CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Prof. Crisanti (Epidemiologo – Università di Padova): “Manca un criterio univoco per valutare i test sierologici, la fase due è una sfida da affrontare con accortezza”

CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Prof. Crisanti (Epidemiologo – Università di Padova): “Manca un criterio univoco per valutare i test sierologici, la fase due è una sfida da affrontare con accortezza”

Il Podcast dell’intervento del Prof. Andrea Crisanti, Direttore di Virologia e Microbiologia all’Università di Padova, (11-05-2020) ai microfoni di Centro Suono Sport all’interno del programma 1927 – La Storia Continua

“Le direttive nazionali all’inizio non prevedevano l’approccio di screening che con il governatore Zaia abbiamo deciso invece di adottare: una mappatura ampia sugli asintomatici, operando una verifica approfondita su come e quanto il virus abbia circolato nella popolazione veneta. C’è stata una grandissima collaborazione tra Regione, istituzioni sanitarie locali e università. Il problema più grave è stato sulla produzione dei reagenti, sul quale ci siamo mossi autonomamente, riducendo al minimo i tempi d’attesa: tamponi in tre ore per gli urgenti, tamponi in 24-36 ore per i pazienti meno urgenti.

Non sono scettico rispetto all’utilizzo del test sierologico, il problema è che manca un criterio univoco per stabilire quale sia il migliore, attualmente in commercio ne esistono più di cento. I test seriologici non sono adatti alle diagnosi, ma per gli studi epidemiologici successivi. È uno strumento di guida, non di diagnosi. La fase 2 è una sfida, perché aumentano i contatti e si concede al virus la possibilità di operare con maggiore facilità. È una fase necessaria che va affrontata con accortezza e ritengo che in alcune zone d’Italia sia un rischio accettabile se supportato da un’attenta analisi nell’individuazione di eventuali nuovi focolai.

Nessuno sa quando questa epidemia finirà, la realtà è questa: inutile fare previsioni, non abbiamo ancora dati che ci diano un riflesso chiaro di che cosa ci attenderà più avanti. L’Italia aveva un’occasione fantastica per impedire che il virus dilagasse, bastava verificare i dati dell’ultima settimana di febbraio ed evitare strambe riaperture allora, quando invece un immediato lockdown nazionale avrebbe diminuito l’impatto del virus. Chiaramente è una considerazione a posteriori, non sarà accettabile farsi prendere di sorpresa nuovamente”.

ASCOLTA L’INTERVENTO INTEGRALE!