CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Dacourt: “Il calcio è fatto di emozioni, i tifosi sono necessari. Ho il rimpianto di non aver vinto a Roma”

CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Dacourt: “Il calcio è fatto di emozioni, i tifosi sono necessari. Ho il rimpianto di non aver vinto a Roma”

Il Podcast dell’intervento di Olivier Dacourt (07-04-2020) ai microfoni di Centro Suono Sport all’interno del programma 1927 – La Storia Continua

“In questo momento mi trovo vicino Montecarlo, in Francia abbiamo preso coscienza un po’ in ritardo della pericolosità del virus, non pensavamo di vivere la stessa situazione dell’Italia o della Spagna. Stiamo cercando tutti di rispettare le regole anche se essendo latini abbiamo qualche difficoltà in più, c’è stato un sabato in cui tutti sono usciti perché c’era il sole nonostante l’appello del Governo.

Nessuno sa quando ne usciremo, prima di iniziare a giocare nuovamente le squadre avranno bisogno di settimane o mesi per la preparazione. Capisco benissimo che ci siano tanti soldi in ballo ma di fronte ad un’emergenza di questa portata abbiamo l’obbligo di pensare alla salute perché il calcio torna ad essere solamente un gioco. La UEFA sicuramente perderà molti soldi ma vorrei ricordare anche i tanti club che rischiano il fallimento. Il calcio è fatto di emozioni, sia per gli atleti che per i tifosi, tornare a giocare senza pubblico non ha senso, preferisco aspettare.

È molto complicato parlare di calciatori accostati alla Roma perché l’ambiente è molto difficile da gestire. Nzonzi, Gonalons e Grenier sono tre ottimi calciatori che non hanno lasciato il segno, purtroppo quando la squadra va male le cose possono essere molto difficili. In passato sono stato criticato anche io dopo aver detto di non percepire lo stipendio da sei mesi ma ho giocato ugualmente una buona partita nonostante i fischi, non tutti i calciatori sono uguali però, molti vanno in difficoltà sotto pressione.

Non penso che i calciatori debbano essere obbligati a tagliarsi l’ingaggio, ognuno ha una propria responsabilità e dovrebbe aiutare la società se ne sente l’esigenza. I giocatori del Bayern hanno raccolto tanti soldi per scelta loro, non per un’imposizione esterna. Ci sono tante categorie con ingaggi importanti eppure si parla sempre dei calciatori. Quando ho lasciato la Roma sono andato all’Inter perché non vincevano lo Scudetto da molto ed ho sempre amato le sfide. A Roma ho trascorso degli anni fantastici ma ho il rimpianto di non aver vinto nulla, mi è dispiaciuto tantissimo perché i tifosi lo meritavano”.

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