TOP & FLOP | Udinese-Roma: la squadra sale in cattedra e Pastore è rinato; Irrati pronto per Hollywood

TOP & FLOP | Udinese-Roma: la squadra sale in cattedra e Pastore è rinato; Irrati pronto per Hollywood

Una gara che vede una Roma straripante, capace di vincere 0-4 in trasferta in 10 contro 11 per più di 60′, merita a ragione veduta di non incasellare nessun giocatore giallorosso nella porzione dei “flop”, dove termina il fischietto Irrati da Firenze, per la lettura di severità anomala sul contatto Fazio-Okaka al 32′.

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Paulo Fonseca, la sua Roma ha impressionato con una prova di forza mentale e tecnica

TOP | LA ROMA: Un concentrato di tanti di quei concetti lungamente espressi e malinconicamente sognati trovano luogo ed espressione nella gara di Udine. La Roma di Paulo Fonseca, allenatore a cui prima o poi si dovrà dar meriti diffusi, mangia l’Udinese dai primissimi minuti di gara, va in vantaggio e – quando colpita dalla consueta mazzata arbitrale – anziché frammentarsi si moltiplica. Dal 1′ della ripresa, invece di abbassarsi di fronte a Pau López, i giallorossi salgono, pressano, divorano campo e sono lucidi nella giocata. Smalling e Kluivert trovano il primo acuto stagionale, Zaniolo conferma la vena sotto porta, Dzeko vale tre attaccanti in una volta sola, Kolarov non va mai in affanno e Pau López para pure i tiri inutili. Sostanza e mentalità, classe e praticità, tutte qualità che si poggiano addosso a Pastore sino al momento della sostituzione in via di preservazione per Roma-Napoli. No, non state leggendo le elucubrazioni di un tifoso in estasi, è andata così, punto.

Irrati, contestatissima la sua decisione su Fazio-Okaka

FLOP | IRRATI: Se c’è un momento in cui tutti, ma proprio tutti si sono accorti del fatto che Irrati l’avesse fatta grossa, è quello dove al 10′ del secondo tempo, scorrendo il tabellino, ci si accorge di come il fischietto toscano stia abbonando all’ammonizione i giocatori dell’Udinese ad ogni contatto di gioco. Per chi ha visto un po’ di calcio trattasi di “sindrome da compensazione”, con Mazzoleni (VAR) che va a colloquio con Irrati proprio all’alba dell’intervallo (dettaglio non sfuggito a Callegari, telecronista incaricato di DAZN). Una protezione palla energica di Fazio al 32′, su pressing sì forsennato ma non decisivo di Okaka, non può diventare un cartellino rosso diretto così sfacciatamente mostrato in viso all’argentino. Per fortuna della Roma, c’è la Roma.

PAGELLA DETTAGLIATA:
Pau Lopez 6,5: Scarsamente impegnato dall’Udinese, trova tempo di parare anche sullo 0-3 o sullo 0-4, anche perché una ‘clean sheet’ in trasferta fa sempre comodo. Sicuro nelle uscite, seppur aiutato dal buon posizionamento dei centrali.

Santon 6,5: Contro una squadra che deve avergli ricordato una delle ultime “frittate” combinate in nerazzurro, copre il ruolo di titolare della fascia destra con diligenza, giocando un calcio semplice ed essendo fisicamente spinoso nei contrasti con i friulani.

Smalling 7: Inizia la gara toppando un passaggio comodo per Mancini e facendolo ammonire al 2′, poi non sbaglia più ed è coraggioso e tempista nel frapporsi ai tentativi da fuori dell’Udinese. All’ennesimo anticipo aereo offensivo in area avversaria su corner, poi, trova la gioia della prima rete in Serie A.

Fazio 6: Colpevole solo di essere partito una frazione di secondo più “morbido” di Okaka sull’episodio incriminato, esce anzitempo al 32′ perdendo la testa con proteste forse eccessive (seppur comprensibili) all’uscita dal campo. Mancherà col Napoli.

