Esclusiva Centro Suono Sport 101.5 – Franco Nero: “Speriamo che Dan Friedkin possa fare meglio di Pallotta. Bruce Willis? Niente di particolare”

Esclusiva Centro Suono Sport 101.5 – Franco Nero: “Speriamo che Dan Friedkin possa fare meglio di Pallotta. Bruce Willis? Niente di particolare”

Il celebre attore Franco Nero è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport 101.5, all’interno della trasmissione Centro Suono Calcio. Queste le sue sue parole:

Come è nata la passione per la Roma?
“Sono tifoso romanista e seguo sempre le gare, ovunque io sia. Ho visto anche l’ultima partita (Roma-Bologna, ndr) a Los Angeles e mi ha fatto soffrire molto. Mi innamorai della Roma attraverso la conoscenza di alcuni giocatori: Conti, Ancelotti, Tancredi, e l’amicizia con Dino Viola e donna Flora. Poi, successivamente, strinsi un rapporto anche con Franco Sensi”.

E’ contento dell’arrivo di Friedkin?
“Speriamo che possa fare meglio di Pallotta, ma il calcio è molto strano. Ad esempio, non riesco a capire le motivazioni della non riconferma di Claudio Ranieri: aveva fatto molto bene”.

Che cosa pensa di Paulo Fonseca e di questa stagione della Roma?
“Mi sembra un po’ timido, non l’ho ancora inquadrato bene anche. Con l’Atalanta è una partita chiave: in caso di sconfitta la lotta alla Champions, per me, si chiude definitivamente. Purtroppo, mancano giocatori importanti come Diawara e Zaniolo.”

Da poco si sono celebrati gli Oscar, un giudizio sull’evoluzione del cinema?
Non era mai capitato che a vincere l’Oscar fosse un film in lingua non inglese (Parasite, ndr.) e questo riflette l’internazionalità che ha raggiunto il cinema moderno. Rappresenta un po’ una vittoria anche per noi Italiani, questo significa che anche un nostro film potrà vincere”

Ha fatto un cameo in Django. Come è nato?
“Una ventina di anni fa mentre giravo un film a Oviedo in Spagna, Penelope Cruz mi disse che un giovane Quentin Tarantino voleva conoscermi, ma io non potei incontrarlo perché in quel momento lavoravo ad un film, tuttavia rimasi un suo “pallino”. Mentre girava in Italia una scena di “Bastardi Senza Gloria” mi rintracciò, pranzammo insieme, conosceva tutti i miei film e ne sapeva le battute a memoria. Quando dopo qualche mese mi recai a New York per motivi di lavoro, entrai in contatto con uno sceneggiatore che mi presentò la sceneggiatura di Django Unchained: dopo due mesi Tarantino mi chiamò dicendomi che il film era un omaggio a me ed a Sergio Corbucci (regista), voleva un mio cameo e ci incontrammo a Los Angeles: così nacque la celebre scena del bancone, che fu la più vista dell’anno. Anche in “C’era una volta a Hollywood” c’è un omaggio a me in una scena.”

Come si vive a Los Angeles la perdita di Kobe Bryant?
“È stato un colpo insanabile per gli americani, ma anche per noi italiani che in un certo senso lo avevamo adottato. Avrebbe dovuto stare più attento, le condizioni meteorologiche non erano delle migliori”.

Come era Bruce Willis?
“Niente di speciale, non abbiamo avuto un grande rapporto. A differenza di Anthony Quinn che, alla morte di mio padre, mi disse di non essere triste e che sarebbe divenuto lui mio padre.”

Come è stato uccidere Rod Stieger nel film Mussolini ultimo atto?
“La sera prima della scena Rod mi telefonò alle 2 di notte dicendomi che prima di sparargli avrei dovuto aspettare che dicesse una battuta (interpretava Mussolini, ndr). Il giorno seguente, al momento della scena, lui disse la battuta che si era preparato, poi gli sparai ma nell’ultima scena si muoveva ancora sullo sfondo, insomma non gli andava giù che il film si concludesse con la mia faccia in primo piano”.

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