ANGOLO TATTICO – Kalinić e Pastore, le due “non riserve”

ANGOLO TATTICO – Kalinić e Pastore, le due “non riserve”

Nikola Kalinic e Javier Pastore, due giocatori simbolo dell’incerto avvio di campionato della Roma, si trovano già di fronte, seppur solo all’ottava giornata, ad un importante spartiacque della propria esperienza in giallorosso.

SE NON ORA, QUANDO? – La lunga lista di degenti consegna a Fonseca una formazione semi-obbligata, dove Kalinić e Pastore, nonostante la valanga d’indisponibilità, sembrano ancora una volta partire senza la maglia da titolare garantita indosso. Il croato, nonostante il “Dzeko mascherato” dalla frattura dello zigomo patita contro il Cagliari, non è ancora certo di partire dal 1′ al centro dell’attacco; l’argentino, ancora poco a suo agio nello scacchiere dell’ex allenatore dello Shakhtar, dovrebbe sedersi in panca con l’accentramento di Zaniolo sulla trequarti.

Perché due giocatori d’esperienza e valore, aggiunti negli ultimi due calciomercato estivi, non sono in grado di attrarre su se stessi il favore e la fiducia di piazza e tecnico?

C’ERA UNA VOLTA KALINIĆ – Alzi la mano chi aveva sentito nominare il Dnipro Dnipropetrovsk prima della sorprendente cavalcata nell’Europa League edizione 2014/2015. Qualificatasi nel gironcino dell’Inter come seconda, la squadra ucraina raggiunse un’incredibile finale, dove solo il Siviglia cannibale d’Europa League in quegli anni riuscì a battere 3-2 la foga di Nikola & soci. Cinque gol in Coppa che valsero a Kalinić la chiamata della Fiorentina l’anno successivo. L’avventura in Viola è scandita da una regolarità realizzativa notevole (34 gol in 68 gare, conditi da 6 assist), unita ad una diligenza tattica rara in un centravanti di 186 cm. Dall’addio alla corte di Della Valle, praticamente, il buio: tra Milan ed Atletico Madrid sempre 68 gare, stavolta speziate da sole 10 reti.
Un’involuzione che ha investito Kalinić anche con la maglia della Nazionale croata che si era guadagnato con il sudore di una carriera, tanto da venire cacciato dal ritiro iridato di Russia 2018. Secondo mister Zlatko Dalic, troppa indolenza ed un’inclinazione a lamentaredolorini” che faceva male ad uno spogliatoio capace di ottenere il miglior piazzamento della propria storia in un Mondiale (finale persa con la Francia 2-4).

Cosa vuoi fare di te Nikola? Se lo chiedono i tifosi della Roma e se lo chiede Fonseca, che probabilmente si aspettava, nei 137′ totali concessi per ora, di vedere fuoco e fiamme, dovendosi però accontentare solo di un paio di sbuffi e poca brillantezza in fase conclusiva.

CAMPO ADATTO A PASTORE? – Come ampiamente discusso ieri anche sulle nostre colonne, domenica l’allerta meteo potrebbe far rinviare per la quarta volta nella storia Sampdoria-Roma. In ogni caso, dovesse disputarsi la gara, il campo potrebbe presentarsi come pesante e scivoloso per le precipitazioni che comunque toccheranno abbondantemente il capoluogo ligure. Immaginare le fragili e snelle leve di Javier Pastore da Córdoba a battagliare con le forche caudine che Ranieri avrà predisposto nella barricata blucerchiata, fa quasi tenerezza. L’argentino, di classe e tocco indiscutibile, è stato però copiosamente criticato dalla piazza soprattutto per l’eccessiva lentezza nelle giocate e per l’uso prevalente del fioretto, anche nelle fasi in cui andrebbe imbracciata la sciabola.

Inoltre, le dichiarazioni degli ultimi tempi, sembrano ammantate di quella saudade che di solito è propria dei verdeoro, più che degli albiceleste. Pastore vorrebbe tornare a casa, parola di Diego Milito. Prima che ciò accada, con buona pace del bilancio giallorosso che vede l‘ex Palermo come giocatore più pagato dell’intera rosa, i romanisti sperano in un ultimo bagliore di talento.

REDAZIONE