Kolarov 7: Rigore trasformato a parte, l’apnea di un mesetto fa con cui veniva accompagnato ogni ultimo scorcio di gara è oramai un ricordo. Sta tornando Kolarov e non gli serve nemmeno spingersi troppo davanti dato che Kluivert fa già il diavolo a 4 da solo.

Mancini 7,5: Ammonito dopo 120” per lo svarione di Smalling sopracitato, si erge a colonna ineffabile di un centrocampo dove funziona tutto.Fazio è espulso e deve abbassarsi da centrale, continuando ad imperversare da centrocampista a tutto campo. Pressa anche a 5′ dal termine a tutto campo, cuce la manovra e funge da frangi-flutti perfetto quando De Paul (prova da 4 in pagella) prova a salire di giri. Terza partita da mediano? Ma a chi vogliono raccontarlo?

Veretout 7: Non cade nel tranello di incattivirsi quando l’Udinese alza i tacchetti ferita nell’orgoglio; per il resto il solito Veretout smista palloni/lavatrice. Sicurezza.

Pastore 7,5: Due indizi non fanno una prova, tre prove non faranno una verità. Però non svegliate Pastore da questa poderosa e progressiva rinascita calcistica. Se col Borussia si erano visti voglia di lottare ed un paio di sprazzi, col Milan l’argentino è definitivamente uscito dal guscio. Alla Dacia Arena poi sembra aver ritrovato gioia e piacere nel cercare e trovare certe giocate, certi strappi, da campione. Aggiunge anche recuperi difensivi in serie, prima di essere sostituito in vista di Roma-Napoli. (Cetin s.v. entra a gara acquisita e prova ad allearsi bene con Smalling)

Zaniolo 7,5: Segna ancora, per la prima volta in trasferta da quando è alla Roma. Ora i gol cominciano a manifestarsi ed il contributo è tangibile ai più. Gol dell’1-0 con Borussia, gol vittoria col Milan, gol stappa-festa con l’Udinese. In mezzo tanto Zaniolo. (Florenzi s.v. entra con la partita già abbondantemente in cassaforte e deve limitarsi ad un paio di spazzate)

Kluivert 7,5: La miglior gara della stagione, una delle più convincenti da quando è in Italia. Se Kluivert è in palla lo capisci dal primo abbrivio, esattamente come quando è in giornata no. Alla Dacia Arena fa vedere tante cose e – stranamente – sbaglia pochissime volte la scelta. Il gol dello 0-2 è bello tanto nel contropiede quanto nella sua finalizzazione, con dribbling secco e destro a giro sul palo lungo. Si guadagna il rigore del poker: essenziale. (Perotti s.v. entra per mettere minuti nelle gambe).

Dzeko 7: Non toglietegli la maschera. Il lottatore dai piedi buoni dell’attacco della Roma, con la fascia di capitano indosso, è un gran bell’esempio di come si dovrebbe fare la punta centrale nel 2019. Il vero acquisto di questa squadra, si esalta nelle difficoltà e raramente sbaglia la giocata chiave. Manca la gioia del gol per un paio di “ciccate” moleste sotto porta, che per una volta gli si possono perdonare.

Fonseca 7,5: Ha avuto il suo bel da fare per mantenere la calma – sua e dei suoi giocatori – quando al 32′ ha intravisto dalla panchina il rosso sventolato senza troppi complimenti a Fazio. Deve aver fissato dei concetti chiave molto profondi tra primo e secondo tempo, perché una Roma che stava ben giocando alla Dacia Arena in 11 contro 11 nella prima frazione, entra e con l’uomo in meno tritura gli avversari in campo con sagacia e personalità. Del Pastore rigenerato prima o poi gli si darà merito, sia nel posizionamento che nei compiti, ma c’è tempo, ancora, per fortuna. Colleziona “sviste” contro (Massa & Collum, prima di Irrati), ma la sua mano su questa Roma si “vede” benissimo.

REDAZIONE