DAYAFTER | Roma “cerotto abulico”, il pari in casa della Samp lascia buchi ed incertezza

Il giorno dopo lo scialbo e deludente 0-0 in casa della Sampdoria, in casa Roma si fa ancora una volta la conta dei superstiti prima di imbarcarsi nella preparazione alla gara successiva. Un leitmotiv che i tifosi sono stufi di dover digerire come una pillola indorata di giustificazioni, atte a coprire una sequela horror che non può essere “solo un caso”.

SONO RIMASTI IN 17 – Poco altro da aggiungere al sottotitolo del paragrafo ed alla foto mutuata dal profilo Transfermarkt dell’AS Roma. Croci rosse su croci rosse… Forse meglio stilare l’elenco e basta, giusto per rendersi conto di come i “sopravvissuti” dovranno tirare acqua al mulino giallorosso badando comunque sempre a non farsi male. Emblematiche le parole di Veretout, combattente nato, al triplice fischio al Ferraris: “Siamo preoccupati, abbiamo paura degli infortuni”. Non poter mettere la gamba, giocare col pensiero fisso di potersi far male, essere perciò contratti, spenti, abulici, accademici, piatti. Tutti aggettivi che molto bene si accostano alla performance contro la squadra di Ranieri. Pau López, Mirante, Fazio, Juan Jesus, Smalling, Mancini, Florenzi, Spinazzola, Santon, Kolarov, Veretout, Zaniolo, Pastore, Dzeko, Antonucci, Kluivert, Perotti: tocca a voi e nessun’altro.

Jordan Veretout, in azione contro la Sampdoria

COSA COSTRUIRE SULLE MACERIE? – È bastato osservare gli occhi preoccupati dei compagni di squadra di Bryan Cristante al momento della sua sostituzione, quando erano passati nemmeno 500 secondi dal fischio iniziale. La paura può diventare un ostacolo ancor più grande della sfortuna, soprattutto se si impadronisce di quel poco di sostanza e valore che è rimasto in seno alla rosa giallorossa. A partire dalla gara casalinga col Borussia Monchengladbach ai ragazzi di Fonseca si richiede uno scatto di gioco ed orgoglio che probabilmente al momento non può essere nelle corde.

Rongoni, ex preparatore della Roma

PREPARATORI CACCIATI PER MOLTO MENO – Il preparatore atletico Rongoni, ritenuto al tempo responsabile direttamente da Pallotta per la scarsa tenuta atletica ed “infermieristica” della Roma 2014/2015, aveva inanellato “appena” 25 infortuni, di cui molti di natura meno grave rispetto a questi del 2019/2020, per potersi guadagnare la palma di colpevole. Oggi, considerando solo i 12 “mesi calcistici” ed escludendo pause varie tra Nazionali ed estate, la Roma raggiunge la cifra monstre record in Europa di 75. Sfortuna sì, ma non venite a raccontarci che quel che capita e muove un mondo di tale precisione matematica a livello professionistico sia esclusivamente da addebitare alla sorte. Pazzi di Roma sì, stupidi no.

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