Baldissoni: “Dispiaciuti per le parole di Totti. Pallotta ha invitato per 6 mesi Totti a Boston”

Baldissoni: “Dispiaciuti per le parole di Totti. Pallotta ha invitato per 6 mesi Totti a Boston”

Dopo la conferenza stampa di ieri di Totti, dove l’ex numero 10 ha dato il suo addio alla Roma, oggi ha parlato ai microfoni di Sky Sport il vicepresidente della Roma, Mauro Baldissoni. Questa la sua replica alle parole dell’ex Capitano giallorosso.

Le dimissioni di Totti

Va approfondito il momento di passaggio dei calciatori da essere icone a diventare altro. E’ un percorso non semplice che va accompagnato.  Siamo stati convinti nell’essere pazienti, mai avuta fretta. Come ha detto lui stesso (Totti ndr) ieri, il primo anno era più difficile anche per lui. A metà del secondo anno, esattamente dopo l’uscita di Monchi, la società gli ha proposto di assumere il ruolo di direttore tecnico. Lui non aveva ancora dato una risposta, siamo rimasti dispiaciuti. Voglio usare le sue parole: lui stesso ci racconta l’iniziativa Ranieri dopo Di Francesco sia stato un suggerimento accolto. In seguito anche la sua proposta di andare a tentare di convincere Conte. Anche qui la società l’ha voluto seguire andando anche ad esporsi. Fienga è il CEO della società, rappresenta chi ha in mano deleghe operative. Parliamo di un percorso che aveva già avuto modo di esprimere considerazioni che la società ha tenuto in considerazione. Il percorso non è né facile né breve, speravamo che potesse crescere in quello che resta un lavoro di squadra. Nessuno in una squadra può decidere da solo.

Sulla “deromanizzazione”

Ci dispiace che questa sia la sua percezione, noi rispondiamo però con i fatti. Francesco ha avuto due contratti da giocatore e uno da dirigente. Ricordiamo anche altri investimenti per riportare altri ragazzi cresciuti nel settore giovanile. Parlo di Florenzi e Lorenzo Pellegrini, la società li ha riportati a casa. Questo si associa anche ad altre iniziative, come quello della Hall of Fame. Sono stati coinvolti ex giocatori in attività della società: Desideri, Chierico, Righetti, Nela. L’obiettivo di questa società è privilegiare chi ha speso tanto per questa maglia. Il concetto di deromanizzazione sarebbe sciocco e lesionista. È un valore inestimabile, come potremmo essere così stupidi da fare il contrario? Prima dell’acquisizione da parte degli americani, andai da Francesco a spiegare la considerazione degli americani. Gli dissi che Francesco Totti nel mondo era più conosciuto della Roma all’epoca. Il riconoscimento di tale valore era imprescindibile. Nulla più lontano dal vero.

Pallotta non presente a Roma?

Liverpool e Chelsea hanno vinto i due principali tornei europei, vi invito a verificare quante volte i loro presidenti sono stati presenti in sede. Pallotta invitò Totti a passare 6 mesi a Boston per capire tutto quello che faceva, anche recentemente è stato fatto. Poi capisco che c’è una differenza di cultura e lingua ma il tentativo c’è stato.

Il rapporto tra voi due?
Secondo me è sempre sbagliato personalizzare. Ho visto che gli è scappata una risata furba… Per me lui è un idolo d’infanzia, ho anche scritto una lettera a un giornalista che lo aveva attaccato. Con lui ho sempre avuto un rapporto chiaro, cortese e corretto. Il primo anno gli ho dato massima disponibilità, l’ho invitato spesso a venire, a fare domande, per vedere e per farsi un’idea sulla vita all’interno del club, da cui magari prendere spunto su quello che avrebbe voluto fare. Non opero nell’area tecnica, non posso che confermare di avergli dato la massima disponibilità. È rimasta così fino alla fine.

Sui riferimenti di Totti al suo ritorno con nuova proprietà, ci saranno dei risvolti legali?
Noi non potevamo fare a meno di notare questo continuo riferimento a un potenziale ritorno con una nuova proprietà, anche se era sollecitato più che altro dai giornalisti. Abbiamo voluto ricordare che qualsiasi iniziativa volta a eventuale passaggio di proprietà deve essere condotta in modi corretti, perché siamo quotati in borsa. Il presidente è sempre stato chiaro: la Roma non è in vendita e questo è bene che i mercati lo sappiano.

Cosa lascia la conferenza di Totti’
Tanto dispiacere, è una sconfitta non essere riusciti a trattenerlo. Le strategie di mercato non sono associate a questo, la Roma ha un piano che va avanti e deve andare avanti a prescindere. Non mi occupo di mercato, ma faccio riferimento a fatti. Questa proprietà ha investito tanto in questi anni, ha completato un risanamento e ha investito sul campo portando risultato abbastanza buoni. Questa proprietà continuerà ad impegnarsi per rendere questa squadra competitiva. Sbagliare può far parte della gestione tecnica. Quest’anno sono stati fatti errori e lo abbiamo detto. Pallotta è una persona estremamente ambiziosa, che fa quest’investimento. Voglio ricordare un grande equivoco del quale è vittima, ricordando la sua prima intervista in cui lui spiegò che si augurava di replicare quello che aveva fatto coi Celtics. Questa resta la sua ambizione e si rafforza ora dopo stagione infortunata.

Pallotta senza stadio potrebbe lasciare la Roma?
Lo stadio è certamente un tema cruciale, ma in questa città dobbiamo sottolineare come si tende sempre a creare aree di opacità. Il business dello stadio non è un business di per sé, non interessa assolutamente né a Pallotta né ai suoi investitori come iniziativa economica diversificata da quella della Roma. Lo stadio è cruciale, questo fortunatamente nell’ultimo periodo l’ho sentito ripetere da tantissimi personaggi, per primo cito Claudio Ranieri, che ha avuto più di un’esperienza all’estero e sa quanto questo sia vero. Poter costruire uno stadio di proprietà nel calcio moderno è un amplificatore di ricavi che sono necessari alla società AS Roma, squadra di calcio, per poter incrementare la sua capacità competitiva. Senza, l’orizzonte resta molto complesso. Non complesso dal punto di vista dei rischi di gestione della società, ma complesso rispetto alla capacità di primeggiare, che è quello che tutti dichiarano di volere. Sappiate che senza un acceleratore di ricavi, che passa per la costruzione di una nuova infrastruttura, sarà pressoché impossibile sfidare la Juventus che da sola, oggi, ha più del doppio del nostro fatturato. Questo è un elemento che resta sul tavolo e che deve essere chiarito. È evidente che, se alla lunga, il presidente vedrà che non gli viene consentito di poter passare attraverso quello che è un investimento enorme e tutto finanziato privatamente, un investimento che gli permette di competere e primeggiare, è evidente che potrebbe pensare che forse non vale la pena farlo. Ma state sicuri che non lascerà nulla di intentato per lungo tempo.