importante non far pensare il Napoli e soprattutto se si può chiedere ai giocatori offensivi qualche rincorsa in più per andare a disturbare il possessore? “Il Napoli è cambiato con Ancelotti, vanno subito in verticale, quindi subito al dunque. Vogliono arrivare a mettere subito la palla per gli attaccanti, quindi noi dovremmo essere molto attenti tra le linee, perché loro cercheranno sempre la palla filtrante nel nostro centrocampo. Pressare sì ma quando si ha nelle gambe 90 minuti di pressing offensivo, altrimenti conviene essere giudiziosi e pressare al momento giusto”.
C’è qualche elemento positivo a cui i tifosi possono appellarsi? Perché la conferenza con un giorno di anticipo? “Per dirvi meno cose (ride ndr). Preparare una partita non è uno scherzo e stando all’estero mi sono abituato a farla un giorno prima e ho visto che  molto meglio, perchè puoi concentrarti totalmente con la squadra. Vi chiedo questo piccolo sacrificio in questi ultimi due mesi, so che siete comprensivi e vi ringrazio. Il tifoso della Roma è sempre positivo, per questo poi ci resta male. Dobbiamo appellarci alle partite che ci sono, ci saranno ottimi scontri valevoli per una piazza importante. Dobbiamo essere fiduciosi, speranzosi e che si possa conquistare l’obiettivo che tutti quanti abbiamo a cuore”.