ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Marcel Vulpis: “Non prendere calciatori troppo onerosi è legato al cambio di proprietà”

ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Marcel Vulpis: “Non prendere calciatori troppo onerosi è legato al cambio di proprietà”

Il direttore di www.sporteconomy.it, Marcel Vulpis, è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport 101.5, all’interno della trasmissione Buongiorno Centro Suono Sport. Queste le sue dichiarazioni:

“Il pezzo odierno sul Corriere dello Sport – spiega – è nato da un’intuizione del vicedirettore Barbano che voleva mettere a confronto sia la parte sportiva che la parte economica della società Roma.  Partendo dal calciomercato invernale, è palese che gli ingressi e le uscite che ci sono state non hanno potenziato, ma, forse, hanno addirittura depauperato il patrimonio del club. Questa volontà di non prendere dei calciatori troppo onerosi in termini gestionali e di cartellino è in linea col fatto che la Roma è sotto trattativa per il passaggio di società ed è, quindi, inutile fare una campagna acquisti che poteva non piacere al futuro proprietario. Ovviamente, questo purtroppo potrebbe incidere sul risultato finale del campionato”.

“L’obiettivo – continua Vulpis – è prendere l’ultimo posto disponibile del campionato, il quarto, che la Roma se lo sta giocando con un’Atalanta in ottima forma. Però, alla luce del fatto che il mercato di riparazione non è stato così brillante la Roma si trova nelle stesse condizioni di prima della finestra invernale. Perez e Villar sono state delle scommesse con cui, però, ad oggi, la squadra è più debole di quando è iniziato il calciomercato. E’ difficile, infatti, che calciatori che erano fuori rosa nelle loro squadre di riferimento possano fare la differenza nella Roma. Questa campagna acquisti che non si è capita, si può capire alla luce del fatto che è una società che sta per passare di mano. E’ stato, quindi, un gesto di cortesia nei confronti del nuovo proprietario a cui toccherà ad agosto modificare la rosa”.

“Per quanto riguarda la parte prettamente economico finanziaria – prosegue il giornalista – l’ultimo bilancio consolidato è al 30 giugno 2019, tra poco dovrebbe arrivare quello della prossima semestrale che, però, non credo che sarà più brillante. Nella logica di Pallotta, l’ingresso di Friedkin serve per avere un nuovo proprietario che metta, innanzitutto, denaro liquido nella società e riequilibri i conti. Una volta fatta la ricapitalizzazione, inizia la sfida di Friedkin che dovrà dimostrare di essere più bravo di Pallotta nella gestione del club sia dal punto di vista economico finanziario che da quello sportivo. Pallotta ha strutturato la società come una vera e propria azienda, oggi la Roma ha un menagment importante sia in termini di società ma anche in termini di costi perché non parliamo di manager che vengono pagati poco. Ciò ha portato ad un debito per la società. Ora aspettiamo l’arrivo di Friedkin in primis per riequilibrare i conti, ma anche perché ci sarà sicuramente un rimpasto dei manager in concomitanza con quelli americani del gruppo dell’imprenditore. Una delle problematiche principali è far partire Friedkin con l’handicap di farlo stare per un anno fuori dalla Champions League. Ciò intacca il risultato sportivo ma anche la parte finanziaria”.

“Ora – conclude Vulpis – la Roma deve tornare a vincere, perché senza vittorie, cosa si può vendere alle aziende? Ciò che resta ora da vendersi è il nome, ma, la Roma deve tornare ad essere competitiva perché in termini commerciali i marchi non sono attratti dal nome e basta”.

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