CONFERENZA STAMPA AS ROMA | Petrachi show in avvio: “Non mi vanno giù le c****te di alcuni media”. I tre acquisti: “Qui per dimostrare di essere importanti e vincere qualche titolo”

CONFERENZA STAMPA AS ROMA | Petrachi show in avvio: “Non mi vanno giù le c****te di alcuni media”. I tre acquisti: “Qui per dimostrare di essere importanti e vincere qualche titolo”

È tutto pronto a Trigoria, presso il Centro Sportivo Fulvio Bernardini, per la conferenza stampa di presentazione dell’AS Roma riferita ai tre nuovi acquisti di gennaio: Carles Perez, Villar e Ibanez.

Parla Petrachi. Siamo qui per presentare questi tre ragazzi, ma prima mi premeva fare delle puntualizzazioni in merito ad alcune ca***te che sono uscite sui giornali. Dalla mia prima presentazione ho parlato di “anno zero”: sono stato chiamato dalla proprietà per provare a recuperare gli errori compiuti negli anni precedenti.  Con umiltà, voglia ed entusiasmo ho garantito assieme alla società una gran mole di lavoro per non tradire la filosofia della Roma. Abbiamo fatto una vera e propria rivoluzione: abbiamo ceduto 20 giocatori e ne abbiamo presi 14. Non compriamo giocatori a 70 milioni. Con quei soldi io ne prendo 7. In un progetto del genere è evidente che si debba avere un po’ di pazienza e di comprensione. Quando ci sono delle rivoluzioni qualcosa può andare bene e qualcosa può volgere nel verso sbagliato. Forse sono antipatico a qualcuno di voi, perché non faccio “comunella” con nessuno di voi e non rispondo ai vostri messaggi sin da quest’estate. Fino all’ultimo giorno che sarò qui porterò avanti la mia idea di calcio e porterò a compimento quel che dobbiamo produrre per la Roma. Con un po’ di intelligenza e buona fede si può ricordare che fino a venti giorni fa si parlava di una Roma al rialzo, con un grande allenatore e il gioco più “importante” d’Italia. Ero pronto anche alla difficoltà, ma non alle calunnie e alle falsità che ho letto sulla Gazzetta dello Sport e sul Corriere dello Sport. Avete scritto che Dzeko mi ha bacchettato perché la Roma avrebbe poca qualità. Questa era la prima ca***ta, ecco la seconda: non sono stato convocato dalla nuova società perché in difficoltà verso il futuro, bensì per programmare al meglio le spese e gli investimenti del futuro. Sono stato censurato come un killer in merito alla vicenda del processo, non come un direttore sportivo: sono stato assolto e non è stato scritto da nessuna parte. Parlo sia a livello cartaceo che televisivo. Sono consapevole delle difficoltà della squadra, abbiamo smarrito umiltà dopo la grande prestazione nel derby: se giochiamo con la cattiveria e la voglia dimostrata in tante partite in campionato, possiamo mettere in difficoltà chiunque, se non facciamo questo andiamo in grande difficoltà. Il gioco di Fonseca si fonda tanto sul pressing e senza voglia di correre non si va da nessuna parte, come con Sampdoria, Sassuolo, Torino e Bologna per esempio. Lo slogan è: abbiamo costruito qualcosa, la semina sui giovani darà i frutti, ma serve umiltà. Nei momenti di grande difficoltà, come quando avevamo 12 infortunati, siamo usciti fuori alla grande. Per questo sono convinto che questo gruppo, in cui io sono identificato, sia venuta meno dal punto di vista del carattere. Farò capire loro quanto è importante mettere sana passione e cattiveria anche per i tifosi. Ho parlato con Perez, gli ho raccontato del fatto che Roma è una piazza passionale, che si affeziona ai giocatori che escono con la maglia sudata. Se metterai l’anima, qui diventerai grande. Non mi è piaciuto come si è comportato dall’ingresso in campo col Sassuolo, gliel’ho detto e vedrò il cambiamento. La Roma la sento mia, anche se qualcuno vuole tagliarmi la testa sul patibolo. Chiedo ancora pazienza, ma questa squadra ha valori, anche se tanti ragazzi sono giovani. A me danno fastidio le inesattezze, le calunnie e le c****te. Qualcuno mi ha detto che mi era stata tolta la parola: sono qui, se serve chiedetemi quel che volete. Oggi si tratta della presentazione dei ragazzi, ma oggi ci tenevo a fare chiarezza su alcune puntualizzazioni”.

Benvenuto Perez: Fonseca ti ha avvertito delle marcature strette in Serie A. Hai già notato questa differenza con la Liga? La verità è che ho potuto comprovare da subito rispetto alla prima partita. Col Bologna già mi sentivo più a mio agio e posso confermare quel che mi ha detto il mister”.

