AMARCORD | 26 ottobre 2005: La notte del “cucchiaio”, la Roma di SuperTotti espugna San Siro

AMARCORD | 26 ottobre 2005: La notte del “cucchiaio”, la Roma di SuperTotti espugna San Siro

Ci sono dei gol che, passatici davanti tra le duemila e le 3 milioni di volte, casomai solo per mezzo secondo, il brivido sul braccio ce lo faranno venire sempre. Nell’epica tottiana, uno dei capitoli più fulgidi ed inspiegabili, trova luogo in una gelida notte milanese di ottobre 2005. Di fronte l’Inter di Mancini, che si laureerà Campione d’Italia sui banchi di tribunale a luglio inoltrato, ma che sul campo non saprà trovare un rimedio alla debordante Roma di Francesco Totti.

Francesco Totti, nel momento del cucchiaio

A SAN SIRO, VESTITO D’INCANTO – Abbiamo perso il conto, prima di questa gara e poi in gran parte delle successive, di tutte le volte che Totti – contro Inter o Milan – è valso il prezzo intero del biglietto del Meazza. La Scala del Calcio, che sa riconoscere figli prediletti ed è maestra nell’espellere i brutti anatroccoli per uno stop sbagliato, non gli tributerà il lungo applauso del 2017, perché la gara del 10 giallorosso terminerà con un testa a testa (da espulsione per entrambi) con la Brujita Juan Sebastian Veron.
Mentre Totti forse è già storia, con quello 0-2 famigerato e Julio Cesar che per molte notti continuerà a cercare il pallone, si stava scrivendo un capitolo indelebile di una leggenda.

Taddei & Perrotta

SINFONIA SPALLETTIANA – La Roma 2005/2006 è una delle espressioni calcisticamente migliori di Luciano Spalletti come allenatore. Anzi, probabilmente il tecnico di Certaldo mai più proporrà un tale agglomerato di bel gioco e sostanza, trasposta in un sistema che esclude una punta netta e chiara, favorendo la miriade di inserimenti da dietro che possono sussistere solo grazie alla vena ispirata del maestro (il 10, naturalmente). Kuffour dietro regge alla grande, Chivu imposta e distrugge, Perrotta e Taddei sono stantuffi inesauribili che piegano a proprio piacimento le linee nerazzurre. C’è qualcuno che al 2′ della ripresa (doppietta di Totti, calcio di rigore dello 0-3), già abbandona lo stadio.

Vincenzo Montella, 2005

11 ANNI DOPO – Fa specie leggerlo, perché di lì in poi la Roma di soddisfazioni a San Siro (coppe sollevate comprese) se ne toglierà, ma al momento del “magico cucchiaio” di Totti era già più di un decennio che i giallorossi non assaporavano la vittoria nello stadio di Milano. Al gol dello 0-1 di Montella al 12′ però, sembra tirare aria nuova pure per quanto riguarda le trasferte meneghine, perché la Roma spallettiana non si chiude e continua a cucire e ricamare, in attesa del “momento cardine” alla mezz’ora, quando Totti dribbla mezza Inter e di fronte a Materazzi fa venire giù il settore ospiti posto nel terzo anello della Curva Sud.

IL GOL PIÙ PAZZO, A CASA DELLA PAZZA INTER – Non basterà (solo) questo e basta per portarsi a casa i tre punti, dato che l’Inter manciniana ha una predilezione particolare per le folli rimonte. Doppietta di Adriano, che prima infilerà Doni su punizione e poi approfitterà di una corta respinta del portiere verdeoro, per mettere più di un brivido sul finale ad una Roma che tamponerà bene anche l’ingresso di Martins nel finale. La Juve fugge in classifica facendo campionato a sé, infarcita dei campioni che perderà in estate travolta dallo scandalo Calciopoli. È l’anno delle 11 vittorie consecutive dei giallorossi e del fallaccio di Vanigli che toglie la corsa alla Scarpa d’Oro (e chissà che altro, ndr) a Totti, che rientrerà solo per darci man forte a vincere il Mondiale.

Ma questa è un’altra storia…

Francesco Totti e Juan Sebastian Veron, entrambi espulsi

REDAZIONE