FOCUS AS ROMA | Déjà vu Zaniolo-Ronaldo: una porzione di campo maledetta che distrugge le ginocchia dei campioni…

FOCUS AS ROMA | Déjà vu Zaniolo-Ronaldo: una porzione di campo maledetta che distrugge le ginocchia dei campioni…

Chi vi scrive il 12 aprile del 2000 si trovava allo Stadio Olimpico per Lazio-Inter, gara d’andata riferita alla Finale di Coppa Italia. Sì, la Coppa Italia si giocava ancora andata e ritorno. La Lazio di Cragnotti, che di lì a poco si sarebbe cucita sul petto lo Scudetto e l’Inter di Moratti, che abbracciava il ritorno in campo dopo cinque mesi di Ronaldo. Il Fenomeno era fuori da novembre per un infortunio al ginocchio che in un Inter-Lecce lo aveva estromesso (sulle sue gambe, ndr)  dal campo.

NELLA TESTA DI UN BAMBINO – Quando un bambino vede crollare il suo idolo dopo una delle tante magnifiche corse, tanti pensieri si alternano veloci. “Ora si rialza”; “forse si è infortunato”; “perché i giocatori avversari chiamano velocemente in campo i soccorsi e si mettono le mani in faccia?”. Dallo stadio è sempre pressoché impossibile capire l’entità degli infortuni, perciò, dato che si trattava di Ronaldo (che nel 2000 era ancora il più forte di tutti, ndr) subito tutti con i cellulari in mano (gli smartphone non esistevano lontanamente) per sentire se a casa dai replay si era capito qualcosa. Eccome se si era intravisto qualcosa, dato che già dal replay di Rai1 era evidentissimo che su un campo di calcio un infortunio del genere, in quelle modalità, forse non si era mai visto. Distaccamento del tendine rotuleo e il ginocchio che va su, incredibilmente spostandosi in alto verso il quadricipite. Poi le urla, i pianti, le lacrime, Couto (non esattamente il primo maestro di sportività che ti viene in mente) che si cala come fosse una mamma amorevole, quando purtroppo già non c’è più niente da fare.

CHE COSA È IL TEMPO, 20 ANNI DOPO? – Non sai accorgerti in quel momento che di tempo, prima di vedere in campo il tuo beniamino, ne passerà tanto. Non sai quantificare quanto costerà attendere mesi e mesi prima di leggere su un giornale che il calciatore “è tornato in gruppo”. Nella testa di tanti ragazzi, Zaniolo rappresenta non solo un grande campione della Roma attuale, bensì un “sogno di fuoriclasse” a cui aggrapparsi quando ti accorgi che probabilmente i fuoriclasse giocano (e vincono, ndr) altrove. Questo dovrà tornare a essere Zaniolo: un simbolo di se stesso prima che un giocatore della Roma. Indipendentemente da quanto tempo passerà, scorporando il discorso “permanenza o mercato”, scostandosi da una qualificazione o meno alla Champions League che verrà, L’oro di Roma va messo in salvo anche adesso che è fragile e spezzato. Il soldato Friedkin questo concetto deve averlo più chiaro che mai.

CHIACCHIERANDO CON LELE ADANI“Si deve aspettare il tempo che serve!”. Questo ha comunicato (in chiacchierata informale, ndr) all’uscita dalla tribuna stampa Lele Adani, che eravamo andati a interpellare in quanto commentatore tecnico (assieme a Riccardo Trevisani, ndr) della gara trasmessa da SkySport. Dato che c’è da giocare un Europeo a breve, la mente di Adani è andata velocemente indietro all’infortunio di Totti nel 2006, quando si tentò e si riuscì in un recupero da record, che poi avrebbe però pregiudicato la mobilità di Totti negli anni a venire. Era una situazione completamente diversa: Totti sarebbe dovuto essere il faro della Nazionale di Lippi, che voleva giocarsi le proprie carte in un Mondiale che sarebbe entrato nella Leggenda. Secondo Adani non si dovranno tentare salti mortali con Nicolò, che a 20 anni non merita di straziarsi anima e corpo per giocare una kermesse continentale che in futuro lo vedrà protagonista nelle edizioni che verranno. La matrice dell’infortunio (sempre secondo Adani), la consistenza fisica e le caratteristiche atletiche uniche di Zaniolo dovranno essere preservate con un recupero graduale e intenso. Alessandro Florenzi e Kevin Strootman questa devastazione l’hanno dovuta subire due volte. Si faccia in modo che Zaniolo non debba vivere lo stesso calvario…

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