ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Prof. Falcone: “Al Nord siamo vicini al picco dei contagi. Quando finirà? Se sarà Maggio, avremo ottenuto un grande successo”

ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Prof. Falcone: “Al Nord siamo vicini al picco dei contagi. Quando finirà? Se sarà Maggio, avremo ottenuto un grande successo”

Il prof. Marco Falcone, ricercatore di malattie infettive all’università di Pisa, è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport 101.5, all’interno della trasmissione Centro Suono Calcio. Queste le sue parole:

Da esperto come giudica il momento?
“La situazione è seria, nel senso che dobbiamo prendere atto che è un’infezione che si è diffusa soprattutto al Nord. Per l’uomo rappresenta una novità: il Coronavirus appartiene a una famiglia di virus che non ha mai attaccato l’essere umano, per questo è molto contagioso rispetto ai virus influenzali di stagione”.

Da dove arriva il Coronavirus?
“Viene dalla Cina, primo paese ad averlo isolato. E’ un virus di origine animale, su di loro sono innocui, e difficilmente si trasferiscono all’uomo, in questo caso è successo. La promiscuità con gli animali facilita la diffusione. Ad esempio, l’uso di animali vivi nei mercati porta più facilmente la contaminazione da una specie all’altra. Per passare all’uomo il virus deve acquisire caratteristiche particolari e in questo caso ci è riuscito, di solito non sono patogeni per l’uomo”.

Quanto manca per il picco dei contagi?
“Ogni previsione è un azzardo perché non sappiamo precisamente quanti sono gli infetti. Questo perché il test non si fa su tutti, ma solo sui soggetti sintomatici e sugli aggravati. Detto questo le previsioni vorrebbero che al Nord siamo vicini al picco perché i contagi sono ormai molto alti. Al Centro-Sud ancora non siamo a questo punto ed è proprio lì che bisogna lavorare per non avere lo tsunami avuto in Lombardia, creando meno problemi sia alle persone sia agli ospedali”.

Dovremo imparare a vivere con questo virus?
“Diciamo che una visione del genere al momento non è del tutto sbagliata. Il problema non verrà risolto in 2 settimane. Con le dovute precauzioni, proviamo a fermare l’esplosione dell’epidemia che metterebbe in seria difficoltà il sistema sanitario. Credo che per 1 o 2 mesi convivremo con questa problematica. Se a maggio tutto rientra nella consuetudine sarà un grande successo”.

Quando si potrà tornare a quella che era la normalità?
“Difficile a dirlo. Ci saranno innovazioni sulla capacità di trattare l’infezione: nelle prossime settimane vedremo attraverso i test quanti sono riusciti a sviluppare gli anticorpi. Se scopriamo che il 50% dei lombardi ha gli anticorpi si può pensare di tornare a una vita normale perché l’onda grande è passata”.

Siamo intorno ai 3000 decessi, quanti di questi sono morti per Coronavirus?
“Domanda a cui si potrà rispondere alla fine. E’ vero che nella maggioranza dei decessi c’erano patologie pregresse, tuttavia anche i pazienti più fragili se non contraessero il Coronavirus avrebbero un’aspettativa più alta. Pertanto, in una buona maggioranza è la causa di morte.”

Ipotizzando una popolazione completamente sana, quale sarebbe la mortalità?
“Forse 1-2% o anche meno. Anzi, sicuramente intorno all’1%. La polmonite bilaterale interstiziale che porta questo virus è una patologia molto forte e ovviamente gli anziani sono già a rischio, a volte anche una persona giovane con una polmonite così forte ha bisogno della terapia intensiva”.

Il virus si trasmette su tessuti o superfici?
“Sì, ma la sopravvivenza non è elevata. Lo possiamo far scomparire con i semplici saponi. Il contagio avviene per contatto con le persone con cui parliamo e interagiamo, ma comunque può capitare pure attraverso le superfici”.

Quando torna a casa, Lei come si comporta?
“E’ particolare, non eravamo abituati nonostante siamo infettivologi. Per noi è difficile poiché dobbiamo tenere a distanza i nostri cari. Meglio un bacio in meno che un contagio in più. Concretamente mi tolgo le scarpe, faccio una doccia, lavandomi con disinfettanti adeguati, e certamente non condivido posate, bicchieri o simili”.

Anche chi non lavora in ospedale deve attenersi a queste regole?
“Chi non ha contatti documentati con potenziali infetti deve sempre fare attenzione, tuttavia non in maniera esagerata come gli addetti ai lavori”.

Quando ci sarà la cura e il vaccino?
“Per il vaccino ci vorrà un anno, un anno e mezzo. Già ne abbiamo, ma dobbiamo ancora testarle per valutare possibili effetti collaterali sull’uomo. Per metterlo in commercio bisogna avere la certezza che non causi altre patologie. Nelle prossime settimane avremo molecole e farmaci nuovi che potranno ridurre di molto la mortalità e facilitare la cura”.

E’ ottimista?
“Abbastanza. Si troveranno le terapie e un vaccino. Mi preoccupano le prossime settimane in cui potremmo andare in difficoltà: se stiamo calmi e seguiamo le precauzioni piano piano ne usciremo”.

Un suo parere sulla Roma di Fonseca?
“Fonseca mi piace, per la situazione da cui è partito e vista la campagna acquisti non brillante, è riuscito a fare un bel campionato con tutta la rosa a disposizione. Nel tempo gli infortuni hanno pesato tanto. Magari ha sbagliato qualcosa in qualche partita ma non mi sento di criticarlo, per il valore della rosa credo sta al posto in cui dovrebbe stare. Con qualche soluzione in più credo avrebbe più punti”.

Come giudica la gestione Pallotta e che idea si è fatto per la trattativa con Friedkin?
“Pallotta è stato un presidente che ha portato la Roma per anni in Champions e stabilmente nei primi tre posti in Italia. Ha avuto buoni ds come Sabatini che hanno acquistato grandi giocatori, ma anche tante plusvalenze. Con questo tipo di mercato credo abbia ottenuto il giusto. Tenendo il 30% dei pezzi buoni, credo avrebbe potuto raggiungere sicuramente un trofeo”.

Ma Pastore?
“Ci sono stati infortuni oscuri nella Roma, ricordo il ginocchio di Karsdorp. Sappiamo che Pastore quando non sta bene resta fermo a lungo, ma non so bene nel dettaglio cos’abbia”.

Riguardo ai tanti crociati?
“Chiedevo ai miei amici ortopedici. I giocatori sono portati ormai al limite e i nostri muscoli e articolazioni non sono fatti per fare quegli sforzi. Probabilmente portare i muscoli a questo stress eccessivo espone questi giovani a rotture e lesioni”.