Benvenuto Ibanez: che tipo di difensore sei?Le mie caratteristiche sono buona velocità e grande elevazione, a me piace giocare con la palla tra i piedi. Interviene Petrachi: “Sabatini ha detto un’inesattezza. Ibanez non è venuto da noi per il fatto che noi abbiamo offerto il doppio. Prenderà gli stessi soldi che aveva offerto il Bologna. È qui perché ha scelto la Roma”.

Benvenuto Villar: come procede la prima fase d’ambientamento a Trigoria? “Vorrei ringraziare tutti per l’accoglienza: sia i compagni, che lo staff che l’allenatore. L’ambientamento procede bene, ho tanta voglia di lavorare”.

Per Ibanez, fino a pochi giorni fa eri all’Atalanta, che consiglio daresti ai tuoi compagni di squadra in vista del match di sabato? “Conosco bene l’Atalanta, ancora non ho parlato con questo del mister, ma quello che Fonseca ci ha fatto vedere mi ha trovato d’accordo”.

Petrachi, qual è il suo punto di vista sul suo ingresso a fine primo tempo a Reggio Emilia? “Credo fosse normale dire ai ragazzi che stessero giocando una partita penosa. Qualche giorno prima avevamo messo sotto la Lazio. Ha parlato poi il mister, dopo aver fatto la mia parte. Sono sempre a contatto con la squadra e con i ragazzi. Trovo legittimo che dopo 45′ del genere io mi debba far sentire, rappresentando in quel momento la società”.

Per Petrachi. Hai fatto molto riferimento alla strategia della Roma di puntare sui giovani, infatti a gennaio sono arrivati tre giocatori di prospettiva. Come si coniuga questa politica con l’obiettivo dichiarato a inizio stagione riferito al quarto posto? “Credo che i giovani siano linfa per il presente e per il futuro. Il mercato di gennaio, soprattutto nel momento di un cambio di proprietà, diventa difficile. Non è facile sostituire giocatori come Zaniolo e Diawara. Abbiamo perso due pilastri della nostra squadra. L’idea è stata di prendere giocatori che daranno grandi soddisfazioni alla società anche in futuro. Se potessi prendere 100 milioni e andare a prendere chi voglio a gennaio sarei felicissimo, ma bisogna guardare in faccia la realtà, riferita a un passaggio di proprietà che ancora non è avvenuto”.

Per Perez: consideri la Roma un punto d’arrivo oppure pensi di tornare al Barcellona ancora più forte? “Evidentemente se sono qui è perché credo di poter essere un giocatore importante per la Roma. Il Barcellona è il passato, il mio presente è la Roma. Ho firmato un contratto di quattro anni e mezzo e farò di tutto per crescere qui”.

Per Perez: che idea avevi della Roma vista dall’esterno quando eri al Barcellona e cosa ti ha convinto a venire qui? “Ho sempre visto la Roma come un grande club su questo non c’è dubbio. È stata decisiva la chiacchierata con Fonseca per decidere definitivamente di venire qui”.

Per Villar: esattamente qual è il ruolo dove pensi di giocare meglio, divertendoti, considerando che ora potresti essere qui per sostituire Diawara? “Diawara è un grande giocatore e siamo tutti dispiaciuti del suo infortunio, Mi sento a mio agio da mezz’ala o da centrocampista che giochi accanto a un mediano. Sono pronto a giocare ovunque il mister chieda”.

Per Petrachi: lei ha parlato di difficoltà nel rapporto con i media. Non sarebbe quindi più proficuo avere una comunicazione più continua con lei? “Se devo ricevere tante telefonate, o devo rispondere a tutti o non rispondo a nessuno. Non posso fare figli e figliastri. Non evito i giornalisti perché mi stanno antipatici, ma per un fatto di correttezza verso alcune dinamiche interne”.

Per i giocatori: Fonseca ha detto che chi non regge la pressione può prendersi un pezzo di terra e coltivare patate. Siete preparati per la pressione riferita al giocare alla Roma? “Sì, siamo pronti a questo (parla Villar, ndr)”. 

Per Villar: il suo ex allenatore ha affermato che lei per lo stress prima della partenza ha perso due chili. “È vero, in particolare nel periodo tra il 20 e il 30 gennaio. La frenesia ha fatto il resto: io volevo venire qui a tutti i costi”.

Per Ibanez: la Roma ha sei centrali difensivi di grande livello. Lei è preoccupato di non avere spazio? “Mi ritaglierò il mio spazio di qui a giugno”.

I giocatori della Roma che hanno rappresentato al meglio la società sono stati quelli che hanno capito la storia della squadra dove andavano a giocare. Avete già studiato la storia della Roma? Avete dei campioni di riferimento a cui vi ispirate riferiti al passato giallorosso? “Prima di firmare abbiamo fatto le nostre ricerche e i nostri approfondimenti e sappiamo che questa società ha una grande storia. Non abbiamo un giocatore o un campione di riferimento perché ce ne sono tanti nel passato. Quel che vogliamo fare è ambientarci, migliorare e portare a casa titoli”.

REDAZIONE