CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Avv. Falasca: “Se il campionato dovesse riprendere le società si assumerebbero un rischio molto alto. Dinanzi a queste problematiche legali il calcio potrebbe fermarsi”.

CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Avv. Falasca: “Se il campionato dovesse riprendere le società si assumerebbero un rischio molto alto. Dinanzi a queste problematiche legali il calcio potrebbe fermarsi”.

Il Podcast dell’intervento dell’Avvocato Giampiero Falasca, giuslavorista, esperto in diritto sportivo e collaboratore de Il Sole 24 Ore, (28-04-2020) ai microfoni di Centro Suono Sport all’interno del programma 1927 – La Storia Continua

“Tutti si stanno concentrando sul quando dover riprendere, ma nessuno si è chiesto cosa accadrebbe se, una volta ripartito il campionato, un calciatore dovesse ammalarsi riportando danni permanenti o addirittura morire? Le società rischiano il reato di omicidio colposo. La stagione potrà ripartire solo quando ci saranno le condizioni di sicurezza massime rispetto ai lavoratori, cioè ai tesserati. La legge dispone che vengano utilizzate tutte le tecnologie a disposizione per ovviare al tema della sicurezza. Non basta applicare un protocollo sanitario, per quanto ben scritto, per ritenersi adempienti rispetto a questa obbligazione.

La giurisprudenza, civile e penale, è molto esigente con i datori di lavoro e ritiene necessario che questi siano in grado di applicare, in ogni momento, il massimo della tutela possibile per prevenire la sicurezza dei dipendenti. C’è una polemica aperta anche in Lega, con i medici sportivi che hanno sollevato delle criticità relativamente al famigerato protocollo sanitario. Le società, ripartendo, si assumono un rischio molto alto. C’è differenza tra una fabbrica e una squadra di calcio, che inevitabilmente per lo sport che si pratica prevede un contatto continuo tra gli atleti. La decisione non sarà solo tecnica, ma anche politica ed economica, devono sapere che sono seduti su una cosa che scotta. Capisco il dispiacere nel non vedere il calcio giocato, ma ci sono delle situazioni importanti da chiarire. Ho la sensazione che o si riparta un po’ al buio oppure che Spadafora, come avvenuto in Francia, comunichi lo stop definitivo della stagione.

Il coronavirus rientra tra gli infortuni del lavoro, è stato ribadito anche dall’INAIL. Valutiamo anche l’effetto del virus sugli atleti, basta vedere la situazione di Sportiello dell’Atalanta che ancora dopo 40 giorni non ne è uscito definitivamente. C’è anche un problema territoriale: un conto è giocare a Roma oggi, un conto a Bergamo o Milano. Sono i medici delle squadre che stanno rifiutando di apporre la firma sul protocollo della FIGC, perché un domani un giudice può definire quel protocollo avventato, soprattutto in zone colpite fortemente dalla pandemia. Le società ad oggi sono preoccupate dalle eventuali ritorsioni di natura legale, qualora la situazione sulla responsabilità da contagio non venga chiarita. Altro problema enorme è quello della scadenza dei contratti, poiché non c’è nessuna norma eccezionale che può stabilire la proroga automatica di tutti i contratti, perché serve l’accettazione di tutte le parti coinvolte. Il calcio, dinanzi a tutte queste problematiche di natura legale, difficilmente ripartirà”

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