CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Prof. Galli (Responsabile Malattie Infettive Ospedale Sacco Milano): “Questa epidemia non passerà in un paio di settimane”

CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Prof. Galli (Responsabile Malattie Infettive Ospedale Sacco Milano): “Questa epidemia non passerà in un paio di settimane”

Il Podcast dell’intervento del Prof. Massimo Galli, Direttore Responsabile Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, (12-03-2020) ai microfoni di Centro Suono Sport all’interno del programma 1927 – La Storia Continua

Non siamo vicini alla fine di questa epidemia, dovremo combattere per diverso tempo ancora contro questo virus. È impossibile fare previsioni valide, l’esempio più vicino è quello di Wuhan anche se con una densità di popolazione diversa dalla nostra. In Cina hanno impiegato due mesi e mezzo dopo l’introduzione di provvedimenti drastici per arrivare alla riduzione dei casi. In Italia il virus è circolato liberamente per tre/quattro settimane e ci siamo trovati ad inizio marzo nella stessa situazione vissuta a Wuhan a fine gennaio.

Questa epidemia non passerà in un paio di settimane. In Cina il picco dei contagi è stato superato, è difficile fare le stesse valutazioni per l’Italia perché molte aree sono in comunicazione tra loro. Quando si applicano misure restrittive per combattere questi tipi di virus non si è mai in anticipo.

Al momento siamo impreparati alla gestione di un’epidemia di questa portata, ha superato in negativo anche i modelli più pessimistici ipotizzati in passato per testare le strutture sanitarie. Non ci sono riscontri per affermare che il caldo possa rallentare la diffusione, in passato molte epidemie simili sono esplose in periodi climaticamente miti. Chiaramente però l’inverno contribuisce alla diffusione per una questione di stile di vita perché si prediligono gli spazi chiusi.

Questo virus ha manifestazioni molto diverse tra loro, si va dalla semplice tosse a difficoltà respiratorie acute: è impossibile distinguerlo da una normale sindrome influenzale nelle prime fasi. La certificazione di pandemia è un messaggio per tutti i governi del mondo a non sottovalutare il pericolo.

Non si è mai vista nella nostra storia una malattia in grado di mettere in crisi il sistema sanitario per modalità e tempistiche come questa. Abbiamo bisogno della partecipazione di tutti, anche di chi deve restare a casa”.

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