FOCUS AS ROMA | 11 punti e 6 posizioni in più, ma la cura Fonseca va (di molto) oltre i numeri

FOCUS AS ROMA | 11 punti e 6 posizioni in più, ma la cura Fonseca va (di molto) oltre i numeri

Basterebbe anche solo sovrapporre le due classifiche: una riferita alla diciassettesima giornata della stagione 2018/2019, l’altra è quella odierna, che i tifosi della Roma conoscono bene e non disdegnano di “ricontrollare” all’occorrenza per essere certi di non aver visto male. La Roma è quarta da sola, con 4 punti di vantaggio sull’Atalanta dei miracoli di Gasperini, descritta dalla stampa come squadra leggendaria, seppur dietro in classifica nonostante la vittoria nello scontro diretto all’Olimpico per 1-3.

ESSERE DAVANTI… – Si tratterà molto probabilmente di corsa alla qualificazione in Champions League fino a fine anno, anche se con un rallentamento del terzetto davanti (soprattutto di Inter e Juve) sognare non costa nulla. Tornando alla realtà: se la Roma è davanti ai bergamaschi, dato che come detto sopra ha perso 3 punti all’Olimpico sotto i colpi di Zapata & Co., vale a dire che in tutto il resto del percorso Fonseca ha totalizzato 7 punti in più di Gasp. L’evoluzione è parsa sempre graduale e il vento positivo è stato scalfito solo in parte dalla sequela horror di infortuni nelle primissime giornate. Quello che lo scorso anno era divenuto un fastidioso alibi, quest’anno è il collante sul quale unirsi per fare fronte unico davanti alle difficoltà.

…RESTARCI SENZA PAURA – Ecco, la paura è il concetto forse più lontano di tutti dalla mente di Paulo Fonseca. Un altro celebre portoghese, che in Italia (e non solo) qualche coppa l’ha sollevata, soleva dire: “Non esiste paura nel calcio. Il calcio è un gioco. C’è paura casomai nella vita, ma nel calcio non bisogna mai avere paura. Perdere non è morire”. Il loquace e “ultra-scenico” Josè Mourinho da Setubal è sicuramente molto diverso dal taciturno “Zorro Paulo Fonseca”, uomo dalle poche parole in conferenza e dai tanti fatti nel rettangolo verde. Per come la Roma ha giocato a Milano davanti all’Inter di Conte che aveva appena raggiunto il primato, è sembrato essere piuttosto il coraggio “sfrontato” a emergere. Se nelle prime giornate (Roma-Genoa 3-3 su tutte) ciò pareva però affidato a pericolose casualità, la Roma degli ultimi tempi (a parte qualche passettino falso, vedi Parma) sembra oliata nei movimenti d’uscita e feroce negli ultimi metri. Ha subìto 6 reti in meno (ora ha un portiere degno del nome, ndr) e ne ha segnati 4 in più. Insomma, una progetto di grande squadra.

Col nostro Pagellone (Pau Lopez, Mirante e Mancini per ora, ndr)  stiamo provando a riassumere individualmente un concetto che collettivamente sta portando grandi benefici a tutta la piazza: i gruppi vincono i trofei. Ogni riferimento a Lazio-Juventus di ieri sera (Supercoppa Italiana) è puramente casuale.

REDAZIONE