CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Prof. Galli (Responsabile Malattie Infettive Ospedale Sacco Milano): “Serve prudenza per la ripresa, non possiamo illudere nessuno”

CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Prof. Galli (Responsabile Malattie Infettive Ospedale Sacco Milano): “Serve prudenza per la ripresa, non possiamo illudere nessuno”

Il Podcast dell’intervento del Prof. Massimo Galli, Direttore Responsabile Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, (07-04-2020) ai microfoni di Centro Suono Sport all’interno del programma 1927 – La Storia Continua

È ancora presto per la “fase due”, le cose stanno andando meglio ed è corretto darne conto però dobbiamo mantenere alta l’attenzione perché altrimenti si potrebbe vanificare tutto. Il distanziamento sociale ha prodotto i suoi risultati, c’è una pressione minore al pronto soccorso e anche se ci sono ancora persone malate in casa la situazione generale è in miglioramento. Penso sia complicato immaginare una riapertura dopo Pasqua, è inutile illudere le persone anche se sinceramente capisco le difficoltà a livello di comunicazione, soprattutto tenendo conto dei tanti sacrifici che stanno facendo. Per parlare di “fase due” dovremo attendere la conferma del trend positivo in tutta Italia e il segnale d’arresto nella progressione del virus.

Allo sport italiano consiglierei prudenza, programmare è giusto ma anticipare i tempi sarebbe diabolico. Pensando al calcio, dal momento che parliamo di gruppi ristretti, si potrebbe ripartire in condizioni di parziale sicurezza solamente se i giocatori e le loro famiglie accettassero una vita di clausura. Nessuno può pretendere dai calciatori che corrano rischi di salute. Ricevo sollecitazioni ogni giorno dal mondo sportivo per consigli, ricette in grado di consentire la ripresa, patenti di “immunità acquisita” o di “completa estraneità dal virus”. Andrà valutato tutto con molta attenzione quando si avranno dati più certi sulla diffusione dell’epidemia.

L’utilizzo del tampone ha alcune difficoltà: l’esame deve essere condotto da un operatore munito delle massime protezioni e soprattutto analizzato da laboratori specifici. Questo ovviamente richiede tempo, in Lombardia la capacità di analisi giornaliera è di poco superiore ai 5 mila test, se dovessimo fare l’esame a tutta la popolazione parleremo di milioni di tamponi. In questo contesto diventano fondamentali i test sierologici, hanno qualche carenza ma permettono di distinguere tra negativi e positivi restringendo così il numero di persone da controllare con il tampone. Se gli italiani imparassero a vaccinarsi per l’influenza stagionale si ridurrebbe sicuramente il numero di morti annui che si attesta sulle 8 mila unità. La grandissima parte dei contagi avviene però per via diretta, quando cioè qualcuno tossisce o starnutisce direttamente nella nostra direzione”.

ASCOLTA L’INTERVENTO INTEGRALE!