ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Marco Cherubini: “Soddisfatto del primo approccio di Dan e Ryan Friedkin ma il giudizio sul loro operato non potrà essere procrastinato a lungo”

ESCLUSIVA CENTRO SUONO SPORT 101.5 | Marco Cherubini: “Soddisfatto del primo approccio di Dan e Ryan Friedkin ma il giudizio sul loro operato non potrà essere procrastinato a lungo”

Il Podcast dell’intervento di Marco Cherubini, giornalista Mediaset, intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport 101.5 all’interno del programma “Crossover“.

Il percorso di avvicinamento della Roma all’inizio del campionato ha evidenziato diverse lacune:

“Il cambio proprietà a ridosso di una stagione micidiale deve necessariamente aprire degli alibi per la nuova proprietà. Le tempistiche sono stringenti, non ci sono possibilità di accelerare soluzioni, organizzare gruppo di lavoro a livello societario e muoversi sul mercato con necessità che conosciamo bene. Credo che il Covid abbia determinato il cambio di proprietà tra Pallotta e Friedkin creando, a mio avviso, la possibilità di un momento di assestamento. Può essere pericoloso, perché nell’incertezza c’è il rischio di perdere il contatto, in una stagione fitta e senza punti di riferimento. La Juventus stessa sta ancora cercando un centravanti, ma ad esempio altre squadre hanno fatto passi avanti micidiali come le milanesi”.

Cosa ne pensi dell’approccio e delle prime dichiarazioni della nuova proprietà?

“I tifosi della Roma hanno vissuto degli anni particolari ed è chiaro che possano essere poco propensi a dare nuovamente fiducia però sono contento del primo approccio di Dan e Ryan Friedkin, la sincerità con la quale hanno parlato è sicuramente positiva. Il giudizio e le valutazioni sul loro operato però non potranno essere procrastinati a lungo, a breve capiremo quanto vorranno investire”.

Cosa manca a questa Roma:

“Nell’immediato è importantissimo Smalling, perché l’assetto difensivo senza Kolarov ha necessità di trovare una pedina importante. Nel corso del tempo poi bisognerà trovare gente che possa essere valorizzata per restare alla Roma, con una dirigenza oculata che si impegna giorno per giorno e far sentire voce del padrone nel senso giusto del termine, bisogna invertire tendenza senza che i più bravi se ne vadano”.

Un giudizio su Paulo Fonseca?

“Era partito molto bene poi si è un po’ perso. Il primo anno in Italia non è facile per nessuno e forse avrebbe avuto bisogno di una guida. Dopo la sosta natalizia la squadra non si è più vista, poi c’è stato il lockdown e quanto accaduto dopo non è giudicabile. In questa stagione vorrei vedere una squadra tenace, non è sempre il calciomercato a determinare l’andamento di una stagione. Il lavoro che c’è dietro, le scelte dell’allenatore e l’atteggiamento dei calciatori fanno la differenza”.

Se e quanto perderebbe la Roma in questo valzer degli attaccanti che si ipotizza ormai da giorni:

“Bisogna capire. Perdere Dzeko sarebbe micidiale, stessi discorsi un anno fa. Oggi ti ritrovi nella stessa situazione, la speranza è che l’idea Milik possa funzionare, ha caratteristiche diverse da Dzeko”.

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