Gianluca Mancini: “Mai avuto un dubbio sulla Roma”

Gianluca Mancini: “Mai avuto un dubbio sulla Roma”

Gianluca Mancini si è presentato oggi alla stampa e ai tifosi della Roma. Oggi è il turno del difensore arrivato dall’Atalanta. Al fianco del nuovo acquisto giallorosso il dirigente Morgan De Sanctis.

MANCINI IN CONFERENZA STAMPA

Dal punto di vista tattico cosa ti ha chiesto Fonseca in questi giorni? C’è un compagno che ti ha impressionato di più in questi primi allenamenti?
Il mister mi ha parlato e mi ha detto un po’ delle situazioni tattiche che bisogna sviluppare in campo, soprattutto per noi difensori. Difesa alta, grande pressing, ma anche grande circolazione di palla, sapendo impostare il gioco dal basso. Sono tanti i compagni che mi hanno impressionato, questa è una rosa molto forte quindi i compagni sono molto forti. Se devo fare un nome, faccio quello di Kolarov. Mi faceva impressione quando vedevo le partite, ma allenandoci insieme ancora di più.

Lo scorso anno è stato quello della tua esplosione. Anche se sei ancora giovanissimo, ii senti arrivato a maturazione tecnica e agonistica?
Assolutamente no, sono molto giovane e ho ancora da fare molta strada. Sono agli inizi. L’anno scorso ho fatto un buon campionato, però c’è tanto tempo per migliorare. Sono contento di stare qui e di migliorare con i miei compagni e con il nuovo mister.

In cosa dovresti migliorare secondo te?
In tante cose. Nella rapidità, nell’essere un po’ più veloce, nelle marcature a volte anche a zona, essendo io abituato a marcare a uomo. Ho caratteristiche dove mi sento a mio agio, in altre so che devo lavorare molto.

Per un giovane nel 1996 come te, la carriera di De Rossi cosa rappresenta?
La carriera di De Rossi non la devo raccontare io, lo seguivo quando avevo 10 anni, gli ho visto vincere il Mondiale. Tutto quello che ha fatto è straordinario. Essere in questo club, dove lui ha passato tutta la sua vita sportiva, è un motivo di orgoglio, una ragione per fare in più e onorare al meglio la maglia.

A gennaio sei stato vicino alla Roma. Rimanere a Bergamo a gennaio è stata una tua scelta o c’era la disponibilità anche per venire già a gennaio?
A gennaio c’erano state delle chiacchierate, ma poco di concreto. Sinceramente non era mia intenzione trasferirmi a gennaio, per rispetto all’Atalanta volevo rimanere e finire la stagione lì. C’è stata una semplice chiacchierata che non è andata.

Spinazzola ha detto che Fonseca gli ricorda Gasperini per filosofia e per modo di giocare. Per te ci sono punti di contatto?
Ho fatto 5 allenamenti col mister, però posso dire che è vero, qualcosa rivedo di Gasperini. Ognuno ha le sue idee di calcio, uno mi chiedeva una cosa e mister Fonseca ne chiede altre, ma come intensità e dispendio fisico molto.

C’è stato mai il dubbio di lasciare l’Atalanta in Champions per venire alla Roma, che fino a poco fa non sapeva neanche se avrebbe fatto i preliminare di Europa League oppure no? Nel passaggio dall’Atalanta alla Roma, molto spesso si hanno difficoltà perché senza Gasperini si smarriscono: questi pensieri li hai fatti quando sei venuto?
A Bergamo ho passato due anni bellissimi. Il dubbio di venire alla Roma quando il mio procuratore mi ha contattato per dirmi che i giallorossi mi volevano? Nessun dubbio, vestire questa maglia per me è motivo d’orgoglio. Ripaga tanti sacrifici che ho fatto da quando ho cominciato a giocare. La seconda domanda? Sì, Gasperini ti prepara al meglio, all’Atalanta eravamo un blocco unico che scendeva in campo tutte le domeniche alla perfezione. Non ti posso rispondere come farò. Darò il massimo per questa maglia e spero di raggiungere grandi risultati.