CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Prof. Di Perri (Responsabile Malattie Infettive Amedeo Savoia Torino): “La riapertura su base anagrafica sarà molto difficile da programmare, nei prossimi mesi servirà un comportamento responsabile”

CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Prof. Di Perri (Responsabile Malattie Infettive Amedeo Savoia Torino): “La riapertura su base anagrafica sarà molto difficile da programmare, nei prossimi mesi servirà un comportamento responsabile”

Il Podcast dell’intervento del Prof. Giovanni Di Perri, Responsabile Malattie Infettive dell’Amedeo di Savoia di Torino, (24-04-2020) ai microfoni di Centro Suono Sport all’interno del programma 1927 – La Storia Continua

I dati relativi allo studio sull’incidenza del Covid sui fumatori sono al momento decisamente relativi, diventa complicato dare un parere, ma c’è uno studio precedente su una forma di polmonite che confortava questa tesi che il Covid colpirebbe meno i fumatori rispetto ai non fumatori, ma è un’ipotesi ad oggi non sostenibile al 100% a livello scientifico.

Questo virus dà molto fastidio anche quando ha smesso di far male, perchè una volta che una persona è clinicamente guarita, nel senso che non ha più disturbi, resta comunque affetta da una positività residua. Secondo gli scienziati cinesi dura da 8 a 37 giorni, in una media di 20 giorni. I guariti ufficiali sono quelli che risultano negativi a due tamponi effettuati a distanza di 24 ore. Il test sierologico ci consente di verificare se il virus è stato contratto da almeno 15 giorni, ma non ci permette di verificare se il virus è ancora in corso nell’organismo, al contrario del tampone che ci offre questa possibilità.

Se guardiamo l’infezione nella sua totalità, nel suo 45% è asintomatica, soltanto il 20% è sintomatico e di questi il 5% è realmente critico. Se riusciamo a stimolare un minimo di immunità specifica e il virus quando arriva viene contrastato, riducendo la carica virale grave, riusciremmo a contenere il numero dei ricoveri gravi, avvicinandoci alla gestione del Covid come per le altre forme di influenza.

Ci sono persone di 50 anni messe peggio di persone di 70, il discorso su base anagrafica è molto difficile, soprattutto sul piano del lavoro. Immaginiamo i medici, di cui il 50% è over 60, andrebbero tutti a casa? Mi sembra non facilmente attuabile. Sembra impossibile al momento raggiungere il contagio zero senza vaccino. In questi mesi sarà fondamentale rimanere a distanza, indossare mascherine migliori possibili in tema di protezione individuale, un comportamento responsabile, rinunciando a tanti atti della nostra vita, non prendere ad esempio l’ascensore, evitare spazi chiusi. All’aperto non si rischia quasi nulla, a meno che due persone non siano attaccate a 20 centimetri. È la condivisione degli stessi volumi d’aria a portare il contagio“.

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